
Cari amici medievaleggianti, ho mantenuto la parola e sono andata a caccia di un nuovo film su Robin Hood e l’ho trovato, ma forse avrei preferito non farlo. La pellicola di cui vi parlerò oggi è Robin Hood – Il segreto della foresta di Sherwood (2009) a firma di Peter DeLuise.
Come recensire questo film? Davvero non lo so. Ora, nessuno di noi fa il bacchettone quando guarda il film, se soprattutto come me si ha una passione inconscia per il trash ma con questo abbiamo toccato delle vette che mi hanno fatto rimpiangere In the Name of the King e vi ho detto tutto.
Cerchiamo di andare con ordine e partiamo dalla trama. Gli elementi classici ci sono tutti: il Principe Giovanni, lo Sceriffo di Nottingham, Robin Hood, Little John, Fra Tuck e Lady Marian. Ci troviamo in Inghilterra nel 1174 e un giovane Robin assiste involontariamente alla morte del padre per mano di Malcolm, che così diventerà il nuovo Sceriffo di Nottingham. Il giovane arciere per anni farà perdere le sue tracce, ma nel frattempo è cresciuta la sua fame di fuorilegge. Questo Robin, così come si conviene, ruba ai ricchi per dare ai poveri, insieme al suo compagno di avventure Little John. Marian, diventata grande anche lei, fugge da casa per evitare il matrimonio forzato con Leopoldo d’Austria e si ritrova nella foresta di Sherwood, dove rincontra il suo amato Robin. A loro darà la caccia lo Sceriffo per conto del Principe Giovanni, che rivuole le sue ricchezza e la cugina (Marian) da dare in sposa all’austriaco.
Lo sceriffo si avvale di un aiutante particolare per portare a termine la sua missione: Alina il DRAGO. Sì, avete capito bene, un drago. Che in realtà è l’animale che causa indirettamente la morte del padre di Robin a inizio film. Catturata dallo sceriffo in quell’occasione, è costretta a seguire i suoi ordini perché lui le ha strappato il cuore e lo tiene in ostaggio. Idea molto originale, lo so. Fra Tuck muore in uno degli agguati del feroce animale, e così Robin e gli altri decidono di attraversare il portale magico della Selva Oscura che si trova dentro la foresta (il povero Dante si starà rivoltando nella tomba!). Qui entrano in contatto con i Silvani, mistici a cui Alina appartiene che le spiegano la loro storia e il modo per renderla mortale tramite la pianta di desamonia.
Nel frattempo sono stati scoperti dallo Sceriffo che fa strage dei fuorilegge presenti a Sherwood e risparmia la vita solo ai protagonisti. In questo frangente si scopre che in realtà il caro duca Leopoldo d’Austria voleva spostare Marian per rendere l’Inghilterra una colonia austriaca, uccidendo prima Riccardo Cuor di Leone e poi detronizzando il Principe Giovanni. Quanto si dava da fare questo Leopoldo!
I protagonisti vengono portati a Nottingham in attesa di essere impiccati, ma ovviamente il piano dello Sceriffo non riesce. Grazie al loro ingegno e all’aiuto di Alina il drago che sceglie di sacrificarsi e morire per salvarli, alla fine i buoni possono cantar vittoria! Con sommo plauso anche del Principe, che venuto a conoscenza della trappola, concede a Marian di non sposare Leopoldo. E vissero tutti felici e contenti!
Non c’è bisogno che commenti la trama, perché penso che si commenti da sé! La visione di questo film è stata quasi un’esperienza mistica, che ha avuto il potere di rendere belli anche i film più assurdi visti in precedente. Era difficile, ma ce l’ha fatta! Una trama senza senso, dove forse l’unico tratto originale è la quasi indifferenza di Giovanni verso Robin, il Principe voleva solo recuperare i suoi soldi, del fuorilegge proprio poco gli importava. Giustamente per giustificare gli ostacoli amorosi tra Robin e Marian qualcuno dovevano tirare fuori, oltre ai drammi passati del ragazzo, e così è toccato a questo fantomatico Leopoldo. L’unica cosa di lui che sappiamo è la sua provenienza austriaca e che ha vent’anni di più della nostra first lady. L’unico riferimento storico papabile potrebbe essere quello a Leopoldo V di Babenberg (1157 – 1194) vivo in quegli anni ma che non ha l’età giusta per essere più grande dell’eroina della nostra storia. Non credo che risolveremo mai questo mistero.
E poi ci sono il drago, la Selva Oscura, la setta dei guardiani degli alberi, abiti storici casuali, gli sgherri dello sceriffo che si fanno prendere a schiaffi dal primo che passa, combattimenti che i bambini dell’asilo si impegnano di più e una recitazione al limite del raccapricciante. E non aggiungo altro, perché se questo non bastasse allora vi tocca proprio vederlo!
Mentre cerco di riprendermi, auguro una buona visione ai più coraggiosi. Alla prossima!
Martina Corona
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