La storia medievale della città di Roma è stata a lungo trascurata in favore di una storia del papato, sono pochi gli storici che hanno messo in relazione città e istituzione religiosa anche se molti pontefici appartenevano alle più importanti famiglie dell’Urbe. Negli ultimi 40 anni (poco più poco meno), invece, si è sviluppato un interesse per la storia della città a prescindere, ma non del tutto, dal suo rapporto con il papato. L’unica parte della storia “laica” dell’Urbe medievale che è sempre stata studiata è quella dedicata al tribuno del popolo Cola di Rienzo.

Questo personaggio, che dà il nome a una delle strade fondamentali della città, è stato studiato ampiamente ma ancora oggi risente moltissimo delle interpretazioni che si sono fatte di lui tra Ottocento e Novecento. Inoltre, le biografie pensate per un ampio pubblico sono scarse e alcune anche datate.

A venirci in aiuto è Cola di Rienzo di Tommaso di Carpegna Falconieri (Salerno editrice 2024) una biografia completa e accessibile che propone un ritratto a tutto tondo del personaggio. 

Dopo un ampio capitolo dedicato alla spiegazione di com’era Roma agli inizi del Trecento, del “trauma” che fu lo spostamento della sede papale ad Avignone e che aiuta il lettore a calarsi nella dinamiche cittadine, inizia la narrazione della vita del protagonista.

Assieme a lui muoviamo i primi passi della sua carriera in una città anche all’epoca caotica, scopriamo come un uomo di umili origini riuscì a farsi strada in quel mondo, perché Cola di Rienzo era figlio di una lavandaia e di un taverniere. Trascorse la sua giovinezza ad Anagni da dei parenti del padre ed è qui che probabilmente ricevette una discreta istruzione ma grazie al matrimonio con la figlia di un notaio il suo status migliorò. E proprio esercitando il mestiere di notaio iniziò a crearsi una posizione e a farsi notare. Ma non vi racconterò di come divenne «il tribuno del popolo che cercò di riportare Roma alla sua antica grandezza», lo fa benissimo il volume scritto da di Carpegna Falconieri!

La storia di Cola di Rienzo è una storia di riscatto, seppur tragica, che non ha mancato di affascinare molti e di subire rielaborazioni, così l’ultimo capitolo del libro è proprio dedicato al mito di Cola di Rienzo, d’altra parte l’autore è uno dei pionieri dello studio del medievalismo in Italia. Quindi scopriamo come nell’Italia preunitaria Cola di Rienzo era visto come un anticlericale e uno dei padri fondatori della nazione, o come in Germania il suo mito attecchì profondamente e come l’Italia fascista invece lo escluse totalmente dalle sue narrazioni.

In conclusione la vita di Cola di Rienzo è tra le più affascinanti, vale la pena conoscerla perché offre molti spunti di riflessione tanto più se ci viene offerta una biografia chiara e di ampio respiro come quella scritta da Tommaso Di Carpegna Falconieri.

 

Giulia Panzanelli

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