La nostra cultura è costellata di miti, leggende che alimentano il nostro immaginario. Alcuni svaniscono presto, altri rimangono, altri ancora sopravvivono solo in determinati ambiti. La leggenda di Trebisonda forse non dirà quasi più nulla ai contemporanei, se non per la locuzione “perdere la Trebisonda”; ma per i medievali e soprattutto per i moderni era un luogo leggendario.

Trebisonda. L’impero incantato, tra storia e leggenda di Tommaso Braccini, edito da Salerno Editrice nel 2024, traccia la storia di questo luogo da prima della fondazione dell’omonimo impero fino alla caduta e oltre, rintracciando le origini del mito successivo.

Iniziamo con una collocazione geografica. Trebisonda (attualmente Trabzon) è una città della Turchia, capoluogo dell’omonima provincia, situata sulla costa nord-orientale del Mar Nero. E oggi come allora è uno snodo importante per i commerci tra Europa e Medio Oriente.

Purtroppo, nell’attuale Trabzon sono sparite molte delle tracce dell’antico splendore; fortunatamente, all’interno del libro troviamo planimetrie della vecchia città, che comprendono lo schema delle fortificazioni, e carte geografiche che agevolano la collocazione della città e dei territori dell’Impero da essa governati.

Il libro si apre con la testimonianza di Senofonte che nella sua Anabasi racconta di come mercenari greci, di ritorno dalla battaglia che contrappose Ciro il Giovane e Artaserse II, trovarono riparo a Trapezunte, nome con cui all’epoca era nota Trebisonda colonia di Sinope. La città anche allora viveva di commercio e sotto Bisanzio era prospera, tanto che nel IX secolo, a seguito di una riorganizzazione dell’Impero, Trebisonda divenne capitale della provincia di Caldia.

Il suo destino cambiò quando nel 1204 (anno funesto) Costantinopoli cadde in mano ai crociati ma soprattutto ai veneziani. I fratelli Alessio e Davide Comneno, membri di un ramo cadetto della famiglia reale costantinopolitana, approfittando della caduta dell’Impero conquistarono la città di Trebisonda e buona parte della fascia costiera nord- orientale che affacciava sul Mar Nero. 

E così inizia la storia dell’Impero di Trebisonda, che riuscì a sopravvivere anche all’orda mongola, pare grazie alla lungimiranza di Manuele I Gran Comneno che fece atto di sottomissione al nipote di Gengis Khan. Grazie a questo accordo l’Impero  continuò a prosperare fino al 1461, quasi dieci anni dopo Costantinopoli, quando anche questo reame cadde sotto la scure dei Turchi Ottomani.

Ma questa è solo la fine storica dell’Impero di Trebisonda, già lungo tutta la sua esistenza si stava sviluppando una leggenda, un mito. Ad esempio, nell’Occidente e Oriente medievali era nota la bellezza delle donne di Trebisonda, usate come vera e propria merce di scambio ( e non ci possiamo stupire più di tanto) per creare alleanze anche con “gli infedeli”. Il resto della sua storia lo scoprirete leggendo il libro.

Insomma, il libro di Braccini, che ricordo essere docente di Filologia Classica all’Università degli Studi di Siena, ci fa fare un viaggio nel tempo alla scoperta di un luogo ormai scomparso ma ancora vivo nella nostra mente. Un volume consigliato a chiunque ami viaggiare alla scoperta di luoghi ormai scomparsi, attraverso storie vere e immaginate.

 

Giulia Panzanelli

Share This Story, Choose Your Platform!

Written by : Redazione

Iscriviti alla nostra Newsletter

Leave A Comment