La storiografia odierna ci ha abituati a libri che raccontano il Medioevo da numerosi punti di vista ribaltando la nostra visione su questo periodo storico. Gli argomenti sono i più disparati, ma mai avrei pensato di leggere e recensire un libro dedicato a un gesto così comune e naturale come l’abbraccio.

Spesso tendiamo a irrigidirci quando pensiamo al passato, non ricordiamo che è composto da persone come noi, con valori diversi, sicuramente; ma sempre persone che nutrono esigenze sociali e affettive dettate dal mondo che li circonda. Così, un gesto scontato come l’abbraccio, nel Medioevo, assume molteplici significati, forse più di quanti ne abbia nel nostro contemporaneo. 

Un Medioevo di abbracci. Non solo d’amore, non solo umani di Virtus Zallot (Mulino 2024) fa proprio questo: analizza, tramite fonti letterarie e iconografiche, le mille sfaccettature dell’abbraccio “medievale”. Il libro non si presenta molto lungo ma sicuramente è denso di contenuti e d’immagini, un apparato fotografico ricco, che serve a seguire il libro in modo più coerente e piacevole essendo l’autrice una storica dell’arte medievale

Gli abbracci, quindi, hanno molteplici valenze. Zallot inizia con gli abbracci tra amanti e, ovviamente, il primo riferimento letterario va alla lirica cortese: quel gioco di seduzioni tipicamente medievale che con l’abbraccio non indica solo il gesto in sé per sé ma probabilmente, perché mai esplicitato, anche l’atto sessuale. Così gli amanti giacciono nudi e abbracciati nel luogo del loro amore. Come già detto, le tipologie di abbracci sono tantissime, quindi l’autrice descrive gli abbracci che madri e padri danno ai bambini; abbracci che accolgono o che riconciliano; abbracci malinconici di due amanti che si lasciano o abbracci gioiosi di amici che si ritrovano. 

Ovviamente accanto agli abbracci laici/profani troviamo quelli a tema religioso. Sempre di grande impatto è l’immagine di Maria sola che abbraccia il corpo inerte di Gesù, iconografia mutuata dal mondo germanico e recepita in Italia solo nel Quattrocento, oppure le raffigurazioni di santi che abbracciano la croce. Interessante è l’iconografia della Vergine che abbraccia chi chiede il suo conforto e per questo motivo denominata Madonna della Misericordia: in questo tipo di opere Maria è rappresentata frontalmente, di solito è molto più grande rispetto alle altre figure, le braccia sono aperte e il suo mantello è pronto ad accogliere chi ha invocato il suo aiuto. 

Si possono anche abbracciare oggetti o animali, ad esempio il cavaliere che si aggrappa con tutte le sue forze al cavallo. Oppure, Tecla che, secondo alcune leggende, pur di vedere Gesù bambino, che poteva essere omaggiato solo dalle madri, finse che un sasso fosse il suo pargolo e alla fine per miracolo la pietra si trasformò in un essere di carne e ossa. Il volume, però, non descrive solo l’abbraccio da un punto di vista positivo ma anche negativo: l’abbraccio non corrisposto, come quello che impedisce alla vittima di liberarsi dal suo aggressore; o i diavoli, raffigurati spesso nel momento in cui abbracciano i peccatori per trascinarli con loro all’Inferno.

Insomma, Un Medioevo di abbracci. Non solo d’amore, non solo umani di Virtus Zallot è un saggio non banale, consigliato a chi è interessato all’iconografia e alla storia quotidiana del Medioevo. E proprio un argomento così quotidiano come l’abbraccio ci deve portare a riflettere sul suo significato, su quanta distanza c’è  – o non c’è – con i “medievali” e a non dare per scontato un gesto così semplice e importante.

 

Giulia Panzanelli

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Written by : Redazione

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