Dopo l’articolo su Lucrezia Borgia, continuiamo con un altro articolo biografico dedicato ad una figura femminile, forse meno conosciuta ma certamente importante nella storia del Medioevo, parliamo di Giovanna I d’Angiò

La sua vita è ricca di colpi di scena e quasi mai positivi soprattutto perché ereditò una situazione complessa: la morte di Federico II aveva causato una profonda crisi nel Sud Italia che alla metà del Trecento ancora non si era risolta.

Figlia di Carlo d’Angiò, duca di Calabria, e di Maria di Valois, Giovanna nacque nel 1325. Ben presto divenne erede unica del regno di Napoli e della contea di Provenza, poiché sia il fratellino che suo padre morirono tra il 1327 e il 1328. Fin da subito la vita di Giovanna fu nelle mani dei potenti, pensate che già dal 1329 il re Roberto, il nonno di Giovanna, aveva cominciato le trattative con Carlo Roberto, sovrano d’Ungheria. Queste trattative riguardavano il matrimonio di Giovanna con Andrea, secondo figlio di Carlo Roberto. Venne stipulato un contratto nuziale nel 1333 a Napoli e i due, ancora piccoli, ricevettero come feudo il ducato di Calabria. 

C’erano, tuttavia, diverse questioni che limitavano per Giovanna la possibilità di diventare sovrana. La prima stava nella richiesta, presente nel contratto matrimoniale, che Roberto non prendesse un impegno per l’assegnazione della corona al futuro marito di Giovanna; la seconda, invece, riguardava il testamento del bisnonno di lei, Carlo II, il quale aveva stabilito una successione maschile per governare la contea di Provenza.  Per questo motivo dopo la morte di Carlo di Calabria aveva avanzato delle pretese il quarto figlio di Carlo II, Filippo I principe di Taranto.  

Roberto morì nel 1343 e il matrimonio tra Giovanna e Andrea si celebrò poco dopo, sempre nello stesso anno. Giovanna divenne regina di Napoli e contessa di Provenza. La sovrana, tuttavia, sembrava non essere adatta a governare, poiché giovane e priva di un’adeguata istruzione.  Da subito il suo governo fu impregnato di tensioni ed intrighi politici, che portarono ad un epilogo infelice del matrimonio di Giovanna. Nel 1345, infatti, venne ordita una congiura di danni di Andrea, marito di Giovanna, il quale era diventato scomodo poiché pretendeva un ruolo maggiore di quello di consorte e avanzava pretese di governo. 

Il papa Clemente VI si era deciso, inoltre, ad incoronare Andrea e Giovanna sovrani di Sicilia. I congiurati, quindi, minacciati dalle pretese di Andrea, lo strangolarono ad Aversa. 

Non è certa una partecipazione della moglie a questa congiura, ma non bisogna escludere un suo coinvolgimento passivo. Nel dicembre del 1345 nacque Carlo Martello, figlio di Giovanna e Andrea. Vennero puniti alcuni tra i colpevoli, i quali vennero rinchiusi a Castel dell’Ovo. Roberto, il principe di Taranto, ne approfittò e, dopo essere stato nominato capitano generale del Regno di Sicilia, incalzò la regina Giovanna affinché chiedesse al pontefice la dispensa per potersi unire in matrimonio con lui. Il pontefice, tuttavia, costrinse Giovanna a cacciare Roberto di Taranto e a rimuoverlo dal suo incarico di capitano. Il principe, infatti, non era stato capace di sedare una rivolta. 

Nel 1347 l’avanguardia dell’esercito ungherese occupò la provincia abruzzese e questo provocò tensioni a Napoli per l’incapacità della regina di gestire la situazione. Nello stesso anno, tuttavia, la sovrana aveva stipulato un trattato di pace con Giovanni da Randazzo, reggente di Sicilia per conto di Ludovico II d’Aragona. Con questo accordo venne confermata l’indipendenza dell’isola.

Gli effetti, tuttavia, durarono poco e infatti l’esercito ungherese entrò nel regno nel 1347. L’esercito che doveva fermare questa invasione si disperse e, oltretutto, le tensioni della famiglia reale non si erano calmate.  Giovanna, intanto, aveva dapprima iniziato una relazione con Luigi di Taranto, il quale era diventato suo amante, e i due successivamente, pur in assenza di dispensa papale, si sposarono. Giovanna decise di fuggire in Provenza e lasciare velocemente Napoli. Il nuovo marito riuscì a imbarcarsi solo qualche giorno dopo. È incerto il motivo per cui Giovanna abbia abbandonato il suo primo figlio, un’ipotesi è quella secondo cui questa sua decisione fosse stata influenzata dal nuovo marito Luigi da Taranto che le aveva inculcato l’idea di non amare il figlio poiché non aveva amato il padre.

In questo modo Luigi si assicurava la corona al figlio che gli avrebbe dato Giovanna, che era già incinta. 

Nel 1348 Giovanna si trovava a Nizza per poi spostarsi a Marsiglia. Qui fu accolta calorosamente, mentre diversa fu la reazione degli abitanti ad Aix-en-Provence poiché la sovrana era mal vista a causa di alcune sue nomine dei funzionari stranieri. Per questo motivo ella dovette emanare due atti in cui si impegnava a non nominare funzionari stranieri e a non alienare parti della Contea. 

Obiettivo finale del viaggio di Giovanna era però la città di Avignone, per due motivi. Il primo era quello di scagionarsi dall’accusa che gravava su di lei riguardo la congiura ai danni del suo primo marito; il secondo, invece, era di ricevere la dispensa papale per il suo matrimonio con Luigi di Taranto. Clemente VI concesse loro la dispensa mentre per il primo motivo non ci fu bisogno perché l’inchiesta per scoprire gli altri colpevoli si era bloccata a causa del clima antiungherese che vigeva in quel momento. 

I soldi messi a disposizione dal papa non erano sufficienti per il finanziamento di una spedizione militare contro l’esercito ungherese per la riconquista del Regno, per cui Giovanna dovette vendere Avignone al papato ma, anche in questo caso, non ne ricavò il risultato sperato.  

Si era diffusa, tuttavia, l’epidemia di peste e Luigi I d’Ungheria dovette lasciare Napoli. Essendo l’ungherese impopolare, Giovanna aveva buone possibilità di riconquistare il Regno, tanto che un’ambasceria della città le chiese di fare ritorno.

Così la coppia regale rientrò nel 1348 e ricevette una calorosa accoglienza. Con la presa del Maschio Angioino nel 1349 ci fu la riconquista di Napoli e dintorni. 

 

Siamo alla conclusione del primo articolo dedicato a questa sovrana, ma non temete…la seconda parte arriverà a breve!

 

Eleonora Morante

 

PER APPROFONDIRE:

V. Claps, Giovanna d’Angiò. Regina di Napoli. Dall’inizio del suo regno alla sua tragica fine a Muro Lucano, Calice 2008

A. Kiesewetter , Giovanna I d’Angiò, regina di Sicilia, Dizionario Biografico Treccani

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