Eccoci nuovamente a parlare della storia del popolo longobardo (nel caso vi foste persi i precedenti articoli potete leggerli qui  e qui ). Ricordate dove eravamo rimasti? Era il 662 quando, per un breve periodo, le teorie ariane ripresero il sopravvento sul cattolicesimo (ricordiamo che su influsso di Teodolinda il re Agilulfo si era convertito e nel 652 era salito al trono il cattolico Ariperto). 

Alla morte di Ariperto nel 661 infatti il regno longobardo venne diviso tra i suoi due figli: Perctarito e Godeperto. Godeperto venne assassinato poco dopo e Pertarito venne messo in fuga da Grimoaldo, duca di Benevento, che si autoproclamò re, approfittando di una situazione forse poco stabile. Grimoaldo morì misteriosamente nel 671 e a questo punto riuscì a rientrare Perctarito. Di quest’ultimo sappiamo che stipulò un accordo di pace con i Bizantini e associò al regno suo figlio Cuniperto intorno al 680.  Durante il regno di Pertarito governarono tranquillità e pace, tanto che la Chiesa ne approfittò per riportare in auge la religione cattolica. La ribellione di Alachi, duca di Trento, di questo periodo era probabilmente dovuta proprio al rifiuto del cattolicesimo diventato ormai predominante nella società longobarda. Contro i ribelli si mosse lo stesso Cuniperto, che, dopo diverse sconfitte, presso Cornate d’Adda (all’epoca chiamata Coronate d’Adda) riuscì a prevalere sull’avversario e uccise il duca di Trento.

Cuniperto morì nel 700 e dopo diversi eventi, che videro il susseguirsi di due sovrani, Ariperto II e Ansprando, nel 712 salì al trono il noto Liutprando, il più grande legislatore longobardo. Dal 713 al 735 emanò 153 capitoli che migliorarono ed ampliarono l’Editto (ci riferiamo all’Editto di Rotari del 643), a favore del diritto civile e familiare. Il sovrano, cercando di vietare i soprusi a difesa dei più deboli, limitò il duello giudiziario e  inoltre, da fervente cattolico, emanò leggi contro i culti pagani

Oltre che dal punto di vista legislativo, Liutprando è conosciuto anche grazie alla Donazione di Sutri, un evento strettamente legato anche alla storia dei possedimenti ecclesiastici. Nel 728 il sovrano longobardo decise di occupare il castello di Sutri (vicino a Roma) quando venne persuaso dal pontefice Gregorio II a donarlo alla Chiesa. In poco tempo, tuttavia, i rapporti tra le due autorità si guastarono e la controversia proseguì anche dopo la morte di Gregorio II, finché la questione si concluse nel 742, quando Liutprando cedette stipulando una tregua ventennale con papa Zaccaria e decise di donare alla Chiesa non solo Sutri ma anche Bomarzo, Orte, Bieda e Amelia, territori bizantini. 

Nel 744 Liutprando morì e qui, con una lode al grande sovrano, si interrompe l’Historia Langobardorum di Paolo Diacono (fonte principale per conoscere la storia longobarda), probabilmente perché gli anni successivi videro il progressivo decadimento di questo grande popolo.

Dopo la morte di Liutprando, infatti, assieme ai Longobardi diventa protagonista storico anche il popolo dei Franchi. Dopo il breve regno di Ildeprando, venne eletto re Rachis, duca di Friuli. Nel frattempo stava riprendendo (già iniziata da Liutprando) la guerra contro i Bizantini, ma Rachis riuscì ad ottenere una tregua. Questa decisione causò scompiglio e i duchi, contrari, obbligarono Rachis a dimettersi e portarono al trono il fratello Astolfo nel 749. Quest’ultimo riprese l’offensiva e conquistò i territori bizantini di Ferrara, Comacchio e Ravenna nel 751. Grosso errore!

Volete scoprire perché? Aspettate la prossima puntata!

 

Eleonora Morante

Per approfondire: 

PAOLO DIACONO, Storia dei Longobardi, a cura di Lidia Capo, Mondadori, Milano 1992.

STEFANO GASPARRI, Italia longobarda. Il regno, i Franchi, il papato, Editori Laterza, Bari 2016.

Le leggi dei Longobardi. Storia, memoria e diritto di un popolo germanico, a cura di Claudio Azzara e Stefano Gasparri, Viella, Roma 2005.

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Written by : Redazione

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