Tutti quanti conosciamo Bologna, la città dei Felsinei, dallo splendore rinascimentale, ma oggi vogliamo presentarvi una visita, fattibile nell’arco di un solo giorno, per scoprire il volto della Bologna medievale, o meglio della Bologna che ad un primo sguardo pare medievale ma in realtà è medievalista, frutto di una visione idealizzata dell’architettura medievale. Essa lega il proprio nome ad una personalità vissuta nella seconda metà del XIX secolo: Alfonso Rubbiani, giornalista e restauratore felsinei. Rubbiani ha letteralmente medievalizzato la città, realizzando dei restauri ed inventando, in maniera idealizzata, il medioevo bolognese.
TAPPA 1
La Circla, Piazza XX settembre. Partiamo dalla Circla, l’attuale Viale di Circonvallazione. Cosa c’è da guardare, vi chiederete: ebbene, in quello spazio tra il centro storico ed il resto della città, fino ai primi anni del 1900 c’era la terza cerchia muraria di Bologna (trecentesca) che fu demolita proprio in quel periodo. Alfonso Rubbiani non era d’accordo con la decisione del Comune bolognese di eliminare la terza cerchia muraria, dato che aveva pensato di conciliare l’antico con il nuovo, le mura con l’espansione cittadina del periodo. Purtroppo furono risparmiate solamente le porte.

TAPPA 2
Chiesa di San Francesco. La Chiesa di San Francesco venne restaurata da Rubbiani e dal gruppo dei suoi allievi: la gilda di San Francesco. Gli interventi furono molto discussi, infatti fece abbattere le cappelle quattro-cinquecentesche poste sul fianco settentrionale della chiesa. Seguì l’apertura di una bifora in una cappella dell’abside e fece inoltre raschiare gli intonaci ottocenteschi realizzati da Francesco Cocchi. Nei pressi della Chiesa di San Francesco, nell’ultimo decennio del XIX secolo, fece abbattere gli edifici demaniali addossati alla basilica. Dopo questa operazione, iniziarono I lavori di restauro delle tombe di Accursio, Odofredo e Rolandino, figure legate alla memoria dello Studium bolognese.
TAPPA 3

Il palazzo di Re Enzo. Re Enzo, figlio di Federico II di Svevia, dopo la sconfitta di quest’ultimo venne catturato ed imprigionato a Bologna, dove trascorse il resto della sua vita. Il palazzo di re Enzo fu totalmente reinventato da Rubbiani, che modificò un palazzo dallo stile moderno, medievalizzandolo: riportando il cotto alla luce, prima sepolto da strati di intonaco.
Tappa 4

La Chiesa di San Petronio, un caso di medievalismo incompiuto. Alle spalle del Palazzo di Re Enzo si apre la maestosa piazza Maggiore, chiusa proprio tra questo edificio e la basilica di San Petronio che, ricordiamolo, non è la cattedrale di Bologna, funzione assolta dalla Chiesa di San Pietro posta su Viale Indipendenza, che troverete alla vostra sinistra procedendo verso il centro.
I lavori per la realizzazione di San Petronio iniziarono nel 1390, ma la facciata non venne terminata. Nel corso del 1800 le autorità bolognesi vollero valutare se fosse o meno il caso di completarla: venne quindi indetta una un concorso tra vari artisti nella maestosa biblioteca dell’Archiginnasio (a pochi passi da San Petronio, posta alla sua destra guardando la facciata della chiesa).
Secondo Alfonso Rubbiani la facciata ha più volte corso il rischio di essere completata in maniera inusuale, con frontoni classici o barocchi che poco avevano a che fare con la storia di Bologna e della basilica stessa. Inoltre l’architetto ebbe la fortuna di confrontarsi sul tema con un suo amico, il filosofo dell’arte Barone Nicola Taccone Gallucci di Mileto. Il vuoto ancora presente nella parte superiore ci dimostra che il Comune di Bologna non ascoltò le parole di Rubbiani e del Barone Nicola, infatti la facciata rimase incompleta a differenza di ciò che successe alla cattedrale di Santa Maria del Fiore di Firenze, facciata completata nel corso della seconda metà del XIX secolo.
Tappa 5
Palazzo della Mercanzia. Proseguendo la visita nel centro di Bologna, in via Farini, si arriva alle Due Torri, maestose, che si protendono verso il cielo come due guardie alla città di Bologna. Sulla destra delle Due Torri si erge il Palazzo della Mercanzia, sede della Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato. Rubbiani, seguendo la sua idea di restauro, fece rimuovere le aggiunte architettoniche del XIX secolo; inoltre rimodellò l’atrio settecentesco al pianterreno.
Tappa 6

Le sette chiese. Piazza Santo Stefano è un piccolo gioiello della città di Bologna (ma attenzione all’acciottolato che riveste la piazza, a detta di molti visitatori, è un po’ scomodo. Questo complesso, che ha mutato forma nel corso dei secoli, risale all’Alto Medioevo. Sempre nel corso dell’XIX secolo fu ristrutturato, aggiungendo tocchi immaginari, quindi medievalizzandolo. Vennero eliminate le aggiunte moderne per ricercare negli strati sepolti le parti medievali, e nel caso non fossero stati presenti, questi ultimi sarebbero stati creati arbitrariamente. Questi lavori non furono affidati a Rubbiani, ma a Giovanni Gozzadini. Nel 1919, a seguito dell’erogazione di nuovi finanziamenti, si verificarono ulteriori restauri, questa volta affidati al Collamarini, allievo di Rubbiani. La facciata del principale edificio delle sette Chiese fu completamente rifatta. Sicuramente questa è una classica visita alla città di Bologna, ma svolta con una prospettiva differente, con uno sguardo più consapevole!
INFO:
Ulteriori informazioni sulla città di Bologna:  https://www.bolognawelcome.com/
  • Basilica di San Francesco
Orari: dal lunedì alla domenica, dalle 7.00 alle 18.30.
Ulteriori informazioni: http://www.sanfrancescobologna.org/
  • Basilica di San PetronioOrari:
Orari: Feriali: dalle 08.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00
– Festivi: dalle 08.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.30
– Sabato, domenica e festivi: dalle 10.00 alle 13.00 (ultimo ingresso alle 12.15) e dalle 15.00 alle 18.00 (ultimo ingresso alle 17.15)
Ulteriori informazioni: https://www.basilicadisanpetronio.org/
  • Palazzo di Re Enzo
Ulteriori informazioni: http://www.palazzoreenzo.com/il-palazzo/
  • Palazzo della Mercanzia
Il Palazzo della Mercanzia non è visitabile all’interno, dato che ospita la sede della Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato. In compenso, si può contemplare la facciata, magari gustandosi un buon caffè in uno dei locali che si affaccia sulla piccola piazza che si apre di fronte al suo ingresso.
  • Complesso di Santo Stefano
Orari: dal Martedì alla domenica, dalle 9.30 alle 12.00 e poi dalle 13.30 alle 19.00.
Ulteriori informazioni: https://www.bolognawelcome.com/it/luoghi/edifici-religiosi/complesso-di-santo-stefano