Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

 

Con questa semplice frase gli spettatori dei cinema italiani si immersero, nell’ormai lontano 1977, nell’epopea fantascientifica ideata, sceneggiata e diretta da George Lucas e che avrebbe, nel corso degli anni, fatto sognare milioni di persone in tutto il mondo.

Uscito nelle sale statunitensi nel maggio del 1977 (in Italia sarebbe stato distribuito in ottobre), il primo film della saga di Guerre Stellari avrebbe infatti dato il via ad una vero e proprio universo che, con alterne fortune, continua ancora oggi. Film, cartoni animati, videogiochi, romanzi, tutti i media e gli ambiti artistici sono stati teatro delle avventure dei personaggi creati da Lucas, che va ricordato si trovava solo all’inizio della sua carriera, avendo diretto e sceneggiato solo alcuni cortometraggi per poi essere conosciuto dal grande pubblico, nei primi anni 70, con i film L’uomo che fuggì dal futuro e American Graffiti.

Ma cosa c’entra con il medievalismo una storia come quella di Guerre Stellari?

Basta leggere la frase che apre il nostro articolo, così come fa con ogni film della saga principale, per intuirlo.

Guerre Stellari, o Star Wars come ormai è conosciuto anche in Italia, non è un semplice film di fantascienza, ma affonda le sue radici nel mondo del fantasy e delle fiabe, generi che incontriamo spesso nelle nostre pagine. Quel “tanto tempo fa” è un chiaro rimando all’altrettanto conosciuto “c’era una volta”, andando a collocare le vicende dei film non in un lontano futuro, dove i protagonisti sono spesso terrestri che esplorano lo spazio e le galassie (come nell’altrettanto famosa saga di Star Trek), spesso trovandosi ad interagire con razze aliene minacciose ed ostili. L’ambientazione del film di Lucas invece è una galassia lontana, dove non esistono riferimenti alla Terra, o alla via Lattea in generale, in cui qualsiasi cosa è possibile, ma soprattutto in un’epoca remota, indefinita, come se fosse, per usare un’altra frase che molti riconosceranno, “il tempo dei miti e delle leggende”.

La saga di Star Wars è uno dei più chiari esempi di commistione di generi. È naturalmente presente la fantascienza, che la fa quasi da padrona: i personaggi dei film vivono su mondi diversi tra di loro, sono esseri umani ma interagiscono con razze diverse, si spostano con astronavi e ci sono battaglie spaziali. Ma sono evidenti fin da subito elementi presi dalle fiabe e dal fantasy, che si concretizzano nell’apparizione di uno dei personaggi più riconoscibili della saga: Darth Vader (o Dark Fener). Il cavaliere nero, conosciuto nei racconti del ciclo arturiano, qui appare nella forma di un essere statuario, che incute paura e rispetto non solo ai nemici, ma anche nei suoi sottoposti. Ma non un semplice guerriero.

Darth Vader è in grado infatti di usare un potere, una magia, con cui uccidere le sue vittime solo con il pensiero (e con alcuni gesti, ma i più classici maghi e stregoni). Un potere, la Forza, che lega tutti gli esseri della galassia, e che può essere usata sia per il bene che per il male. Un concetto che verrà poi approfondito da Lucas e dagli altri autori e sceneggiatori della saga, ma che nei primi film, la cosiddetta trilogia originale, rimane misteriosa, descritta con termini arcaici, che permette a coloro che la usano di compiere gesta incredibili, non comprensibile agli spettatori, ma nemmeno agli altri personaggi della storia.

 

Han Solo: Le strane religioni e le loro antiche armi contano poco contro un folgoratore al fianco!
Luke Skywalker: Non hai fede nella Forza, non è vero?
H
an Solo: Ragazzo, io ho girato la galassia in lungo e in largo, ho visto un sacco di cose curiose, però non ho visto niente che mi abbia convinto che esiste un’unica onnipossente “Forza” che controlla tutto quanto! Nessun campo di energia mistica controlla il mio destino. Sono soltanto dei semplici trucchi e delle idiozie.

 

Magia e cavalieri neri, ma anche vecchi saggi e missioni da compire, elementi che conosciamo bene anche grazie a Christopher Vogler ed il suo libro Viaggio dell’eroe, e che ritroviamo anche nel genere Sword and Sorcery. Ma ancora, principesse da salvare, qui nel vero senso della parola dato che la protagonista femminile è la Principessa Organa, e duelli tra guerrieri dotati di spade, laser naturalmente, presi dal genere Cappe e Spada. Ed ancora, contrabbandieri e fughe rocambolesche, sparatorie con pistole laser, l’eroica guerra contro un Impero Galattico da parte di un manipolo di ribelli… elementi presi dai western, dai racconti sui pirati, dai film e libri sulle spie.

Come avrete sicuramente capito, Guerre Stellari è un minestrone di idee e temi, che andremo ad approfondire in articoli futuri. Quello di oggi possiamo definirlo un articolo introduttivo, ma andremo presto ad esaminare gli aspetti e prodotti che hanno reso, nel corso degli anni, l’universo di Star Wars uno dei media franchise più famosi e redditizi della storia.

 

Dario Medaglia

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Written by : Redazione

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