
Il Canto I del Purgatorio della Commedia segna l’inizio del secondo regno dell’aldilà, il Purgatorio, e si configura come un punto di transizione rispetto all’Inferno. Il viaggio di Dante attraverso i tre regni dell’aldilà continua nel Purgatorio con un tono più speranzoso e redentivo rispetto alla disperazione dell’Inferno. In questo canto, Dante, accompagnato dalla guida Virgilio, giunge finalmente sulla “spiaggia” del secondo regno: cioè, una montagna che simboleggia la purificazione delle anime per l’accesso al Paradiso.
Il Purgatorio non è un luogo di dannazione eterna, ma di purificazione, dove le anime espiano i loro peccati prima di essere ammesse alla visione di Dio. La montagna del Purgatorio si erge come una sorta di “ponte” tra la condizione di colpa dell’Inferno e quella di beatitudine del Paradiso.
Il “Regno di mezzo” è composto di sette cornici, ciascuna dedicata a un peccato specifico, e ogni peccatore subisce una punizione che è, al contempo, un atto di purificazione.
Nel primo canto del Purgatorio, Dante descrive l’arrivo in questo nuovo regno, che si distingue subito per la luce che lo avvolge: la scena si apre con una riflessione di Dante sulla “dolcezza” di questo nuovo luogo, che contrasta con il dolore e la sofferenza del regno infernale. Il paesaggio che si presenta a Dante è segnato dalla luce, simbolo di speranza e di redenzione: approdato sulla riva di un’isola, il Poeta si trova di fronte alla maestosa montagna del Purgatorio, che descrive come un “manto di fiamme” (v. 1), un’illuminazione che evoca la purificazione e la trasfigurazione che avvengono nelle anime. La visione della montagna è metafora della speranza che guida i penitenti verso la salvezza (vv. 25-26):
La pianta nova che di fuor si cinge
di fior, che le sue fronde a Dio compiano.
Questi versi fanno riferimento all’idea di rinnovamento e purificazione che avviene nella montagna, come la pianta che fiorisce e si rinnova, pronta a compiere il proprio destino di gloria. La pianta, che è al contempo simbolo di speranza, rappresenta anche il potenziale delle anime di giungere alla salvezza attraverso la purificazione.
Virgilio, che ha accompagnato Dante nel suo viaggio nell’Inferno, continua a essere la guida del pellegrino; tuttavia, anche in questo nuovo regno, Virgilio, è ancora un’anima condannata, che non può salire al Paradiso, e Dante dovrà affrontare un nuovo passaggio spirituale con l’ausilio di Beatrice. Il poeta latino, tuttavia, è ancora il maestro di Dante, e il suo compito è quello di prepararlo a comprendere e affrontare la purificazione. Il dialogo tra Dante e Virgilio si apre con una riflessione sulla presenza di luce nel Purgatorio (vv. 73-74):
Or convien che tu ti scuota,
per veder la verace ombra e il vero.
Questo passaggio mostra come Virgilio incoraggi Dante a liberarsi delle sue incertezze e delle sue paure, per abbracciare il cammino di redenzione che lo attende.
Nel canto Dante descrive una luce che risplende fin dall’alba: un segno di speranza, che è anche un simbolo della grazia divina che illumina la salvezza delle anime. La luce diventa la chiave di lettura di questo nuovo regno, dove non c’è più il buio eterno e incolmabile dell’Inferno, ma una possibilità di rinnovamento e di salvezza (v. 9):
La luce che il Purgatorio rifulge (…)
Nel primo canto del Purgatorio, Dante fa anche un accenno alla “selva oscura” che lo aveva precedentemente avvolto nell’Inferno: mentre nel regno infernale questa selva era simbolo del peccato e della disperazione, nel Purgatorio la stessa selva diventa il simbolo di un cammino di riscatto, che lo condurrà finalmente alla salvezza (v. 100):
Quivi la luce è più che giù sulla terra.
Questa citazione rimarca come il Purgatorio sia un luogo dove la luce divina inizia a brillare più chiaramente, in sintonia con il processo di purificazione delle anime che vi risiedono. A differenza del buio e della disperazione dell’Inferno, la luce rappresenta la speranza di una vita futura in grazia e Dante, pur essendo ancora lontano dal Paradiso, percepisce la “luce” che simboleggia la possibilità di salvezza, e il dialogo con Virgilio sottolinea come il viaggio verso il Paradiso sia fatto di un processo graduale di purificazione e riscatto: ora la salvezza è percepita come una possibilità concreta.
Martina Michelangeli x Medievaleggiando
Per approfondire:
ALIGHIERI DANTE, La Divina Commedia: a cura di Natalino Sapegno, Cetra, Torino
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