Il tempo scorre diversamente, quando si parla di tecnologia e videogiochi. Quelli che per noi sono appena due anni, quando guardiamo i progressi tecnologici invece di anni sembra che ne siano passati 10, se non di più. Grafica, prestazioni, musiche, tutto cambia e si migliora, e di conseguenza (o almeno si spera) anche la giocabilità dei titoli e la loro scrittura devono tenere il passo, per poter competere con i titoli usciti nel frattempo.

Per nostra fortuna, Elden Ring: Shadow of the Erdtree rappresenta un enorme passo avanti rispetto al gioco base.

Uscito nel (videoludicamente parlando) lontano 2022, Elden Ring è stato sviluppato da Hidetaka Miyazaki e dalla casa di sviluppo From Software, che nella creazione delle mitologia alla base della storia si sono avvalsi anche della collaborazione di George R. R. Martin. Ambientato nell’Interregno, il gioco base ci metteva nei panni di un Senzaluce, un essere “maledetto” (continuando la tradizione dei protagonisti dei giochi di From), destinato a raccogliere i frammenti dell’Anello ancestrale e riportare la pace nel regno. Vincitore di moltissimi premi fin da prima della sua uscita, avendo ricevuto il titolo di Gioco più atteso per diversi anni, ci troviamo davanti ad un successo di critica e pubblico, che per la sua scrittura e sviluppo dei personaggi che si incontrano durante la storia, sia nemici che “alleati”, ha posto un ulteriore gradino da superare per i competitor.

Ma non solo per loro. Elden Ring ha alzato le aspettative anche verso i seguenti titoli di Miyazaki, aspettative che sono state rispettate con questa espansione.

Presentato all’inizio come DLC (contenuto scaricabile del gioco), Shadow of the Erdtree si è sviluppato ben presto come vera e propria espansione, con una mappa gigantesca, sviluppata sia in orizzontale che in verticale, grazie all’uso di dungeon, torri ed altre strutture esplorabili, ed un tempo di gioco che può tranquillamente superare le 40 ore.

Anche se il motore grafico dietro al gioco è rimasto lo stesso, l’espansione ha apportato alcune migliorie, soprattutto in termini di prestazioni e qualità di vita del gioco, anche grazie ai suggerimenti dei giocatori, alla comunità dei modders ed alle varie patch uscite nel corso di questi due anni.

Ma arriviamo a ciò che interessa davvero i giocatori: la trama e la giocabilità.

Per quanto riguarda la prima, evitando i possibili spoiler visto che comunque, al momento della stesura di questa recensione, il gioco è uscito giusto ieri 21 giugno, possiamo dirvi che la storia si incastra perfettamente nella lore sviluppata e scoperta dai giocatori, andando ad esplorare diversi misteri e domande rimaste irrisolte nel gioco base, ma allo stesso tempo aggiungendone di nuove. Si tratta comunque di un prodotto stand alone, che pur necessitando del gioco base, è da un punto di vista della trama indipendente rispetto a questo, tanto da poter essere giocato indipendentemente dal finale raggiunto in Elden Ring. A proposito di finali, al momento alcuni giocatori ne hanno già sbloccato uno, ma stando a Miyazaki ce ne sono diversi.

Per quanto riguarda la giocabilità, invece, ci sono alcune note dolenti.

Intanto, va specificato che per accedere alle aree dell’espansione, è necessario aver ucciso due dei boss opzionali del gioco base, vale a dire Radahan, il Flagello Celeste, e Mohg, il Signore del Sangue. Questo inoltre pone dei requisiti di livello minimo per l’accesso alle nuove aree, oltre che un’ottima conoscenza del proprio personaggio ed abilità; naturalmente, la loro sconfitta non è un requisito a livello di programmazione del gioco, ma una necessità per poter interagire con elementi presenti nelle stanze dove avvengono gli scontri, quindi sarà necessario batterli nella partita in cui si trova il personaggio, sia essa quella base o in modalità New Game Plus (NG+).

Ma il fatto che ci sia un livello minimo per affrontare questi due boss e poi avere accesso all’espansione, non vuol dire che il giocatore, soprattutto se ha deciso di iniziare solo adesso per provare il gioco, debba poi buttarsi a capofitto nella nuova zona.

Il gioco, infatti, è calibrato per personaggi di livello ancora maggiore. Personaggi di livello 60, pur nelle mani di giocatori esperti, si sono trovati ad affrontare sfide e combattimenti molto difficili, ed a seguito di interviste e gameplay il livello consigliato da molti (noi compresi) è attorno al 150.

Da questo ne consegue che il livello di sfida dell’espansione è molto alto, e come nel gioco base ci sono delle aree eccessivamente più ostiche di altre, che fanno quasi da muro al nostro personaggio. Le nuove aree non vanno affrontate come un riempitivo, un modo per ingannare l’attesa in attesa di sconfiggere il boss finale di Elden Ring, ma come delle vere e proprie aree endagame, senza mai abbassare la guardia nemmeno di fronte ai nemici di basso livello.

Per aiutarci in questa impresa, comunque, ci sono vari nuovi oggetti, ricompense e ceneri (incantamenti), che aiutano il nostro personaggio nell’affrontare nuove sfide. Mentre questi bonus potranno poi seguirci nel caso decidessimo di tornare al gioco base, è stato introdotto anche un nuovo sistema di potenziamenti, seppur limitato alle nuove zone. Caratteristica di questo sistema è che aumenterà di potenza in base sia al livello a cui lo otterremo sia man mano con l’avanzamento del personaggio, fornendo bonus al nostro personaggio o alle creature che possiamo evocare.

Ci troviamo davanti ad un gioco che consigliamo?

La risposta è un deciso e motivato SI!

È un gioco che va giocato sia qualora vi siate immersi in Elden Ring, e probabilmente lo siete ancora, sia se vogliate iniziare adesso il vostro viaggio, anche grazie ai bundle che permettono di acquistare gioco base ed espansione insieme. Ma come detto nella recensione, sia che siate nuovi giocatori o vecchi che ritornano, fate prima pratica con il gioco base, o potreste trovarvi davanti ad una sfida tale da spingervi ad abbandonare il gioco, cosa che questo titolo non si merita assolutamente.

 

Dario Medaglia

Share This Story, Choose Your Platform!

Written by : Redazione

Iscriviti alla nostra Newsletter

Leave A Comment