Il Medioevo è ricco di personaggi e storie curiose: oggi vi voglio parlare di quella di Guglielma la Boema, una donna vissuta per lo più nella seconda metà del XIII secolo. Giunse a Milano probabilmente nel 1262 ed i milanesi stessi le diedero questo nome. Sappiamo poco della sua vita precedente e anche quel poco è avvolto nell’ombra: si ipotizza che fosse figlia di Costanza d’Ungheria e del re di Boemia Premislao I, nonché sorella della più conosciuta Agnese di Boemia.
A Milano Guglielma ebbe da subito contatti con l’abbazia cistercense di Chiaravalle e, grazie alla sua santa condotta di vita, si trovò a capo di un gruppo di laici, che diventarono suoi seguaci. Rimase a Milano fino alla sua morte intorno al 1281.
Tutto ciò che sappiamo di lei ci arriva dal processo che l’inquisizione milanese istituì contro Guglielma e i suoi seguaci nel 1300. La preoccupazione più grande degli inquisitori era quella di arrivare a provare che Guglielma fosse eretica, per condannarla post mortem e distruggere alla radice un pensiero che di fatto si era sviluppato come dottrina eretica. Il processo durò circa cinque mesi, dal 20 luglio al Natale del 1300.
Tra i seguaci di Guglielma è doveroso nominare Andrea Saramita e Maifreda da Pirovano, che di fatto diffusero molte tesi eretiche, da Guglielma solo ispirate.
Le idee guglielmite si possono raggruppare in quattro temi:
1) la natura umana e divina di Guglielma
2) le manifestazioni della sua natura divina
3) la nuova economia della salvezza
4) i poteri e la missione di Maifreda
Nel primo si mette al centro la consustanzialità fisica tra Cristo e Guglielma. Sono due corpi discendenti da Dio distinti tra loro solo per il sesso. Viene anche messa a confronto la grandezza di Guglielma con quella di Maria Vergine, e sia Maifreda che Andrea Saramita sono concordi nel definirla superiore. Ciò che si discute maggiormente nel processo è il tema dell’incarnazione: mentre gli inquisitori parlano di due incarnazioni di Dio, una nell’uomo Cristo e una della donna Guglielma, i guglielmiti parlano di un’unica incarnazione in due tempi.
Nel secondo tema sono trattate le manifestazioni della divinità di Guglielma, poiché, come affermava il Saramita, faceva cose simili a quelle di Cristo, e i credenti ritenevano che ciò fosse una manifestazione della sua divinità. Si suppone tuttavia che si trattasse di miracoli, infatti ne fece sia in vita che post mortem, soprattutto miracoli di guarigione. Tra le altre somiglianze con Cristo, subito dopo la morte di Guglielma, i fedeli cominciarono a credere a una sua prossima resurrezione, ma il Saramita stesso smentì queste ipotesi, affermando che si trattava solo di dicerie.
Il terzo tema riguarda la nuova economia di salvezza. Le innovazioni introdotte da Guglielma in questo ambito sono tre: ruolo attivo del sesso femminile; superamento del sacrificio cruento; salvezza dei non cristiani. Quest’ultima dipendeva proprio dal ruolo delle donne. Il collegamento si riferisce al rapporto tra Cristo e Guglielma, la quale doveva patire in forma di donna ciò che Cristo aveva sofferto nel passato.  Ma il suo insegnamento non voleva rievocare il martirio, lei stessa spiegò che Dio si ripresentava in lei in quanto femmina, perché se fosse tornato sotto forma di uomo, sarebbe morta come morì Cristo e questo avrebbe significato la rovina del mondo.
Riguardo l’ultimo punto, ovvero il ruolo di Maifreda come papa e vicario dello Spirito Santo (ossia di Guglielma), i guglielmiti coltivavano talmente tanta devozione verso di lei, che volevano che fosse l’unico papa di tutta la cristianità.
L’inquisizione infine definì eretica la dottrina di Guglielma e Guglielma stessa. Sia il Saramita che suor Maifreda furono condannati al rogo e venne interrotto il riposo della stessa Guglielma, il cui corpo fu riesumato e bruciato assieme ai suoi più assidui seguaci, ponendo la fine definitiva a questa particolare vicenda.
Eleonora Morante
Per approfondire:
BENEDETTI M., Guglielma di Milano, detta la Boema in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 60, Treccani (http://www.treccani.it/enciclopedia/guglielma-di-milano-detta-la-boema_(Dizionario-Biografico)/
COSTA M.P., Guglielma la Boema. L’eretica di Chiaravalle, NED, Milano 1986.
MARINI A., Agnese di Boemia, Istituto Storico dei Cappuccini, Roma 1991.
MURARO L., Guglielma e Maifreda: storia di un’eresia femminista, La tartaruga, Milano 1985.