Ho amato De André fin da piccola, mi ricordo che con il mio primo walkman ascoltavo La canzone di Marinella e La città vecchia in continuazione, affascinata dalla musica ma non capendo ancora del tutto il loro testo. Il testo delle sue canzoni l’ho iniziato a comprendere da più grande e ancora non completamente. De André è sempre da scoprire.
Ero già all’università quando ho ascoltato per la prima volta Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers (nota anche semplicemente come Carlo Martello): argomento e musica mi hanno subito riportata al mio amato Medioevo.
Anche se ora è molto conosciuta, quando fu lanciata in un 45 giri (con Il fannullone, unico altro brano scritto insieme a Villaggio) nel 1963 Fabrizio non era famoso. Ancora doveva uscire  La Canzone di Marinella, che lo avrebbe portato al successo, e il disco passò del tutto inosservato. La canzone venne poi riarrangiata nel 1967 per l’album Volume I, in cui Faber interpreta la pulzella con accento bolognese.

Paolo Villaggio e Fabrizio de André con testo e musica raccontano, a modo loro, una delle figure più importanti della storia medievale rendendolo quindi ancora più immortale.
Ma più che del corpo le ferite, da Carlo son sentite le bramosie d’amor”: lo storico Carlo Martello, che sconfisse l’esercito arabo nell’ottobre del 732 a Poitiers, in questa canzone lo vediamo più umano, alle prese con un bisogno naturale di un uomo lontano dalla famiglia, ma soprattutto da una donna. È rappresentato come rozzo ed ignorante, il nostro Carlo, e la musica solenne che accompagna la canzone sembra quasi una parodia del personaggio. Il testo utilizza un linguaggio volutamente aulico ma allo stesso tempo di stampo satirico, il quale tuttavia non vuole sminuire né Carlo Martello né la battaglia di Poitiers considerati, dallo stesso Villaggio, di importanza fondamentale nella storia.
Eppure nel corso degli anni gli storici hanno mosso alcune critiche al testo. Già all’inizio della canzone troviamo un elemento problematico:
 “Re Carlo tornava dalla guerra, lo accoglie la sua terra cingendolo d’allor”. Carlo Martello (ca. 689-741), chiamato Re e alle volte sire, in realtà non era un sovrano. Era maggiordomo di palazzo (un potentissimo funzionario della corte merovingia) dei regni di Austrasia (dal 716), di Burgundia (dal 717) e di Neustria (dal 719), solo cinque anni dopo la battaglia di Poitiers, alla morte del re merovingio Teodorico IV, essendo rimasto il trono vacante, Carlo Martello cominciò effettivamente ad esercitare il potere regale.
Al sol della calda primavera, lampeggia l’armatura del sire vincitor” è un altro punto dolente: in realtà la battaglia di Poitiers avvenne ad ottobre, in pieno autunno.
Troviamo poi “Chi poi impone alla sposa soave, di castità la cintura,ahimè, è grave” dove la cintura di castità è un anacronismo, infatti sembra che le prime siano molto più tarde, sebbene siano sempre state erroneamente attribuite all’epoca medievale.
Alcuni storici hanno poi sostenuto che il “prezzo di favor” che la pulzella chiede a Carlo fosse un po’ eccessivo per l’epoca. In effetti le 5.000 lire, considerando che una lira equivaleva a 240 denari e ogni denaro conteneva un grammo d’argento, dovevano corrispondere all’incirca a 1200 kg d’argento. Un po’ alto come prezzo, ma se ne è accorto anche il nostro Carlo che infatti ribatte “Ben mi ricordo che pria di partire v’eran tariffe inferiori alle tremila lire”.
Ciò nonostante è innegabile il merito dei due autori di aver cantato, in chiave medievalistica, un evento storico e un personaggio magari poco conosciuti a chi non è del campo e averli, a loro modo, fatti conoscere a un ampio pubblico.
E voi, se non lo avete ancora fatto, correte ad ascoltarla e immergetevi nel suo Medioevo!

 

Eleonora Morante

 

Per approfondire:
GUASTELLA GIANNI; PIRILLO PAOLO, (a cura di) Menestrelli e Giullari: il Medioevo di Fabrizio De André e l’immaginario medievale nel Novecento italiano, Edifir, Firenze 2012.
PAOLO ZOBOLI, De André, Carlo Martello e la “pastorella” in “Trasparenze”, 22, settembre 2004 pp. 51-69
(https://www.academia.edu/18791851/De_Andr%C3%A9_Carlo_Martello_e_la_pastorella).
PISTARINI WALTER, Fabrizio De André. Il libro del mondo. La storia dietro le canzoni, Giunti Editore, Firenze 2010.
TERRANOVA ANNA, De André tra medioevo e anarchia. Storia delle sue canzoni eversive, 26/03/2017, articolo su blog (https://www.lettera43.it/de-andre-tra-medioevo-e-anarchia-storia-delle-sue-canzoni-eversive/?refresh_ce).