Are you going to Scarborough Fair? Parsley, sage, rosemary and thyme 
(State andando alla fiera di Scarborough? Prezzemolo, salvia, rosmarino e timo
Forse ai più queste parole non ricorderanno nulla di preciso ma sicuramente evocheranno un passato misterioso. Bene, aggiungete a queste parole la voce di un duo molto famoso negli anni Sessanta e un semplice, ma quanto mai efficace, accompagnamento musicale. Una volta fatta questa addizione avrete la canzone: Scarborough fair di Simon e Garfunkel. Forse anche dopo queste informazioni le idee non vi saranno ancora chiare. Lasciate che vi spieghi.

Il testo della canzone di Simon e Garfunkel è di una ballata tradizionale inglese la cui prima attestazione risale al XVII secolo, ma molto probabilmente l’origine è ancora più antica, medievale. Diversi studiosi della fine dell’Ottocento (purtroppo non vi sono studi recenti) hanno riconosciuto nell’impianto di Scarborough fair quello della ballata scozzese seicentesca The Elphin Knight: il testo racconta di una ragazza che si invaghisce di un elfo che le chiede di provare il suo amore sottoponendole delle prove impossibili, ma la donna a sua volta risponde con altre prove altrettanto infattibili, così i due finiscono per non sposarsi. Il presentare al proprio amante, che sia uomo o donna, delle prove d’amore da superare è un tema molto ricorrente nelle ballate europee ed è un filone che si sviluppa fin dal Medioevo. La più antica che ci è arrivata s’intitola Riddles Wisely Expounded (Gli indovinelli ben risolti) in cui un diavolo sfida una giovane a risolvere degli enigmi e se fallisce dovrà essere la sua amante. Quindi nella nostra ballata troviamo i due protagonisti, un uomo e una donna, che chiedono a un passante se sta andando a Scarborough perché lì si trova l’amante e gli chiedono di riferirgli che dovrà superare delle prove, le stesse di The Elphin Knight, per dimostrare il proprio amore come cucire una camicia senza ago oppure mietere il grano con una falce di cuoio. Il ritornello che elenca le varie erbe è presente in un’altra ballata del XVIII secolo. Alla luce di tutto ciò la nostra canzone non ha origini certamente medievali, ma è cresciuta prendendo spunti da ballate antecedenti che probabilmente hanno dei precedenti medievali. C’è un ultimo punto da mettere in luce: perché Scarborough? In realtà non c’è una vera risposta, secondo alcuni studiosi ottocenteschi la ballata in questione si presenta almeno con un altro nome di città inserito nel titolo, Whittingham, ma la versione più famosa è ambientata a Scarborough. Questa città si trova nell’Inghilterra nord-orientale, nello Yorkshire, e nel Medioevo era sede di un’importante fiera che si teneva fra il 15 agosto e il 29 settembre, la quale raccoglieva moltissime merci e persone provenienti soprattutto dalla Scandinavia.
Veniamo alla versione di Simon e Garfunkel. Gli anni Sessanta del Novecento furono molto prolifici sotto diversi punti di vista, la musica diventò veicolo di conoscenza e protesta e vi fu una riscoperta della musica folk popolare in tutti i paesi occidentali. Così nasce Scarborough fair della quale si contano più di un migliaio di interpretazioni tra le quali vi segnalo quella di Angelo Branduardi. La versione del duo americano è tra le più note, ma è anche quella che di più ha trasformato il testo originale. La canzone esce nel loro terzo album, Parsley, sage, rosemary and thyme del 1966: gli Stati Uniti hanno iniziato un pesante bombardamento nel Vietnam scatenando numerose proteste e i due artisti piuttosto che riprodurre la ballata in maniera statica decisero di trasformarla in una canzone di protesta, infatti il controcanto è un lungo testo sull’ingiustizia e l’assurdità della guerra.
Scarborough fair si presenta come una brano per tutte le stagioni, un inno all’amore, una canzone contro la guerra, una ballata piena di enigmi ed essa stessa è un enigma poiché la sua origine rimane un mistero. Ma per noi, che sia della metà del 1600 o meno, ricorderà sempre un passato arcano, affascinante, medievale.
Giulia Panzanelli
Per approfondire:
CHILD FRANCIS JAMES (a cura di), English and Scottish popular ballads, Houghton, Boston 1882-1898.
KIDSON FRANK, Traditional tunes, Chas. Taphouse & Son, Oxford 1891.
KINGSTON VICTORIA, Simon & Garfunkel: The Biography, Fromm International, New York 1998.