
Quando si parla dei cavalieri Templari la maggior parte delle persone raramente ha come riferimento i monaci-guerrieri medievali, fondati da Ugo di Payns a Gerusalemme, dopo il successo della prima crociata (1099), con il compito di difendere i pellegrini in visita ai luoghi santi; più facile e immediato che, come primo “frame” vengano in mente opere contemporanee, ad esempio il fenomeno videoludico di grande successo Assassins’s Creed, che ha come plot principale lo scontro tra i Templari e la setta degli Assassini, i quali Ordini non sarebbero finiti nel Medioevo, ma entrambi sarebbero sopravvissuti, portando avanti nei secoli uno scontro ideologico.
Il templarismo
Dopo aver osservato il fenomeno templare storico, cioè fino alla loro scomparsa agli inizi del XIV secolo, è arrivato il momento di esplorare quel complicato fenomeno post-storico che è il templarismo. Come è stato definito dallo storico Tommaso di Carpegna Falconieri, il templarismo è come un cluster, cioè un cluster templare a molte teste. Sempre di Carpegna aiuta a leggere questo fenomeno in chiave di “eredità simbolica” dei Templari attraverso i secoli, dopo la loro scomparsa ufficiale. È interessante, spiega, osservare i Templari non dal Medioevo per arrivare fino a noi con un percorso lineare, ma facendo il contrario, ossia risalendo il fiume del tempo alla ricerca delle radici lontane (ma non troppo) di questo mito contemporaneo. Dall’esoterismo massonico settecentesco fino ai nostri giorni ci si accorge, in questo modo, che le rappresentazioni dei cavalieri templari che ci circondano (e sì, anche nel 2026, in parte, soprattutto nelle rappresentazioni pseudostoriche, letterarie e cinematografiche), non hanno realmente un nesso con gli originari Templari del XII-XIII-XIV secolo, ma in realtà lo hanno con un periodo storico più recente, il XVIII. Tra i Templari “storici” e la nostra contemporaneità si sono prodotte cesure molto vaste tra le quali, fra le più importanti, furono la soppressione dell’Ordine e, utilizzando le parole di Falconieri, la memoria dannata, che ad esso seguì per secoli.
Franco Cardini, altro studioso italiano di templarismo, oltre che uno dei massimi esperti di Medioevo scrive: “tra la fine trecentesca dell’Ordine e la sua ambigua rinascita settecentesca esiste solo una ragnatela di ipotesi e resoconti di terza mano”. Le tradizioni che si auto affermano continuiste, e che vengono presentate come tali in ogni loro forma, sono in realtà tradizioni inventate. Ciò non vuol dire che esse non debbano essere indagate in prospettiva storica (esiste una branca di studi che si chiama medievalismo, che indaga proprio la ricezione del Medioevo dopo il Medioevo, semplificando al massimo.); significa, però, che la storia di queste “eredità” dei Templari va posta nell’ambito delle rappresentazioni moderne e contemporanee. Esiste quindi la storia dei Templari medievali e dei “Templari” contemporanei, scissa da quella originaria perché medievale non è.
I miti templari
La tipologia di templarismo che andremo a indagare nei prossimi articoli sarà quella di tipo “massmediatico”. Senza avere una dimensione ideologica ben definita, il templarismo di massa assume il mito dei cavalieri Templari come il caso per eccellenza dell’esistere e persistere delle dimensioni esoteriche e arcane, nascoste al volgo ma dalle quali si deve per forza riscoprire un senso profondo. Al mito templare, che fa come da raccoglitore, vengono fatti aderire per sovrapposizione, intreccio o contaminazione, diversi altri miti dei quali la società moderna si nutre con avidità e questo miscuglio deriva anch’esso, spesso, da idee nate a cavallo fra Otto e Novecento. Ecco alcuni degli “innesti” principali al mito templare:
- I Templari sarebbero stati in rapporto con i Catari. Entrambi avversari della Chiesa di Roma, custodi degli stessi “segreti”, avrebbero subito lo stesso destino.
- Vennero identificati come custodi del Santo Graal, il quale potrebbe essere stato il loro tesoro. Il Graal dei Templari potrebbe essere stato la coppa dell’Ultima Cena di Cristo, oppure una pietra, o il famoso sangue reale, Sangréal, cioè il segreto dei figli di Gesù generati con la Maddalena, o ancora, la Maddalena stessa (vedi Dan Brown).
- I Templari furono i custodi della Sacra Sindone, e la testa che adoravano, il Bafometto, era il sudario di Cristo (oppure la testa di san Giovanni Battista).
