
Beh, di faraoni ne conosciamo tanti, magnifici, potenti nel loro lascito ai posteri. E i loro scribi, invece? Per la maggior parte invisibili agli occhi della Storia, non abbiamo forse che frammenti della loro vita, della loro esistenza giunti fino a noi e quindi possiamo dire che siano degli sconosciuti.
Ecco, Costantino Andrea De Luca nel suo Lo scriba del faraone e altre storie di vita quotidiana dall’antichità a oggi, cerca di dare voce o, quantomeno, forma a tutte quelle persone comunissime, come me e voi, che si sono perse nei lembi della Storia.
In qualche modo, di queste vite è rimasta una traccia, che è arrivata fino a noi e da cui si può trarre un contesto più ampio delle vicende, riuscendo a restituire agli anonimi protagonisti del libro la dignità della storia con la S maiuscola.
Ora, l’autore premette nell’introduzione al libro che questo lavoro di ricostruzione non è stato sempre agevole.
Molto spesso si è trovato a scontrarsi con una pesante carenza di fonti, ma pur partendo dalle pochissime informazioni biografiche ha provato comunque a formulare delle ipotesi coerenti con informazioni già note.
Come, dopo tutto, fa la maggior parte degli storici studiando la grande Storia: non dimentichiamo che la storiografia si nutre anche di questo, cioè di ipotesi basate su documenti ed evidenze tangibili, consultabili e reali, spesso non completi dell’informazione indagata.
Da qui l’esigenza di provare a collegare con abilità i fili sparsi. Operazione che De Luca riesce a fare bene, utilizzando uno stile di scrittura molto fresco, quasi colloquiale -come lui stesso ci dice nel suo libro – e che aiuta ancora di più ad avvicinare il lettore non specialista a vicende storiche, che sono il nucleo di questo volume.
Il libro si sviluppa su 28 brevi capitoli distribuiti in ordine cronologico, partendo dalla Storia Antica, molto antica, e attraversando i continenti fino ai giorni nostri, con una sorpresa finale.
Ciascun capitolo è una persona nella Storia e tutte queste microstorie vengono tratte dalle fonti primarie reperibili, coadiuvate dalla bibliografia che ritroviamo in nota.
Con puntuale illustrazione del contesto storico-economico-sociale in cui ognuna di queste persone ha vissuto, un fil rouge unisce la protagonista o il protagonista del breve racconto a ciò che viviamo noi oggi.
Uno degli aspetti più rimarcati e rimarchevoli del volume è proprio una continuità tra passato e presente che De Luca tiene viva. Ci fa notare come le vicende di persone vissute secoli e secoli, addirittura millenni prima di noi, sono le stesse, quasi identiche, che viviamo noi oggi nel nostro quotidiano.
Parliamo di rapporti coniugali, vicende finanziarie, eventi sociali, gioie o drammi personali che coinvolgono studenti universitari, monaci, suore, prestigiatori, pirati, schiave, mercanti.
Non mancano ritratti che emergono dal nostro caro Medioevo! Tra le pagine de Lo scriba troviamo scorci di vita che confermano ancora una volta quanto le genti medievali non fossero così lontane da noi.
Per esempio: un amanuense irlandese e il suo gatto bianco che convivono proficuamente in un monastero tedesco del IX secolo; un mercante egiziano e sua moglie costretti a una turbolenta relazione a distanza dai commerci mediorientali del XIII secolo; o ancora, un ragazzo cinese che nel VII secolo impegna la sua camicia per 30 monete presso il banco dei pegni di una metropoli ante litteram.
Personalmente, mi sono rivista in particolare nelle peripezie degli studenti universitari a Bologna tra Due e Trecento. Oltre ad alcune sorprendenti similitudini al contemporaneo in fatto di rapporti con i docenti, caro affitti, esami, pressione sociale, quello che più mi ha fatto sorridere con affetto è l’animo spensierato e festaiolo dei giovani corsisti: non solo mi ha ricordato il mio periodo felice all’università, ma anche quanto questa attitudine all’importanza della socialità fosse propria del Medioevo.
Quello che Costantino Andrea De Luca vuole dirci con questa simpatica opera è che le sabbie del tempo possono scorrere continuamente, i mari della storia mutare senza sosta, ma le persone rimangono sostanzialmente uguali a se stesse ed è molto facile identificarci con i protagonisti di questo libro e con i nostri antenati in generale.
Si apre un certo canale emotivo con persone del passato proprio per la vicinanza dei vissuti, le esperienze a cui sono andati incontro, ciò di cui hanno riso o pianto e ciò di cui piangiamo e ridiamo noi.
Le persone sono il fulcro dei racconti dell’opera di De Luca, le persone e le loro microstorie.
Se volete seguire l’autore sui suoi canali social, vi lascio i link qui sotto:
- Instagram https://www.instagram.com/pillole.di.storia/
- Facebook https://www.facebook.com/pilloleditimoleonte
- TikTok https://www.tiktok.com/@pillole.di.storia?_t=ZN-90otV4mjPxG&_r=1
Giulia Panzanelli
SHARE THIS STORY ANYWHERE
Join the community
Iscriviti alla nostra community ed entra a far parte dei medievaleggianti.
social media
Seguici sui social per rimanere aggiornato su storia, curiosità ed eventi!

