In questa settimana dedicata ad Halloween abbiamo avuto modo di conoscere la terrificante figura di Vlad III l’Impalatore, sia dal punto di vista storico sia da quello fumettistico. Oggi è il turno delle sue rivisitazioni cinematografiche, e per affrontare questo aspetto abbiamo scelto due pellicole: il colossal Dracula di Bram Stoker, forse il film più famoso in assoluto su questa figura, uscito nel 1992, a firma del grandissimo Francis Ford Coppola con Gary Oldman, Winona Ryder, Anthony Hopkins e Keanu Reeves; dall’altra parte troviamo invece Dracula Untold, firmato da Gary Shore e uscito nelle sale nel 2014 con Luke Evans, Sarah Gadon e Dominic Cooper.

Del primo ci sono poche cose da dire perché ormai è storia. Libero adattamento del romanzo di Stoker, se qualcuno dice “Dracula” la prima cosa che viene in mente è Gary Oldman, spietato, sanguinoso e alla costante ricerca della sua amata. La pellicola diretta da Coppola ha il merito di aver plasmato l’immaginario del Vampiro per eccellenza che, pur esaltando l’aspetto romantico, non si dimentica di addentrarsi nei cupi meandri dell’anima di Vlad. L’immagine che ci viene restituita, infatti, è quella di un principe tormentato, servo fedele della Chiesa nella sua battaglia contro i Turchi prima e rinnegatore della stessa dopo la morte della sua consorte. Ma soprattutto, quella di un non-morto che si aggira tra noi, assetato di sangue (famoso il leitmotiv del film Il sangue è la vita), spietato, malinconico, perso tra le piaghe del tempo.
Diversa, invece, è la visione che ci restituisce Dracula Untold, che non prende le mosse dal romanzo ma cerca di darci un ritratto più storicizzante, seguendo le mode cinematografiche degli ultimi tempi. Siamo nel 1442 e Vlad è all’apice dello splendore nella sua Valacchia. Dopo un’infanzia tormentata al servizio del sultano turco, può fare ritorno a casa e regnare sulla sua terra. La pace, però, non dura a lungo, minacciata da due nemici: il primo è un vampiro che si nasconde nei meandri della montagna e il secondo è proprio l’esercito turco, che esige non solo il tributo ma anche 1000 ragazzini da addestrare per rimpolpare le proprie fila. Il punto di non ritorno arriverà quando Vlad sceglierà di non consegnare il figlio e ucciderà i generali turchi che erano andati a prenderlo. Con questo gesto, il principe dichiara guerra ai suoi nemici. E userà ogni mezzo a disposizione per salvare la sua terra e sconfiggere gli invasori.
È esattamente a questo punto della trama che vediamo la più grande differenza tra le due pellicole. Mentre nella prima Vlad diventa un vampiro perché ha rinnegato Dio e la sua Chiesa, nella seconda lo diventa per scelta. È lui infatti ad andare dal vampiro delle montagne per farsi trasformare, per avere così la forza di resistere all’avanzata turca. In questa trasposizione vediamo un Dracula più umano, che tenta di resistere in ogni modo alla sete di sangue che gli scorre nelle vene e che sceglie di diventare un “martire” per un bene superiore. Tutti conosciamo la storia e quindi sappiamo che, nonostante l’impegno, Vlad alla fine cede e diventerà ciò che poi il mondo conoscerà come Dracula.
L’epilogo di Dracula Untold, in qualche modo, si ricollega al filone principale e perciò possiamo dire che, vista la mancanza del sequel, è quasi un prequel di Dracula di Bram Stoker. Sicuramente da qui ai prossimi anni avremo ancora il piacere di trovare Vlad sul grande schermo, ma la domanda è: riusciranno le pellicole future a eclissare il successo del film di Coppola? Ai posteri l’ardua sentenza.
 
Martina Corona
 
Per approfondire:
BIANCHI VITO, Dracula, Cortina Raffaello, Milano 2011.
CAZACU MATEI, Dracula. La vera storia di Vlad III l’Impalatore, Mondadori, Milano 2006.
STOKER BRAM, Dracula, BUR, Milano 2020.