
La lotta per le investiture è certamente un periodo del Medioevo che in molti conoscono e ricordano, uno dei tanti scontri tra impero e papato che caratterizzano la storia medievale. Proprio oggi, 25 gennaio, ricorre l’anniversario dell’episodio dell’Umiliazione di Canossa. Era il 1077 quando Enrico IV per ottenere il perdono e la revoca della scomunica da papa Gregorio VII dovette stare per tre giorni fuori dal castello di Canossa in mezzo alla neve, penitente a piedi scalzi, con Matilde di Canossa nel ruolo di mediatrice della lite. Conosciamo meglio, tuttavia, i protagonisti di questo episodio storico. Del pontefice Gregorio VII abbiamo già parlato in un articolo biografico e ora vogliamo raccontare di Enrico IV di Germania.
Enrico nacque l’11 novembre del 1050, figlio dell’imperatore Enrico III e di Agnese di Poitiers. Già da bambino dovette succedere al padre, nel 1056, sotto la reggenza della madre. Agnese di Poitiers, nel tentativo di rafforzare il potere imperiale e l’appoggio al figlio, assegnò numerosi ducati e territori a principi diversi e ciò portò ad un’accesa rivalità tra loro. Uno di questi, Ottone di Nordheim, duca di Baviera, in accordo con l’arcivescovo Annone, nel 1062 rapì Enrico per poter governare l’impero. Enrico fu portato a Colonia dove ricevette un’educazione impartita dall’arcivescovo che mise effettivamente le mani sul governo imperiale. Nel 1065, tuttavia, Enrico divenne maggiorenne e, passato qualche anno, prese lui stesso le redini del governo. Nel 1073 ci fu una rivolta in Sassonia, appoggiata dai principi ed Enrico riuscì a sedarla soltanto due anni dopo, nel 1075. E in questo periodo ci ricolleghiamo con la lotta per le investiture. Nel 1075 era diventato papa Gregorio VII e stava portando avanti una riforma sostenendo la superiorità del potere papale su quello temporale. Ovviamente incontrò la netta opposizione del nostro Enrico, il quale nel 1076 convocò a Worms un concilio che definiva il pontefice come indegno del ruolo che ricopriva. Il sovrano venne, immediatamente, scomunicato ma non solo, i Sassoni si ribellarono nuovamente e perse anche l’appoggio dei principi. Tentò quindi la riconciliazione con il papa e qui, come già citato, nel 1077 ci fu l’episodio dell’Umiliazione di Canossa.
Nonostante avesse, infine, ottenuto il perdono papale, i principi non accettarono la riconciliazione ed elessero, al suo posto, il duca Rodolfo di Svevia. Enrico, violando gli accordi con il papa che lo volevano mediatore di questo scontro con i principi, affrontò da solo il rivale e lo sconfisse a Merseburg. Venne di nuovo scomunicato nel 1080 ma stavolta reagì diversamente: convocato un concilio a Bressanone, depose Gregorio ed elesse l’arcivescovo di Ravenna, Guiberto, come pontefice, che prese il nome di Clemente III. Lo scontro riprese e nel 1083 Enrico IV entrò a Roma, Gregorio VII si rifugiò dentro le mura di Castel Sant’Angelo e nel 1084 l’antipapa Clemente III incoronò Enrico imperatore del Sacro Romano Impero. Gregorio, quindi, chiese aiuto del normanno Roberto il Guiscardo che riuscì a liberarlo. Solo l’anno successivo, nel 1085, morirono sia Gregorio che Roberto ma il nostro protagonista non ebbe pace e trovò un nuovo avversario nel pontefice Urbano II con il quale proseguì lo scontro tra papato e impero sulla superiorità di un potere rispetto all’altro.
Purtroppo per il celebre imperatore i problemi non erano finiti qui, entrambi i figli si ribellarono a lui. Il primo, Corrado, si rivoltò al padre nel 1093 ed Enrico lo privò del titolo di re di Germania, assegnandolo al secondogenito. Pure quest’ultimo, tuttavia, decise di andare contro al padre, il quale venne costretto ad abdicare e si ritirò a Liegi in attesa di un contrattacco per poter riprendere il potere. Purtroppo non riuscì nel suo intento e nel 1106 Enrico, dopo una breve malattia, morì.
Eleonora Morante
PER APPROFONDIRE:
Enrico IV Imperatore, Enciclopedia Treccani
G. Cantarella, T. Dorino, Il papa ed il sovrano. Gregorio VII ed Enrico IV nella lotta per le investiture, Europa 1985
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