Cari medievaleggianti, è giunto il momento di affrontare uno degli argomenti più scottanti e attuali della macrocategoria del medievalismo: il Medioevo Disney. A prescindere dai dibattiti, è innegabile che la Walt Disney Company nell’ultimo secolo ha contribuito a creare ed instillare in noi un immaginario medievale ben preciso che ci ha aiutato ad innamorarci del Medioevo fin dalla nostra infanzia, come ci ha spiegato anche la Prof.ssa Roversi Monaco nella sua intervista. Da oggi e per i prossimi mesi pubblicheremo una serie di articoli sul “Medioevo Disney”, per fornire una panoramica generale e quanto più precisa possibile sul più grande fenomeno medievalista del XX e XXI secolo che noi conosciamo. In questo primo articolo introduttivo, forniremo una cornice all’interno della quale iscrivere il fenomeno mentre, nel prossimo, cominceremo ad entrare nel vivo della narrazione, partendo dalla storia della Company e dal suo simbolo: il logo. 

La nostra panoramica parte con Janet Wasko, giornalista ed esperta di comunicazione, che, nonostante abbia scritto il suo elaborato nel 2001, risulta come vedrete sempre attuale, soprattutto se teniamo in considerazione le evoluzioni di Casa Disney: «Fin dai primi anni ’30 la Disney Company ha prodotto storie, personaggi ed esperienze che hanno rafforzato gli elementi chiave nella corrente principale della cultura statunitense. Negli anni le storie e le immagini Disney hanno rappresentato e presentato gli USA nel resto del mondo. Oggi, i film, i fumetti, i libri, i giocattoli, i parchi e gli altri prodotti Disney sono una fonte di piacere per molti – se non per la maggior parte – bambini Americani, che imparano e rafforzano idee e valori che probabilmente dureranno tutta la vita.» 

Non si potrebbe esprimere con parole più chiare il modo in cui la Disney ha creato in noi un immaginario, autonomo, indipendente, slegato dalle nozioni storico-scientifiche con cui entriamo in contatto nel corso della vita. Di questo universo, in questo articolo sarà preso in esame la reinvenzione del Medioevo da parte dello colosso americano.

Il Professor Tison Pugh, nel saggio pubblicato nel 2012, introduce per la prima volta il concetto di “Distorical Middle Ages” (la parola Distorical nasce dalla crasi tra Disney e Historical), spiegando che «la rappresentazione storica della Disney costruisce una visione igienizzata del Medioevo per innumerevoli consumatori e i significati di questo Medioevo continuamente ricreato, sono l’oggetto dei seguenti studi.»

Una creazione raccontata attraverso l’uso di costrutti di immediata comprensione, in cui il messaggio non risulta univoco né unitario. Il punto di forza di questo messaggio risiede proprio nella capacità di riportare in vita un tempo passato e di renderlo presente, attuale, magico e dinamico, riuscendo a far risaltare alcune delle sfaccettature del periodo storico a cui è legato. Pugh, nella sua introduzione, riesce ad esprimere bene questo assunto: «Studiare i medievalismi Disney vuol dire affrontare l’atemporalità del tempo, nel quale l’anacronismo potrebbe essere visto come mezzo per comprendere il presente, più che un semplice errore che danneggia “l’autenticità” storica. In un mondo dove ieri è il domani di oggi, dove al momento le fantasie del passato servono come basi per possibili futuri dei consumatori, la rappresentazione temporale della Disney libera il suo cliente all’inesorabile linearità del tempo portandolo in un mondo di eterne promesse

In virtù di questa rappresentazione temporale e storiografica, potremmo asserire quindi non solo che esistano i Distorical Middle Ages, ma anche un “vero” e proprio Tempo Disney in cui le narrazioni e gli eventi si svolgono. Questo tempo, all’interno del quale storie e personaggi possono essere simili o diametralmente opposti, è percepito come reale in quanto firmato e proposto dalla casa cinematografica, leader indiscussa del settore.

La parte di questo universo che qui vogliamo analizzare è in continua espansione e, a mio parere, meriterebbe più attenzione da parte del mondo accademico. Non solo per l’impatto a livello sociale o psicologico, ma anche per i risvolti che ha nell’apprendimento e nello studio delle nozioni scientifiche. Dovrebbe essere oggetto di esame, in questo caso da parte dei medievalisti, il contributo che la Disney ha fornito alla creazione di un Medioevo immaginario. Ma forse non è corretto parlare di un solo “Medioevo immaginato” perché lo Studio, consciamente o meno, ha dato vita a più Medioevi, e di conseguenza a più medievalismi. Ha raccontato, attraverso libri, trasposizioni animate e live-action, un’Età di Mezzo dinamica, dove ritroviamo da una parte gli stereotipi rassicuranti del principe e della principessa, della vittoria del bene sul male, del castello incantato e della magia. Dall’altra, invece, riscopriamo il lato “nuovo” del Millennio, con eroi più umani, donne che diventano guerriere e con ambientazioni e personaggi sempre più variegati. Raccontato in modo fiabesco, il Medioevo europeo non viene sminuito nella sua straordinarietà, ma anzi viene identificato come periodo storico a se stante, atemporale, dove il “c’era una volta” ha inizio e dove tutto può succedere. Ed è per comprendere meglio questa sua trasformazione da reale ad immaginato, che è giusto soffermarsi e approfondire i Distorical Middle Ages

Come nota Matteo Sanfilippo, più del «50% dei lungometraggi prodotti dalla Disney dopo il 1937 è ambientato in epoche diverse dalla nostra. […] I film a sfondo medievale formano un gruppo significativo, pari grosso modo a un decimo delle pellicole ambientate storicamente […] tanto che si può parlare senza esagerazioni di un «Medioevo secondo Walt Disney». Il successo di questa particolare raffigurazione dell’Età di Mezzo domina da cinquant’anni nelle produzioni per l’infanzia e ha condizionato la maniera con cui oggi vede il Medioevo chi non è uno specialista di questo periodo. Basti pensare al modo in cui sono di solito raffigurati i castelli medievali nei libri e nei cartoni animati.»

Il castello, come sappiamo, è una raffigurazione di impatto se pensiamo al colosso americano ma è solo uno tra i tanti aspetti interessanti del medievalismo Disney, dal quale però è sicuramente necessario partire. Nei prossimi due articoli analizzeremo la storia della Walt Disney Company e le evoluzioni del logo, che ha acquisito nel corso dell’ultimo secolo una fama ineguagliata a livello planetario.

 

Martina Corona

 

Per approfondire:

PUGH  TISON, ARONSTEIN SUSAN, The Disney Middle Ages. A Fairy-Tale and Fantasy Past, Palgrave Macmillan, New York, 2012

SANFILIPPO MATTEO, Il Medioevo secondo Walt Disney, Roma, Castelvecchi Editore, 1998

WASKO JANET, Understanding Disney; The Manufacture of Fantasy, Missouri Press, Oxford, 2001

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Written by : Redazione

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