Il medievalismo, come abbiamo mostrato nel corso di questi mesi, è un fenomeno estremamente variegato che comprende praticamente ogni branca dell’arte e non solo. Nei nostri articoli abbiamo avuto la possibilità di approfondire diversi campi di questo revival che ha appassionato, consapevolmente o meno, migliaia di persone. Abbiamo parlato di libri, di cinema, di musica, di fumetti e videogiochi, senza dimenticare l’uso politico e le rivisitazioni religiose. L’articolo di oggi, invece, non si concentra su un testo particolare, ma vuole essere una breve e chiara introduzione al concetto di medievalismo letterario.
Abbiamo appurato che il medievalismo è un fenomeno che inizia nell’Ottocento, a cavallo tra la fine dell’Età dei Lumi e l’inizio del fervore romantico che ha pervaso l’Europa intera. Ed è proprio dalla corrente del Romanticismo che bisogna partire per capire l’origine della vasta produzione letteraria che si è concentrata sul Medioevo storico prima e sul Medioevo fantastico poi.
In questo senso la Treccani ci viene in aiuto, ricordandoci che il Romanticismo «non è il logico, coerente sviluppo deduttivo di un’idea, né un gruppo circoscritto di fenomeni riducibili a un’unica causa, né un sistema di pensiero chiuso, ma un ‘modo di sentire’, a cui s’intona tutto un vario modo di pensare, di poetare e di vivere, e perciò a rigore non può essere definito, ma soltanto indagato nelle sue origini, seguito nel suo svolgimento, rilevato nelle sue tendenze più rappresentative.»
Durante questo periodo ispirato allo stato d’animo interiore, solitamente inquieto e nostalgico verso un passato non contaminato dal pensiero razionale, si sviluppa una corrente perfettamente in linea con questo sentire. Il medievalismo letterario rispolvera perciò tempi e luoghi lontani ma non così lontani da sembrarci assurdi e poco verosimili. È grazie a queste caratteristiche che il Medioevo viene eletto come “altrove” per eccellenza, dove tutto è possibile e dove possiamo sì rifugiarci con la mente quando abbiamo bisogno di allontanarci dalla morsa del mondo contemporaneo, ma che può diventare anche luogo per indagare i problemi e le criticità della contemporaneità e della condizione dell’uomo in qualunque epoca.
Questo “altrove” diventa l’ambientazione prediletta degli scrittori, che all’interno dei suoi mille anni, ambientano i romanzi che ancora oggi leggiamo sognando. È il caso, per esempio, dell’Ivanhoe di Walter Scott, di Robin Hood. Il principe dei ladri e Robin Hood. Il proscritto di Alexandre Dumas (padre) o del famosissimo Notre Dame de Paris di Victor Hugo. Ma oltre ai romanzi storici propriamente detti, c’è anche un’altra corrente che si sviluppa nel XIX secolo ma che vedrà il suo massimo splendore nel secolo successivo. Stiamo parlando del medievalismo fantastico, che comprende tutte quelle opere che hanno come ambientazione e protagonisti elementi di fantasia, come ad esempio Il vampiro di John Polidori, Dracula Bram Stoker o The Man-Wolf di Leitch Ritichie.
Più variegati, per personaggi e mondi, saranno poi i capostipiti del fantasy, tra i quali spicca la pietra miliare di J.R.R. Tolkien che con il romanzo de Il Signore degli Anelli viene considerato il fondatore di questo genere, seguito poi da altri capolavori firmati da Ursula K. Le Guin e Robert Donaldson che hanno rispettivamente dato vita a La Saga di Terramare e Le cronache di Thomas Covenant. A questo genere va riconosciuto il merito di aver appassionato milioni di lettori e di tenere ancora viva oggi, con tutte le sue sfaccettature, l’idea di un Medioevo fantastico in cui tutto è possibile e in cui il magico e lo straordinario esistono davvero.
Prossimamente torneremo sull’argomento per approfondire i romanzi storici che hanno fatto la storia ed il mondo del fantasy, le sue avventure e le sue storie.
 
Martina Corona
 
Per approfondire:
D’ARCENS LUOISE (Edited by), The Cambridge Companion to Medievalism, Cambridge University Press, Cambridge 2016.
SERGI GIUSEPPE, L’idea di Medioevo. Fra senso comune e pratica storica, Donzelli, Roma 2005.
TOLKIEN J.R.R., Il medioevo e il fantastico, Bompiani, Milano 2003.