Oggi è la Festa della Donna. Anche noi di Medievaleggiando non potevamo esimerci da questa ricorrenza e celebriamo le donne raccontandovi, con questo primo articolo introduttivo, di una delle più famose donne medievali: Ildegarda di Bingen

Ildegarda nacque in una famiglia di cavalieri al servizio del vescovo di Spira intorno al 1100. Fin da bambina si dice abbia avuto delle visioni prima di essere destinata ad una vita ecclesiastica.

Già all’età di otto anni entrò come oblata nel monastero di Disibodenberg. Rimase lì per lungo tempo, tanto da esserne nominata madre superiora nel 1136, succedendo alla badessa Jutta di Sponheim.

Nel 1141 decise di pubblicare le sue visioni. Il pontefice Eugenio III e dall’abate cistercense Bernardo di Chiaravalle autorizzarono Ildegarda nel 1147-1148. Le visioni, tuttavia, rappresentano solo una parte della sua opera. 

Il Liber Scivias (Conosci le vie) venne infatti terminato nel 1150. In esso Ildegarda narra di alcune visioni cosmologiche riprese dall’Apocalisse di Giovanni, unite ad un commento teologico che, si afferma, Dio stesso le avrebbe dettato.

Nel 1150, inoltre, lei stessa fondò un nuovo monastero a Rupertsberg Bingen e rimase lì fino alla morte, avvenuta il 17 settembre del 1179.

Neanche un secolo dopo, nel 1233 e poi nel 1243, iniziarono due processi di canonizzazione che non giunsero mai ad una conclusione. Il culto di Ildegarda, tuttavia, venne autorizzato già a partire dalla seconda metà del XIV secolo, mentre nel secolo successivo venne approvata l’ufficiale venerazione delle reliquie della Santa a Rupertsberg.

Solo dopo molti secoli, nel 2012, Papa Benedetto XVI la proclamata dottore universale della Chiesa.

Fu Santa sia in vita che dopo la sua morte. Famose sono le sue visioni e numerose sono le sue lettere con destinatari celebri, tra i quali ricordiamo per esempio Federico I Barbarossa o Bernardo di Chiaravalle.

Oltre alle lettere e al già citato Liber scivias, bisogna ricordare anche opere di altro genere. Le opere della Santa spaziano tra numerose discipline: dalla teologia alla medicina, dalle scienze naturali alla musica. Per esempio: 

  • Liber subtilitatum diversarum naturarum creaturarum (Libro delle sottigliezze delle diverse nature delle creature).
  • Symphonia caelestium revelationum (Sinfonia delle rivelazioni celesti).

Sappiamo, quindi, che Ildegarda di Bingen nella sua epoca era conosciuta e celebrata.

Lo è ancora adesso e continua ad essere raccontata e addirittura cantata. Ricordiamo ad esempio che il cantautore Angelo Branduardi nel 2019 le ha dedicato  un album intero, “Il cammino dell’anima”, in cui racconta il percorso spirituale di Ildegarda. 

Ma non si parla solo di musica. Anche la letteratura ha contribuito a narrare della Santa, un esempio recente sono i romanzi della scrittrice danese Anne Lise Marstrand-Jørgensen

  • La guaritrice” (2011)
  • La sognatrice: Storia vera di Ildegarda di Bingen” (2012). 

 

E non dimentichiamoci dell’arte cinematografica. Infatti, nel 2009 è stato distribuito nelle sale il film Vision, di produzione tedesca diretto dalla regista Margherete Von Trotta, che racconta la vita e le visioni mistiche di Ildegarda. 

Questi esempi rappresentano solo una parte di come, nel corso degli anni, cultura e religione l’hanno interpretata, studiata e raccontata, rendendo Ildegarda di Bingen sempre più immortale.

 

Eleonora Morante

 

Per approfondire: 

JACQUES LE GOFF, Uomini e donne del Medioevo, Laterza Editore, Roma-Bari 2016. 

TRECCANI, Ildegarda di Bingen, Santa (https://www.treccani.it/enciclopedia/ildegarda-di-bingen-santa/)

 

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Written by : Redazione

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