Cari medievaleggianti, è arrivato il momento di recensire un nuovo film. La pellicola di oggi è probabilmente sconosciuta ai più: stiamo parlando di George & The Dragon, uscito nel 2004, con James Purefoy, Patrick Swayze e Piper Perabo e ispirato, come ci suggerisce il titolo, alla leggenda di San Giorgio e il Drago.

Il film ci narra la storia di George che, approdato in Inghilterra di ritorno dalla prima Crociata, si trova suo malgrado a vivere un’avventura non pianificata per raggiungere il suo sogno di sistemarsi, con un “pezzo di terra grande abbastanza per aver una casa e due capi di bestiame”. Arrivato al cospetto del re Edgaar, per chiedere in concessione le terre, viene a sapere che sua figlia, la Principessa Lunna, è stata rapita e che, se la ritroverà, potrà chiedere terre e denaro. Sulle tracce della principessa vi è anche Lord Garth, suo promesso sposo.

George scoprirà presto che Lunna non è stata rapita da una fazione nemica ma che ha scelto di curare un uovo di drago, probabilmente l’ultimo al mondo. Dopo averne visto la madre morente, ha deciso che avrebbe protetto questa creatura, a cui darà il nome di Smite, a tutti i costi. Inizia così un’avventura volta a riportare la principessa a casa e a far schiudere l’uovo in sicurezza. Come sempre accade, la strada che conduce a diventare eroi non è mai semplice. E così il nostro George si trova a dover fronteggiare diversi ostacoli, tra cui l’avidità di Lord Garth che tenta di sposare la principessa con la forza. Oltre alle brame del Lord, ci saranno anche dei mercenari a mettersi di mezzo. L’ampia ricompensa promessa del re fa gola a molti.

Alla fine, nel marasma generale, si arriverà al fatidico scontro tra George e il drago, che lo consacrerà a leggenda vivente. Ma non tutto è come sembra… ma mi fermo qui per evitare spoiler.

Passiamo invece ad un’analisi più storica del film. Ovviamente, come potete immaginare, gli elementi storici sono piazzati un po’ a caso e i personaggi sono caratterizzati per strizzare l’occhio al pubblico. Troviamo, infatti, alcuni schemi narrativi che abbiamo già visto in altre pellicole. Un esempio? Il rapporto tra George e Tarik, che ancora non ho menzionato. Tarik è un mussulmano che ha risparmiato George in Terrasanta e con cui è diventato amico. Si saluteranno all’inizio del film per poi ritrovarsi di nuovo a combattere insieme alla fine del film. Le dinamiche sono molto simili a quelle che troviamo in Robin Hood – Il principe dei ladri, dove abbiamo un’amicizia importante tra Robin e il moro Azeem. 

Un altro riferimento che salta all’occhio è la comicità che abbiamo visto in Il destino di un cavaliere (dove tra l’altro recita il nostro George – James Purefoy). Anche in questa pellicola si cerca di trovare un equilibrio tra la storia epica e le gag tra i personaggi, il risultato purtroppo non raggiunge i fasti della pellicola da cui prende spunto. I personaggi poi sono piuttosto stereotipati, ma questo alla fine ben si sposa con la tipologia di film: l’eroe che affronta l’avventura quasi per caso, la principessa che vuole autodeterminarsi, l’antagonista avido e i comprimari buoni che aiutano l’eroe nella riuscita dell’impresa. In questo senso non potevamo aspettarci di meglio.

Per la parte puramente storica, c’è una cosa che ad un occhio attento difficilmente sfugge. Il film è ambientato al ritorno della prima crociata come abbiamo detto in apertura, ma come re viene presentato Edgaar che è vissuto quasi un secolo prima. Se mai volessero fare un reboot del film consigliamo di inserire Enrico I d’Inghilterra, giusto per rendere il contesto storico un po’ più realistico.

Per l’ispirazione, invece, il film prende le mosse da una delle leggende più famose del MedioevoSan Giorgio e il Drago, su cui faremo sicuramente un approfondimento a parte. La versione più famosa, prima ambientata in Cappadocia e poi in Libia, vede lo scontro tra un drago e il cavaliere della Cristianità San Giorgio. Al drago venivano tributati, sotto estorsione, diversi beni che si tramutarono in tributi umani quando gli abitanti del villaggio non potevano più permettersi di pagare ciò che il drago richiedeva. Un giorno egli scelse una principessa, cosa che causò una commozione nel villaggio, fino all’intervento di San Giorgio che salvò la dama e uccise il feroce drago. 

Le rappresentazioni iconografiche di questa leggenda sono diverse ma forse quelle più famose sono i dipinti di Paolo Uccello, Raffaello e Gustave Moreau. Per chi non se lo ricordasse, c’è un riferimento a San Giorgio e il Drago anche in un celebre cartone di Walt Disney: La Bella addormentata nel Bosco. Una leggenda affascinante che ha diverse versioni e riferimenti precristiani, che non vediamo l’ora di approfondire.

Per quanto riguarda il film, se avete novanta minuti in cui non sapete cosa fare allora potete concedervi la visione di George & The Dragon, altrimenti potete spulciare tra i nostri archivi e trovare qualche altra pellicola interessante.

Buona visione e alla prossima!

Martina Corona

 

Per approfondire:

Dio lo volle? La prima crociata

ANTONELLI CRISTIANO, San Giorgio e la Rosa, Arrone, Edizioni Thyrus, 2013

GORDON WHATLEY E., THOMPSON ANNE B., UPCHURCH ROBERT K., St. George and The Dragon: Introduction

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Written by : Redazione

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