Il Medioevo è sicuramente un periodo storico affascinante. Non basterebbe una vita né un’intera enciclopedia per approfondire ogni singolo aspetto di questa epoca nell’arte, nella letteratura, nella musica, nelle guerre, nella politica, nella religione e in molto altro ancora, il Medioevo è stato una fucina di cambiamenti irreversibili.
Oltre ad un fascino indiscutibile, il Millennio ha un’altra caratteristica molto interessante: se da una parte è ancora oggetto di pregiudizi, dall’altra è mitizzato, rievocato e rivissuto. È da questo sogno, da questo mito, da questo bisogno dell’altrove che nasce il medievalismo: “tendenza a tornare a forme di vita che furono proprie del medioevo, o a vagheggiarne ed esaltarne gli ideali e le forme artistiche” per citare la Treccani.
Questo fenomeno investe i campi più disparati, dalla politica alla letteratura, dalle arti al cinema, ed è proprio su quest’ultimo aspetto che è interessante soffermarsi perché, sotto tanti punti di vista, l’ambito cinematografico è stato ed è ancora il veicolo privilegiato del medievalismo. Perché? Perché il Medioevo cinematografico è tra tutti quello che, attraverso la sua trasposizione, arriva in modo più diretto al destinatario finale, caratterizzando e condizionando la cultura popolare.
Secondo Nickolas Haydock «il medievalismo cinematografico è una Storia che va di fretta, guidata dalla nostalgia della cultura popolare. […] Tale fretta produce una miscela intrigante di elementi tra loro incongruenti, che a sua volta […] ricostruisce continuità immaginate per adattarsi alle priorità del mondo contemporaneo.» Un altrove promosso e fisicamente rappresentato, che sfrutta l’enorme potere dell’immagine come punto di forza. Un’altra opinione interessante sull’argomento è quella di Bettina Bildhauer, che osserva: «Quando l’Età di Mezzo è raffigurata non come un reale periodo del passato, ma come un tempo leggendario pre-storico, come così frequentemente la rappresentano nei film medievali, questa età si avvicina ad essere immaginaria. […] Il “C’era una volta” nel quale spesso hanno luogo le fiabe da Grimm a Disney è spesso un mondo modellato sul passato medievale.» Secondo la Bildhauer il “medioevo cinematografico” è necessario per comprendere l’immaginario, il fantastico ed il fiabesco, cosa che non sarebbe possibile in una società ed in un periodo storico che si fondano su una visione moderna, razionale e scientifica della vita.
Perciò, infine, cos’è veramente il “Medioevo della Bobina”? È il Medioevo immaginato, fantastico, riadattato come mito e come mondo alternativo, abbastanza vicino alla nostra cultura per permetterci di immedesimarci ma abbastanza lontano per lasciarci sognare e credere nell’esistenza di un tempo “reale” popolato da cavalieri, eroi e storie leggendarie.
Il medievalismo cinematografico è infine un viaggio attraverso una lente, un modo appassionante di approcciarci ad un tempo mitico e soprattutto la possibilità di essere per un paio d’ore l’eroe della nostra storia.
 
Martina Corona
Per approfondire:
CARDINI  FRANCO, Mi scusi, dov’è il Medioevo?, in <Avvenire>, 24/01/2012.
D’ARCENS LOUISE, (A cura di), The Cambridge companion to Medievalism, Cambridge University Press, Cambridge 2016.
HAYDOCK  NICKOLAS, Movie Medievalism: The Imaginary Middle Ages, McFarland, Jefferson 2008.