È uscito da pochi giorni l’ultimo capitolo della saga di Assasin’s Creed.
Dopo essere andati avanti nel tempo grazie ai videogiochi usciti dopo la storia di Ezio Auditore, che ci hanno mostrato tra le altre cose la Rivoluzione Americana, l’era della pirateria e la Londra Vittoriana, gli ultimi episodi ci hanno invece fatto tornare alle origini dell’Ordine degli Assassini e di quello dei Templari, prima ancora che assumessero questi nomi.
Layla Hassan, una giovane ricercatrice della Abstergo Industries, è riuscita a potenziare l’Animus, il macchinario in grado di leggere la memoria ancestrale contenuta nel DNA di determinati individui e permettendo di rivivere i ricordi dei loro antenati, oltre ad impararne le abilità. Hassan ha creato un Animus modificato, che non legge i ricordi nel DNA dell’utilizzatore ma direttamente quello contenuto nei corpi dei soggetti interessati dalla ricerca, come cadaveri, mummie e resti.
Grazie ad esso, attraverso gli occhi di Layla, abbiamo assistito alla lotta di diversi individui contro l’Ordine degli Antichi, precursore dei Templari, ed alla fondazione dell’Ordine degli Occulti, da cui sarebbe poi nato quello degli Assassini. Dall’Egitto Tolemaico all’Antica Grecia, le ricerca di Layla, alleatasi poi agli assassini guidati da William Miles, discendente di Altaïr Ibn-La’Ahad e Ezio Auditore, la hanno portata in questo capitolo ad esumare i resti di Eivor Varinsdóttir, per poterne così rivivere i ricordi con l’Animus.

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