Anni 1336-1373, Francesco Petrarca mette insieme i propri Rerum Vulgarium Fragmenta dopo una lunga gestazione dell’opera, durata una vita intera.

I Rerum Vulgarium Fragmenta, altresì conosciuti con il nome di Canzoniere, ebbero subito un grandissimo successo: l’opera, infatti, è il risultato di un lavoro approfondito e intenso riguardante la storia di un amore difficile e travagliato.

L’opera si compone di 366 componimenti suddivisi in 317 sonetti, 29 canzoni, 9 sestine, 7 ballate e 4 madrigali, a loro volta posti in una struttura bipartita in relazione alla diversa tematica affrontata (i componimenti d’amore per Laura e quelli successivi alla morte della donna).

Tuttavia, negli anni successivi alla pubblicazione di tale capolavoro i critici hanno più volte discusso circa i significati misteriosi e simbolici nascosti dietro la struttura di tale capolavoro.

Difatti, è stato notato che alcune scelte fatte dall’autore e relative al piano dell’organizzazione del testo e della disposizione dei vari componimenti non sono state affatto casuali.

L’opera non è solo una semplice raccolta di testi irrelati ma tenuti insieme dal contesto amoroso e lirico, bensì è un’opera profondamente unitaria, sia nei temi che nelle partizioni metriche, stilistiche, lessicali e linguistiche. In particolar modo, critici come Marco Santagata e Roberto Antonelli, hanno notato che la posizione e l’ordine di ogni componimento ha un significato fondamentale per la totale comprensione del Canzoniere. L’unità di quest’opera così imponente è dovuta proprio ad alcuni elementi chiave, i quali sono stati inseriti da Petrarca affinché il testo apparisse unito e legato, creando così nessi di rimando tra un componimento e l’altro e sottolineando la complicata rete di significati impliciti presenti nelle varie liriche.

Pertanto, il filologo e studioso Antonelli ha notato che la numerologia svolge un ruolo particolarmente fondamentale nell’interpretazione del testo.

In particolar modo, il critico Antonelli nota che nei Rerum Vulgarium Fragmenta ricorre frequentemente il numero sei, un numero edificante dell’opera al quale sono rimandati altri componimenti e al quale sono legati diversi significati e temi del capolavoro petrarchesco.

Basti pensare alla stessa figura di Laura, la donna amata da Petrarca, la quale è stata incontrata dal poeta proprio il giorno 6 aprile 1327 nella chiesa di S. Chiara e la quale è mancata il giorno 6 aprile 1358. Dunque, sembra evidente un primo nesso con la stessa numerologia che già Dante aveva inserito nella propria Commedia e aveva associato anche alla sua donna, Beatrice.

Difatti, così come Dante associava Beatrice al numero nove, il quale era contenuto già all’interno del nome della donna, in quanto BEATRIX nella sua ultima sillaba finale contiene il sintagma IX (BEATR- IX) che in numeri romani è decifrabile come numero nove. Dunque, analizzando i significati simbolici e segreti dei numeri di Dante, Beatrice era rappresentata a pieno da tale numero, particolarmente simbolico perché rappresentazione del miracolo e della perfezione. È quasi certo che Petrarca avesse letto e studiato l’opera di Dante, soprattutto in quanto anche il nome Laura ha differenti significati, fondamentali per comprendere l’opera.

Si parta dal comprendere che LAURA deriva dal latino LAUREA, il cui nome fa riferimento all’alloro e al ruolo stesso del poeta. Contemporaneamente, si noti che il nome LAUREA è formato da ben sei lettere; l’importanza di tale numero è dovuta dal fatto che secondo alcuni autori cristiani il numero sei era espressione della perfezione assoluta, in quanto rappresentava il primo numero composto dalla somma dei suoi divisori (ovvero 1+2+3=6); al contempo, il numero sei comprendeva un importante riferimento biblico alla figura di Adamo, perché questo fu creato il sesto giorno e in seguito cacciato dal giardino dell’Eden. In ultima istanza, il numero sei fa riferimento al Venerdì Santo, giorno in cui vi fu la crocifissione di Cristo.

Tuttavia, come fa notare lo studioso Santagata all’interno della propria edizione critica del Canzoniere, il numero sei si collega strettamente al numero 366 (ovvero il totale dei componimenti presenti nell’opera).

Il 366 è un numero particolarmente significativo: questo contiene il sei per ben due volte (così come per ben due volte il numero sei era stato fondamentale nella vicenda amorosa tra Laura e Petrarca); inoltre contiene il numero 3, un numero perfetto perché rappresentazione della Trinità e infine, la somma di 3+6+6 è pari a 15 che sommato ulteriormente dà come risultato nuovamente 6.

È interessante notare come Petrarca non si sia limitato solo a questo tipo di ragionamento simbolico relativo al numero 6, ma l’autore ha associato il piano strutturale della propria opera al calendario liturgico cristiano. Infatti, lo stesso Petrarca ci informa che il suo amore iniziò il giorno 6 aprile, giornata particolarmente significativa, perché liturgicamente corrisponde alla morte di Cristo e privatamente alla nascita del suo amore per Laura. Dunque, secondo Santagata bisogna leggere il Canzoniere come viaggio di una relazione sentimentale e spirituale del poeta e, pertanto, creare una corrispondenza tra il primo componimento dell’opera e il 6 aprile.

In tale maniera, avendo come assunto che componimento 1= 6 aprile, bisognerà associare ad ogni componimento un giorno del calendario, fino ad arrivare alla canzone numero 264, che dà inizio alle rime per la morte di Laura: così facendo, la canzone 264 corrisponderà al 25 dicembre, giorno della nascita di Cristo e alle rime in morte di Laura.

Così, la seconda parte del Canzoniere rappresenta un nuovo anno della vita del poeta, ovvero quello che Santagata chiama renovatio, ovvero la rinascita del poeta e della sua spiritualità.

Un piano strutturato nei minimi dettagli che permette a Petrarca di avvertire il proprio lettore: la sua Laura è sia un personaggio reale che fittizio. Quest’ultima non rappresenta solo una passione amorosa del poeta ma anche il mondo sacro della spiritualità e dell’interiorità dell’individuo.

Quindi, grazie ad un sapiente utilizzo di immagini simboliche complesse e, soprattutto grazie all’elemento numerologico dovuto alle date e ai numeri sacri, Francesco Petrarca riesce a caricare la propria esperienza dell’Io di un significato più profondo e tutto da scoprire, un viaggio nei meandri più profondi dell’anima, nel quale il lettore potrà immedesimarsi completamente e scoprire sé stesso.

 

 Immacolata Sarnataro

Per approfondire:

SANTAGATA M., I frammenti dell’anima. Storia e racconto nel Canzoniere di Petrarca,

Il Mulino 1954, Bologna 2011.
BALDI G., GIUSSO S., RAZETTI M., ZACCARIA G., La letteratura, dalle origini

all’età Comunale, Paravia 1802,Torino 2006.

FERRONI G., Storia della letteratura italiana: dalle origini al Quattrocento, Einaudi scuola, Milano 1991.

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Written by : Redazione

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