
È un autore particolare, Sergio Toppi. Considerato uno dei più grandi maestri italiani del fumetto, la sua particolarità nasce dal fatto che le sue illustrazioni sono familiari al grande pubblico, anche non conoscendone l’autore.
Nato a Milano nel 1932, mosse i suoi primi passi artistici partecipando alla realizzazione dell’Enciclopedia dei Ragazzi e collaborando con gli studi Pagot. Ma fu nel 1966 che iniziò veramente la sua carriera fumettistica, sulle pagine del Corriere dei Piccoli.
Le sue illustrazioni si sparsero a macchia d’olio, apparendo su libri, riviste, portfolio, mentre il suo nome veniva conosciuto in tutto il mondo. Molte anche le sue collaborazioni con grandi nomi della letteratura e saggistica, come Mino Milani ed Enzo Biagi.
Pur avendoci lasciati il 21 agosto 2012, le sue opere continuano a vivere, anche grazie ad Edizioni NPE, che nel 2017 ha dato il via ad una collana che raccoglie tutte le sue opere in volumi tematici.
A questa collana appartiene il volume di cui vogliamo parlarvi oggi.
“Favola toscana e altre storie” racchiude 5 racconti, scritti e disegnati da Toppi tra il 1986 ed il 2004, che spaziando tra storia, mito e favola, ci permettono di affacciarci al modo dell’autore di raccontare le sue storie.
Il primo racconto, “Verrà Orlando“, è ispirato al Ciclo Carolingio. Vedremo le imprese di diversi cavalieri tutti in attesa dell’arrivo del paladino Orlando, protagonista della Chanson de Roland. Tutti i personaggi che incontriamo nella storia sono particolareggiati, con armature e caratteristiche uniche, compresi i nemici che i cavalieri affronteranno. Alla fine giungerà anche Orlando, in una forma che sorprenderà i lettori.
I successivi due racconti, “Favola toscana” e “Qualcosa di più comune di un incendio” rientrano più nel mondo delle favole che della storia, con Toppi che ci regala un assaggio delle atmosfere contadine nei secoli passati, in cui le cose cambiano ma restano sempre le stesse.
La quarta storia, “Le cose nascoste“, è ambientata in un tempo imprecisato ed è forse tra quelle del volume più cruda e violenta, anche nei disegni dei personaggi.
Con l’ultima storia, “Il mantello di San Martino” torniamo nel Medioevo, in un periodo di persecuzioni religione (probabilmente quella dei Catari, di cui vi abbiamo già parlato). Tra i fumetti di questo volume, questo è quello che potrebbe risultare più interessante per il lettore. Non tanto per la storia in se, quanto per come sono costruite le vignette, che a molti ricorderanno quelle di altri autori, come Mike Mignola o Frank Miller. Due tra i vari fumettisti che riconoscono Toppi come uno dei loro maestri.
Sullo stile dei disegni non c’è molto da dire. Lo stile di Toppi è unico, anche se spesso imitato dai suoi allievi ed estimatori. O lo si ama o lo si odia. Ma vi consiglio di prendere questo volume per decidere a quale dei due gruppi appartenete.
Dario Medaglia
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