- I Templari furono i custodi dell’Arca dell’Alleanza, che seguendo varie peripezie sarebbe giunta fino a loro (o che essi stessi avrebbero trovato nei sotterranei del Tempio di Salomone).
- I Templari avrebbero adorato le Madonne nere.
Lo studioso Mario Arturo Iannaccone, esperto in materia di nuove religioni, ha affrontato il tema nel suo libro Templari, Il martirio della memoria, e ha spiegato il templarismo in questi termini:
«Il templarismo è un fenomeno culturale importante, ma è anche un fenomeno sociale (molto più contenuto in proporzione), per il quale piccoli gruppi di persone inscenano plurime rifondazioni del Tempio. Per far ciò, ricorrono ad una serie di espedienti, giustificazioni o razionalizzazioni: la “filiazione occulta”, la “filiazione iniziatica” o ancora la “filiazione spirituale”».
Continua lo studioso:
«La filiazione occulta si basa sull’ipotesi che i Templari siano sopravvissuti segretamente come organizzazione; la filiazione iniziatica (che può convivere con la precedente), presuppone l’esistenza di una sorta di successione apostolica di maestri e discepoli che avrebbero serbato le giuste condizioni dell’iniziazione; questa pretesa si fonda sul corollario che i Templari abbiano praticato una religiosità occulta. La filiazione spirituale si fonda sulla convinzione che ripristinando alcuni dei princìpi ispiratori del Tempio (idealismo, princìpi della cavalleria, lotta all’ingiustizia etc.), ci si possa riallacciare alla tradizione dei Templari anche in assenza di altri collegamenti».
Lo studioso conclude:
«arriviamo così al “templarismo”, una tendenza culturale eclettica che cerca di collegare in un’unica parola un fiammeggiante immaginario acceso dalle vicende dell’Ordine del Tempio e dai suoi, veri o supposti, punti oscuri».
Il neo-templarismo
Iannaccone introduce un nuovo termine: neo-templarismo, che con il templarismo va a braccetto. Secondo lo studioso: «Il neo-templarismo, a sua volta, è il tentativo (a volte nobile, spesso bizzarro, altre volte grottesco), di resuscitare realmente l’Ordine soppresso». Sia il «templarismo» che il «neo-templarismo» sono parole generiche, che abbracciano fenomeni, credenze, organizzazioni e motivazioni diversissime tra loro, il cui unico collante è l’uso dell’utopia del Tempio.
Anche lo storico Franco Cardini mette in guardia gli appassionati dell’argomento a stare alla larga dalla “fuffa” templarista. Lo storico, nell’introduzione al libro di Iannaccone scrive infatti che:
«esiste a proposito dei Templari (cioè dell’Ordine fondato in Terrasanta ai primi del XII secolo) una letteratura costituita di documenti apocrifi, se non di veri e propri falsi, e di trattati che su di essi si fondano, e che servono spesso da supporto tanto per elucubrazioni a carattere esoterico, quanto per l’organizzazione di sodalizi a carattere sapienziale, filantropico, cavalleresco ed esoterico, con esiti e risvolti che spaziano dalla politica alla finanza, dagli affari alla letteratura, fino ai giochi di società (e videogames), imperniati sulle vanitates dei titoli e delle decorazioni. E non senza qualche implicita piega malsana e rischiosa: non a caso in quelle pagine emergono presenze inquietanti, da von List e dal Liebenfels, ispiratori di Adolf Hitler, al “mago” Crowley, fino al delirio millenarista e criminale dell’Ordine del Tempio Solare».
Per concludere utilizzo le parole dello storico Cardini che, sempre nell’introduzione del libro di Iannaccone, scrive: «Chi studia il fenomeno del templarismo è spesso guidato da una sorta di “ideologia del disincanto”, se non addirittura dello “smascheramento”, della “denuncia”».
Nei prossimi articoli vedremo come questo mito templare si sviluppa in ambiti diversi della nostra vita quotidiana, dai videogames alla letteratura, dalla politica fino a risvolti oscuri che, molto spesso, possono sfociare nel radicalismo e nell’oscurantismo religioso.
Matteo Nasi
Per approfondire:
BARBER MALCOM, La storia dei Templari, vita avventurosa, storia e tragica fine dei leggendari monaci guerrieri, Edizioni Piemme, Milano 1997
CARDINI FRANCO, La tradizione templare, Vallecchi, Firenze 2007
IANNACCONE MARIO ARTURO, I Templari, il martirio della memoria, Sugarco Edizioni, Milano 2005
FALCONIERI DI CARPEGNA TOMMASO, FACCHINI RICCARDO, Medievalismi Italiani, secoli XIX-XXI), Gangemi Editore, Roma 2018
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