Quando si parla di viaggio all’inferno, la mente corre subito a Dante ed alla Divina Commedia. Sebbene non sia stato il primo autore a raccontare di visite all’oltretomba, ricordiamo per esempio Orfeo in cerca di Euridice o l’incontro tra Odisseo e Tiresia racontato da Omero, è sicuramente l’opera del sommo poeta ad avere influenzato preponderantemente l’immaginario collettivo per quanto riguarda la forma e la struttura dei territori infernali.
Basandosi su scritti di autori suoi contemporanei e predecessori, principalmente greci e arabi, la geografia dell’Inferno come descritta da Dante, ma vale la pena citare anche quella del Purgatorio, è stata la base su cui molti autori, sceneggiatori e programmatori hanno costruito le loro opere, spesso con protagonisti che poco hanno a che vedere con Virgilio o lo stesso Dante.

Nel mondo videoludico, uno dei primi titoli che ci vengono in mente è sicuramente Dante’s Inferno. Pubblicato dalla Electronic Arts nel 2010, questo videogioco dinamico ci mette nei panni di un Dante guerriero, veterano della Terza Crociata e colpevole del massacro dei 3000 prigionieri arabi dopo l’assedio di Acri. Per i gravi peccati commessi, Dante si ritroverà a viaggiare attraverso l’Inferno, combattendo le schiere di dannati e demoni, per poter salvare la propria anima e quella di Beatrice dalle brame di Lucifero, usando alcune armi mistiche e vari incantesimi trovati nel gioco. Un gioco d’azione, nel gergo videoludico denominato sparatutto, che ci permetterà di esplorare i vari gironi descritti nell’opera originale, ma con una trama totalmente incentrata sugli scontri con i nemici, ma che non mancherà di riservare colpi di scena ed incontri con personaggi che ben conosciamo, in primis Virgilio, che ci farà da guida come voce narrante ma senza intervenire mai fisicamente. Il titolo, pur essendo stato bersaglio di critiche per un sistema di gioco ripetitivo e per la poca attinenza alla storia originale, è stato comunque premiato come uno dei migliori giochi a tema infernale.
Quando parliamo di Dante e Virgilio, un altro titolo a cui qualsiasi giocatore viene in mente è Devil May Cry. Il protagonista di questa saga si chiama infatti Dante, mentre suo fratello gemello, nonché antagonista ricorrente, Virgil. Anche questo un gioco d’azione, con alcuni elementi caratteristici del genere platform, segue le vicende dei due fratelli, uno investigatore del paranormale e l’altro spesso dalla parte dei demoni, figli di una donna mortale ed un cavaliere demoniaco che ha scelto di difendere la razza umana. Molti i riferimenti nei giochi alla Divina Commedia, come nemici da combattere o luoghi visitati: nel terzo capitolo, per esempio, la torre dove si svolge la vicenda, chiamata Temen-ni-gru, pur ricordando la Torre di Babele, è chiaramente ispirata alla forma e suddivisione del Purgatorio.
L’inferno, come è descritto da Dante, si è rivelato l’ambientazione perfetta anche per la serie di videogiochi iniziata nel 2004 con Painkiller. A differenza di Dante’s Inferno, in questo titolo la trama, incentrata sulla lotta tra un uomo e le varie ondate di demoni per salvare la propria anima, è solo un pretesto per un gioco più simile alla giocabilità di un titolo come Serious Sam rispetto ad un Doom. Poco o inesistente la trama, raccontata tramite alcuni filmati, lasciandoci lo spazio per della sana violenza per permettere al giocatore di scaricare la tensione e lo stress.
Per concludere l’articolo, penso sia doveroso citare Dante’s Inferno. Pur condividendo lo stesso nome con il titolo di cui abbiamo parlato prima, questa avventura grafica, uscita negli anni ’90 ma recuperabile nei siti di abandonware e negli emulatori per il Commodore 64, ci mette nei panni di una giovane anima dannata che si troverà ad affrontare enigmi e pericoli, ripercorrendo le orme di Dante e Virgilio attraverso tutto l’Inferno per poter raggiungere il Purgatorio e salvare così la propria anima.
Dario Medaglia