
È tra le donne più conosciute della storia del Medioevo e in generale, sto parlando della celebre Lucrezia Borgia e come non dedicarle, quindi, un articolo biografico.
Lucrezia visse tra la fine del XV e la prima metà del XVI secolo. Figlia di Rodrigo Borgia e Vannozza Catanei, nacque infatti nel 1480 a Subiaco. Suo padre già potente e ricco cardinale, divenne nel 1492 il celebre pontefice Alessandro VI. A Lucrezia, fin da piccola, venne impartita un’educazione umanistica, apprese dal latino al greco, dalla musica alla letteratura. Pensate, inoltre, che fin da piccola parlava fluentemente l’italiano e il castigliano.
Quando era ancora piccola, nel 1491, Lucrezia fu promessa dal padre sposa al signore di Val d’Ayora, Cherubino Juan de Centelles. Si trattava di un tentativo, da parte del padre Rodrigo, di ristabilire i rapporti con la sua terra natia. Poco dopo, tuttavia, motivi politici più importanti spinsero il cardinale a stipulare un altro patto di nozze: Lucrezia venne fidanzata a Gaspare d’Aversa, conte di Procida (nel regno di Napoli).
Ma questa nuova promessa non venne rispettata. Come anticipato, nel 1492, alla morte di Innocenzo VIII, Rodrigo Borgia divenne pontefice con il nome di Alessandro VI e nuovamente cambiarono le carte in tavola per la nostra Lucrezia. Questa volta un contratto, stipulato nel 1493, la prometteva ufficialmente a Giovanni Sforza, signore di Pesaro e Gradara, per stringere un legame tra le due potenti famiglie. Le nozze vennero celebrate nello stesso anno a Roma. Subito Giovanni Sforza si trasferì a Pesaro lasciando Lucrezia a Roma e già l’anno successivo la sua posizione di alleanza verso i Borgia venne messa alla prova per l’appoggio che diede a Ludovico il Moro (duca di Milano) che allo stesso tempo era alleato con il re francese Carlo VIII. Sappiamo che Ferdinando d’Aragona aveva stretto un’alleanza con Alessandro VI Borgia tramite un matrimonio. Giovanni Sforza tramava contro il suocero, sostenendo e informando Ludovico il Moro sulle decisioni che venivano prese dai Borgia. Dopo un periodo di calma in cui i rapporti sembravano essere rientrati, si scoprì una congiura ai danni di Giovanni Sforza intessuta dalla famiglia Borgia. Fu la stessa Lucrezia a informare il marito. Nel 1497 Giovanni venne forzato ad accettare l’annullamento delle nozze con Lucrezia Borgia. Dopo un periodo trascorso dalla donna nel convento di San Sisto, ricominciarono le trattative per un matrimonio e la scelta ricadde su Alfonso d’Aragona, principe di Salerno. Venne stipulato un contratto, fu stabilita la dote: il matrimonio si tenne in Vaticano nel luglio 1498. Vicende politiche, tuttavia, anche questa volta, ruppero le uova nella vita matrimoniale di Lucrezia. Suo fratello Cesare, infatti, aveva stretto un’alleanza matrimoniale con la Francia, sposando Carlotta d’Albret, sorella del re di Navarra. Preoccupato da quest’alleanza Alfonso lasciò Roma abbandonando la moglie. Forse per consolare e distogliere i pensieri della figlia da questo abbandono, Alessandro VI la incaricò di governare le città di Foligno e Spoleto. Venne raggiunta poi dal marito a Roma ma anche questo matrimonio ebbe un epilogo infelice. Cesare Borgia, ormai filofrancese, vedeva nel matrimonio della sorella un ostacolo e purtroppo riuscì a far uccidere Alfonso nel 1500, lasciando Lucrezia vedova. La donna si rifugiò inizialmente a Nepi per poi rientrare a Roma, dichiarandosi disponibile a contrarre nuovamente matrimonio con Alfonso d’Este, erede di Ercole I, duca di Ferrara. Nonostante le numerose rimostranze dello stesso Ercole d’Este, una volta che questa unione era stata appoggiata anche dal re di Francia non ci furono più ostacoli e, dopo diverse trattative, venne stipulato un contratto e si tenne il matrimonio nel 1501. Nello stesso anno, Lucrezia lasciò i suoi possedimenti ai figli avuti dai precedenti matrimoni e nel 1502 arrivò a Ferrara assieme al marito dove la coppia fu accolta con numerosi festeggiamenti, dagli abitanti e anche dalla sorella di Alfonso, Isabella d’Este.
I primi anni trascorsi a Ferrara furono caratterizzati da una certa monotonia rispetto agli anni precedenti, Lucrezia era circondata da numerosi umanisti e studiosi in un clima culturale attivo e vivace. Questo clima fu sicuramente di aiuto per superare il trauma di una figlia morta subito dopo il parto e anche il superamento della morte del padre Rodrigo e della rovina di suo fratello Cesare, attorno al 1503.
Nel 1504 Isabella d’Este, sua cognata, rientrò a Ferrara con il marito Francesco Gonzaga. Già in quell’occasione forse vi furono i primi segnali di un sentimento di tenerezza tra Francesco e Lucrezia. Dopo un breve incontro tra i due a Borgoforte per poi giungere assieme a Mantova per far visita ad Isabella, Francesco e Lucrezia si scrissero diverse lettere d’amore. I rispettivi coniugi, tuttavia, sembravano indifferenti alla relazione epistolare tra i due. Ad esempio, Isabella mantenne buoni rapporti formali con Lucrezia, condividendo addirittura la passione per la musica.
Nel 1505 morì Ercole d’Este e Alfonso I affidò alla moglie la gestione delle istanze dei cittadini presso il principe ma sempre affiancandole suo fratello, il cardinale Ippolito d’Este. Nel 1508 nacque l’erede di Alfonso I d’Este, Ercole, seguito da Ippolito, Eleonora, Francesco e nel 1519 l’ultima figlia Isabella Maria. Quest’ultimo parto, tuttavia, fu molto difficile e Lucrezia contrasse un’infezione che la portò alla morte nel 1519 stesso a Ferrara.
Eleonora Morante
PER APPROFONDIRE:
Raffaele Tamalio, Lucrezia Borgia, duchessa di Ferrara, Dizionario biografico degli italiani, 2018
Maria Bellonci, Lucrezia Borgia, Milano, Mondadori, 2011
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