Il mondo del cinema è sempre alla ricerca di nuovi spunti per i soggetti da proporre al suo pubblico e spesso, come avrete visto dalla nostra rubrica dedicata all’arte cinematografica, attinge dal mondo “medievale” e da quello fantasy.

Il film di cui vi parlerò oggi è Sir Gawain e il Cavaliere Verde, una produzione recentissima che in Italia non è stata distribuita nei cinema ma direttamente sulla piattaforma a pagamento Amazon Prime Video. Prima di passare alla trama e all’analisi diamo qualche informazione tecnica. Il regista, nonché sceneggiatore della pellicola è il giovane statunitense David Lowery, il film è una produzione indipendente ma questo non ha rappresentato un freno alla sua distribuzione e ai suoi guadagni dato che è stato distribuito in tutto il mondo, in tempi diversi anche a causa della pandemia da COVID-19 e ha incassato più di 18 milioni di dollari ed anche il riscontro di critica è stato perlopiù positivo.

Veniamo al contenuto del film. La pellicola tratta un romanzo cavalleresco che fa parte della materia arturiana ma è molto poco noto al grande pubblico Sir Gawain e il Cavaliere Verde o Galvano, se vogliamo italianizzare il nome del protagonista, è scritto in medio inglese ed è risalente alla seconda metà del XIV secolo. Soffermiamoci un attimo a parlare del romanzo. Il testo narra la storia Galvano, che siede alla Tavola Rotonda ed il nipote di Artù, figlio di una sua sorella, non Morgana, che è spesso descritto come un cavaliere formidabile, temerario e molto fedele, paladino dei poveri e delle donne, ma non mancano tradizioni che lo descrivono in maniera opposta, e del suo incontro con il misterioso Cavaliere Verde. Questo cavaliere vestito tutto di verde si presenta alla corte di Artù e lancia una provocazione: uno dei presenti può colpirlo con un’ascia a condizione che egli possa restituirgli il colpo a un anno di distanza, Galvano accetta la sfida e lo decapita. A questo punto però, il misterioso cavaliere raccoglie la sua testa mozzata e se ne va, ricordando a Galvano che dovrà presentarsi fra un anno alla Cappella Verde per subire la stessa sorte. Il tempo trascorre e poco prima della scadenza dell’anno Galvano si mette in cammino alla ricerca di questa Cappella Verde mentre tutti piangono per il suo destino visto che è uno dei migliori cavalieri che siedono alla Tavola Rotonda. Dopo un lungo cammino ricco di peripezie, giunge ad un castello dove viene accolto benevolmente dai suoi abitanti: un nobile, la sua bellissima moglie e una vecchia dama e si trattiene lì visto che la Cappella Verde è nei pressi. Durante il soggiorno il castellano propone un patto a Galvano: egli gli consegnerà tutta la selvaggina che catturerà nei giorni successivi in cambio il cavaliere gli dovrà donare tutto quello che riceverà stando al castello. Galvano accetta. Il giorno successivo il cavaliere viene sedotto dalla moglie del castellano, non cede alla lusinghe ma comunque riceve un bacio che restituisce al castellano, anche il secondo giorno le cose si svolgono allo stesso modo. Durante il terzo giorno, però, la dama dà a Galvano 3 baci e una cintura che può salvargli la vita, il cavaliere restituisce i baci al castellano ma non la cintura, contravvenendo al patto. Arriva così il giorno dell’incontro con il Cavaliere Verde, Galvano è pronto ad accettare il suo destino e porge il collo all’ascia del nemico, questi la cala su di lui due volte senza toccarlo e la terza gli infligge giusto un piccolo taglio, questo perché il misterioso cavaliere altri non è che il nobile castellano da cui aveva trovato rifugio. Il Cavaliere Verde spiega il motivo dei tre colpi che altri non sono che il riflesso dell’accordo fatto: due volte Galvano ha mantenuto la parola mentre la terza un po’ meno, inoltre spiega di aver avuto istruzioni da Morgana la Fata per mettere alla prova la sua reputazione. Galvano fa ritorno e viene accolto con grandi festeggiamenti e nessuno lo biasima per la sua lieve trasgressione.

Questa è la storia narrata nel romanzo del XIV secolo, nel film del XXI secolo la prospettiva è completamente ribaltata, vado a spiegarmi. Nel film di David Lowery i fatti riportati sono bene o male gli stessi del romanzo ma il Galvano presentato è completamente diverso da quello “medievale” perché non è un cavaliere senza macchia e senza paura ma bensì un inetto incapace di affrontare la vita che alla fine della pellicola si rende conto della sua pochezza umana. All’interno del film si trovano varie citazioni a quello che è il mondo letterario medievale, come una volpe che accompagna Galvano che altri non è che la volpe Renart, un personaggio assai scapestrato e malvagio a cui sono dedicate diverse fiabe, ad esempio, oppure la scena ambientata nella biblioteca del castello, la biblioteca che tutti vorremmo avere, piena di manoscritti e dove.. Lo scoprirete guardando il film! 

L’aspetto che mi ha convinto di più è quello estetico, la fotografia è molto bella e anche qui non mancano le citazioni infatti vi sono molto richiami alla pittura preraffaellita e a quella romantica, il paesaggio proposto è ricco di foreste e ruderi. Insomma la pellicola di David Lowery è sicuramente audace, non è il classico film epico e cavalleresco, non vi sono duelli all’ultimo sangue, anzi le armi si vedono pochissimo, non vi sono passioni travolgenti e mancano tutti quegli elementi che ci aspetteremmo da un film del genere, il ritmo è molto lento, forse troppo, e punta a restituire la visione unica del regista su questo testo medievale. E proprio perché è un film così particolare, che presenta una sua coerenza e reinterpretazione di un testo medievale molto interessante ne consiglio la visione.

 

Giulia Panzanelli

 

Per approfondire:

PIERO BOIOTANI (a cura di), Sir Gawain e il Cavaliere Verde, Milano, Adelphi 1986

 

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Written by : Redazione

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