Sul nostro sito non mancano, da studiosi di Medioevo quali siamo, articoli sul personaggio di Robin Hood ma anche sul principe “più fasullo d’Inghilterra”, Giovanni. Quest’ultimo è ispirato proprio al re d’Inghilterra Giovanni Senzaterra. Ho già parlato di questa figura e oggi con questo nuovo articolo ritorno a parlare di lui. In particolare approfondiremo un importante documento, che lo ha reso molto conosciuto: la Magna Charta Libertatum.

Ci troviamo in un contesto storico bellicoso, era infatti in corso una guerra tra Francia e Inghilterra. Giovanni, infatti, dovette affrontare Filippo Augusto di Francia e venne sconfitto nella battaglia di Bouvines, perdendo quasi tutti i feudi posseduti nel territorio francese.  Durante questo periodo la popolazione inglese era soggetta al pagamento di numerose imposte. La Magna Charta Libertatum si inserisce appieno in questo contesto: è stata promulgata, infatti, il 15 giugno del 1215, per un’iniziativa dei baroni che approfittarono della debolezza della monarchia inglese a seguito della sconfitta per chiedere numerose concessioni. Il documento costituisce, quindi, una sorta di limitazione del potere regale in favore di quello dei nobili, della Chiesa e degli uomini liberi, i quali videro una conferma dei loro diritti e della loro libertà. I baroni formavano un organo di 25 persone e avevano il diritto di ribellione ed il sovrano era obbligato a chiedere, e di conseguenza ad ottenere, l’approvazione del “Gran consiglio” dei baroni prima di imporre il pagamento di nuove tasse. 

 

La Magna Charta Libertatum contiene 63 articoli. Andando più nello specifico, vi riporto il primo articolo della Magna Charta stessa che cita: 

“In primo luogo, a avendo Dio come testimone, con la presente carta confermiamo a nome Nostro e dei nostri eredi che la Chiesa d’Inghilterra sarà per sempre libera, e i suoi diritti non saranno ridotti e le sue libertà non saranno violate. Che la Nostra volontà sia che questo comando venga rispettato, appare dal fatto che di Nostra libera volontà, prima che nascesse la presente disputa fra Noi e i nostri baroni, Noi abbia garantito e confermato per iscritto la libertà delle elezioni ecclesiastiche – un diritto che riconosciamo essere della più grande importanza e necessità – e questo è stato confermato da Papa Innocenzo III. Questa libertà rispetteremo Noi stessi, e desideriamo che sia rispettata in buona fede dai nostri eredi in perpetuità. A tutti gli uomini liberi del Nostro Regno abbiamo inoltre garantito, a nome Nostro e dei nostri eredi in perpetuità, tutte le libertà scritte in questa carta, da avere e tenere per loro e per i loro successori, da parte Nostra e dei nostri successori”

 

Continuando, possiamo notare come nel documento sia sottolineata la libertà acquisita dai nobili, citando l’articolo 13:

“La città di Londra abbia tutte le sue antiche libertà e le sue libere consuetudini, sia per terre sia per acque. Inoltre vogliamo e concediamo che tutte le altre città, borghi, villaggi e porti abbiano tutte le loro libertà e libere consuetudini.”

 

La Magna Charta prosegue sottolineando i diritti acquisiti dai baroni, dal clero e dagli uomini liberi. Vengono trattati numerosi temi, dalla vedovanza alla pena per i diversi reati. Si conclude con il sessantatreesimo articolo:

“Per queste ragioni desideriamo e fermamente ordiniamo che la Chiesa d’Inghilterra sia libera e che i nostri sudditi abbiano e conservino tutte le predette libertà, diritti e concessioni, bene e pacificamente, liberamente e quietamente, pienamente e integralmente per se stessi e per i loro eredi, da Noi e dai nostri eredi, in ogni cosa e luogo, in perpetuo, come è stato detto sopra. “

 

Purtroppo, quest’aurea di libertà durò poco. Pochi mesi dopo, infatti, il sovrano Giovanni Senzaterra, con il pretesto di una ribellione di un gruppo di baroni, riuscì a far annullare, con una decisione di papa Innocenzo III,  i provvedimenti da lui firmati. Fu una delle ultime scelte del sovrano inglese, che morì improvvisamente nel 1216.

 

Eleonora Morante

 

PER APPROFONDIRE:

Mario Caravale, Magna carta libertatum, Il mulino 2020

A. Giardina, G. Sabbatucci, V. Vidotto, Il Medioevo, Laterza 1988

 

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Written by : Redazione

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