Avevo già trattato il mito di Carlo Magno in età alto-medievale, e nella costruzione ideologica della Comunità Europea. È arrivato il momento di parlare del controverso processo di canonizzazione del primo imperatore carolingio, risalente al 1165, per conto di Federico I Hohenstaufen.

Carlo Magno divenne fonte di grande ispirazione per il regno del Barbarossa che, di concerto con il re d’Inghilterra Enrico II Plantageneto, ne organizzò la cerimonia di beatificazione, inserendolo nel pantheon dei santi nazionali “tedeschi”. Questa era una pratica in via di affermazione nell’Europa medievale del XII secolo.

Con questa mossa inaspettata il Barbarossa, in forte difficoltà per via dell’aumento delle tensioni con il papa romano Alessandro III, poteva legittimare la propria attività politica nei confronti dei suoi nemici, e rafforzare l’autorità dell’antipapa Pasquale III. I preparativi della cerimonia furono preceduti da una serie di iniziative, come ad esempio la ricerca della tomba del defunto imperatore, ritrovata con l’aiuto del favore divino nelle cripte della cappella palatina di Aquisgrana. Sappiamo inoltre che venne asportato un braccio dalla salma del sovrano carolingio, posto poi in un reliquiario.

Il 29 dicembre del 1165 Carlo Magno venne canonizzato di fronte a Federico Barbarossa ed Enrico II Plantageneto. La cerimonia venne celebrata dal vescovo scismatico Rainaldo di Dassel e presieduta dall’antipapa Pasquale III.

L’assemblea della canonizzazione non fu sciolta fino al gennaio del 1166, e in seguito la città di Aquisgrana ricevette una serie di privilegi economici.

In tutto questo processo di canonizzazione, come si comportò il papa?

Facciamo un piccolo passo indietro nella grande questione chiamata dal noto medievista Paravicini Bagliani “il controllo della santità”. Sappiamo che il termine “canonizzare” appare per la prima volta in una lettera di papa Benedetto VIII (XI secolo), dove ratificava il culto di un santo locale. Solamente con Eugenio III (1152) la chiesa romana ebbe l’iniziativa di canonizzare Enrico II detto il Santo (X-XI secolo).

Delle importanti novità canoniche vennero introdotte proprio da Alessandro III, che nel 1170 (forse in risposta a quanto accadde nel 1165) vietò la canonizzazione di un re svedese (Eric), morto in stato di ebrietà. In molti casi erano le masse dei pellegrini che infondevano santità ad un noto personaggio. In che modo? Semplice, con la frequentazione assidua di di un luogo che accoglieva le reliquie del santo locale. Ovviamente spesso erano i sovrani o i maggiorenti locali a promuoverne la frequentazione.

Nel caso specifico della cerimonia di canonizzazione di Carlo Magno accadde proprio questo: successivamente alla cerimonia del 1165, i pellegrini che si recavano in visita alla cappella Palatina di Aquisgrana aumentarono significativamente. Questo significa che Carlo Magno, agli occhi dei fedeli, era a tutti gli effetti un santo.

Il papato per conto di Alessandro III non poté fare altro che accettare lo status quo, non opponendo nessuna forma di resistenza, infatti il culto popolare nei confronti di Carlo Magno era troppo diffuso. Il papa voleva evitare, in quel preciso momento storico, di consolidare i maggiorenti del regno intorno alla figura dell’imperatore vietando la canonizzazione di un santo riconosciuto dalla fede popolare.

Con il tacito assenso della Chiesa romana, la seconda vita di Carlo Magno, quella mitica, possedeva tutti i requisiti necessari per attraversare, imperterrita, la storia. Una storia pregna di riletture ed invenzioni, sia in senso politico che religioso, funzionali al periodo storico che le donne e gli uomini di quel tempo vivevano.

Andrea Feliziani

Per approfondire:

MINOIS GEORGES, Carlo Magno. Primo Europeo o ultimo Romano, Salerno Editrice, Padova 2012.

PARAVICINI BAGLIANI AGOSTINO, Il trono di Pietro. L’universalità del papato da Alessandro III a Bonifacio VIII, Carocci Editore, Urbino 2001.

VERARDI ANDREA ANTONIO, Pasquale III, antipapa, in Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 81 (2014), ad vocem (http://www.treccani.it/enciclopedia/antipapa-pasquale-iii_%28Dizionario-Biografico%29/)

WIES ERNST W., Federico Barbarossa, Edizioni Corriere della Sera, Padova 2006.