I magi e la stella. Viaggio a Betlemme di Antonio Musarra

Tra i luoghi legati alle maggiori religioni monoteiste Betlemme occupa uno spazio non indifferente essendo la città di David per gli ebrei e per cristiani e musulmani il luogo in cui Maria partorì Gesù, ma se si va a fare una ricerca più approfondita ci si rende conto che viene nominata pochissime volte nella Bibbia, ad esempio. Perché?

Questa è una delle tante domande a cui Antonio Musarra cerca di rispondere nel suo libro “I magi e la stella. Viaggio a Betlemme” (Il Mulino 2024), pubblicazione quasi obbligata dopo la recente uscita di “Fra Cielo e Terra. Gerusalemme e l’Occidente Medievale” sempre dello stesso autore.

Quello che colpisce subito di questo libro è la narrazione intimista, Musarra non scrive un libro di storia “asettico” ma lo inserisce in una cornice, quella del suo viaggio a Betlemme, che rende quei luoghi più vivi. Insomma, seguiamo l’autore attraverso le tappe del suo viaggio che non è solo materiale, ma anche spirituale e intellettuale. Leggiamo le domande che si pone lungo il tragitto e le risposte che cerca di darsi, la ricostruzione che fa dei luoghi che vede e anche delle tragedie vissute recentemente in quelle zone. La narrazione oscilla tra appunti di viaggio e informazioni storiche, cercate anche successivamente, che rendono, e per questo sono veramente grata a Musarra, nel concreto cosa significhi fare lo storico. Non è solo interpretazione delle fonti, ma è rispondere alle proprie curiosità, è ragionamento, è collegare il nostro oggi con il passatoi, e forse è anche speranza (vana) che si possa prendere ispirazione da ciò che è stato per costruire il nostro presente.

Le nozioni storiche inserite all’interno di questo viaggio partono, appunto, dalla ricostruzione della storia di Betlemme che avviene attraverso l’uso dell’archeologia e delle fonti sia storiche che religiose. La ricostruzione si concentra su alcuni luoghi cardine come la tomba di Rachele o la Grotta della Natività e seguiamo la storia di questi luoghi attraverso i secoli fino ad arrivare quasi alla fine del Medioevo. E così apprendiamo, com’era già successo per l’altro volume dedicato a Gerusalemme, come queste zone tutto sommato fossere pacifiche anche senza l’erezione di un muro e sì, nonostante le crociate. Ma anche del legame tra Greccio e Betlemme e di come questo piccolo borgo nell’attuale reatino sia diventata la “nova Bethlehem” grazie alla rivoluzione religiosa apportata da San Francesco. Infine, si arriva all’argomento che dà il titolo al libro: i Magi. Queste tre figure, a dispetto di quanto si possa pensare, sono un mistero: sono solo vagamente accennate nei Vangeli, e neanche in tutti, i nomi che vengono attribuiti loro si trovano in tradizioni molto tarde, non è chiaro chi fossero e anche la cometa che li guida è celata da un alone misterioso. 

Concludendo, “I magi e la stella. Viaggio a Betlemme” di Antonio Musarra è uno di quei libri che deve necessariamente essere nella libreria di un medievista proprio perché offre numerosi spunti di riflessione su “come si faccia storia”. Ovviamente, il volume è accessibile a tutti i curiosi della storia della Terra Santa e di Betlemme!

 

Giulia Panzanelli

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