
Tra i tanti argomenti del Medioevo noti a tutti, le spedizioni armate che da Occidente si spostarono in Terra Santa, conosciute sotto il nome di crociate, occupano i primi posti di un’ipotetica classifica.
La letteratura crociatista, italiana ed estera, conta numerosi titoli ma pochi sono realmente pensati per un pubblico più ampio di quello specialistico.
Il volume che mi trovo a recensire in questa occasione rientra in quei testi che, pur essendo molto rigorosi da un punto di vista metodologico e di ricerca, non si lasciano prendere da inutili tecnicismi e si concentrano su una narrazione chiara e rivolta al lettore.
L’assedio di Gerusalemme, 1099. I crociati conquistano la Città Santa di Antonio Musarra (Carocci 2025) è un testo sì breve ma denso di contenuti che mira a raccontare l’assedio e la conquista della città di Gerusalemme da parte di quell’esercito così eterogeneo e in parte mal assortito che rispose all’appello di papa Urbano II a Clermont nel 1095.
La storia delle crociate è complessa e meno lineare di quanto si possa pensare, inoltre in molti, soprattutto non storici, ci hanno speculato sopra leggendo questo fenomeno alla luce della nostra contemporaneità utilizzando in più occasioni il termine e l’esempio a sproposito.
Il focus del volume non è però raccontare la prima crociata bensì focalizzare l’attenzione del lettore sull’assedio di Gerusalemme che portò gli occidentali a stabilirsi, almeno per un po’, in Terra Santa, in barba agli accordi stipulati con l’impero bizantino.
Il volume è denso di contenuti proprio perché Musarra non tralascia nessun aspetto della vicenda: si parte da una storia della Città Santa (che trovate trattata approfonditamente in un altro suo volume Fra Cielo e Terra. Gerusalemme e l’Occidente medievale) dalla sua fondazione fino alla dominazione dei Turchi Selgiuchidi, per poi cambiare argomento narrando le vicende che portarono alla prima crociata. Infine, gli ultimi due capitoli si concentrano sull’assedio vero e proprio, senza tralasciare alcun dettaglio, affrontando anche il post conquista da un punto di vista storico-politico e letterario.
Insomma, una panoramica completa!
L’assedio, a ragione del suo protagonismo all’interno del volume, è descritto in maniera dettagliata (ci sono delle mappe che aiutano ulteriormente a seguire al meglio le vicende) grazie anche alla presenza di brani di fonti. In particolare, un paragrafo è destinato a mettere in luce l’apporto genovese alla spedizione, un supporto logistico, spesso messo in secondo piano dalle vicende prettamente militari, che risultò fondamentale per l’approvvigionamento di viveri. E non solo, una volta costituito il Regno di Gerusalemme:
furono, soprattutto, genovesi e pisani ad approfittare della situazione, ottenendo l’uso di un quartiere o almeno di una strada e di una piazza con tutte le installazioni necessarie a una vita social autonoma: chiesa, fontano, forno, botteghe, fondaci, portici e abitazioni.
La lettura non posso non consigliarla a chiunque abbia interesse ad approfondire la prima crociata e l’assedio di Gerusalemme del 1099, soprattutto ai giovani studiosi che dalla lettura possono imparare come unire la conoscenza storica a un linguaggio chiaro e accessibile anche a chi non padroneggia l’argomento. Spero vivamente che questo sia il primo di una serie di libri musarriani dedicati a singoli aspetti delle crociate, una sorta di collana crociatista divulgativa!
Giulia Panzanelli
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