Quando si parla del mito arturiano, non sono solo i cavalieri ad essere protagonisti delle ballate. Camelot e Avalon, i luoghi più conosciuti legati alle gesta di Re Artù e dei suo compagni, sono diventati essi stessi tema di canzoni e romanzi, così come alcuni degli oggetti legati alle loro storie.
Va sicuramente citato il Graal, legato al ciclo bretone dalla sua introduzione nel XII secolo con il poema Perceval o il racconto del Graal, anche se in epoca recente il collegamento agli occhi del pubblico si è fatto più labile, per cui questo mistico calice si è trovato ad essere associato spesso ai Templari o ad eventuali società segrete.
La Tavola Rotonda, dove i cavalieri si riunivano per raccontare le proprie gesta, simbolo del legame di fratellanza che li legava, non ha subito cambiamenti di significato. Ma è soprattutto un oggetto che sarà sempre legato alla leggenda di Artù e dei suoi cavalieri, tanto che il solo sentirne il nome richiama le loro storie:
Excalibur!

Spesso confusa nella cultura di massa con la spada nella roccia, le due armi sono in realtà elementi ben distinti. La lama che Artù estrasse dalla roccia, o dall’incudine, prova del suo essere il legittimo erede di Uther Pendragon, venne infatti infranta durante uno scontro con re Pellinore. Per sostituirla, Merlino condusse il giovane sovrano dalla Dama del Lago, che gli consegnò due oggetti dotati di grandi poteri. Excalibur, la lama indistruttibile, ed il suo fodero, che proteggeva chi lo portava da qualsiasi ferita. Fu anche grazie a questi che Artù vinse molte delle sue battaglie, fino al furto del fodero da parte di Morgana. Sarà questo evento che permetterà a Mordred, durante la Battaglia di Camlann, di infliggere una ferita mortale al sovrano, prima di essere ucciso lui stesso. In punto di morte Artù affiderà la lama ad uno dei suoi ultimi cavalieri rimasti in vita, il cui nome cambia in base alla versione della storia, per essere riconsegnata alla Dama. Il fodero rubato, invece, sarà perso per sempre.
La fama di Excalibur, come precedentemente detto, è legata a doppio filo a quella del ciclo arturiano, di cui è diventata nel corso dei secoli quasi il simbolo. È presente in tutte le versioni della storia, persino nelle trasposizioni cinematografiche in cui un giovane ragazzino di nome Arthur, spesso discendente del sovrano, trova una spada magica in grado di fargli affrontare le avversità. Anche se l’arma non dovesse essere nominata, noi sappiamo che si tratta di Excalibur, perché è lei LA spada del re.
Ma la sua presenza non si limita alle storie di Artù, siano esse nel passato o nel futuro. La fama della spada ha fatto sì che venisse usata, direttamente o indirettamente, in molte opere fumettistiche.
Nel manga Saint Seiya, da noi arrivato con il titolo I Cavalieri dello Zodiaco, un gruppo di ragazzi combattono nel nome della dea Atena, reincarnata in una giovane donna. Questi ragazzi, una sorta di guerrieri sacri, indossano della armature con le fattezze delle costellazioni, e tra di esse quelle che rappresentano i dodici segni della zodiaco sono le più potenti. Uno di essi è Shura, cavaliere del Capricorno, a cui la stessa dea Atena ha donato la spada Excalibur, “reincarnata” nelle sue braccia, con cui è in grado di tagliare la terra stessa. Questo potere alla sua morte andrà in eredita ad un altro guerriero, Shiryu della costellazione del Dragone.
Il nome di Excalibur viene usato anche nei fumetti della Marvel, casa editrice americana. È infatti il nome di un gruppo di supereroi britannici, sponsorizzato dal governo e dai servizi segreti, formato da ex membri degli X-Men e guidati dall’attuale Capitan Bretagna, un uomo di nome Brian Braddock a cui Merlino e sua figlia hanno donato dei super poteri. La stessa Excalibur è comparsa nel 2008, in possesso di una ragazza di nome Faiza Hussain, che grazie ai poteri dell’arma è diventata una supereroina.
Possiamo quasi dire che la spada di Re Artù ha assunto una vita propria, andando a scegliere nuovi proprietari, guidata dalle mani di autori e sceneggiatori, in attesa che il suo legittimo proprietario si svegli dal suo sonno sull’isola di Avalon…
Dario Medaglia

 

 

 

Per approfondire:
MACKILLOP JAMES, Dictionary of Celtic Mythology, Oxford University Press, Oxford 1998
https://www.marvel.com/teams-and-groups/excalibur – Approfondimento sul sito inglese della Marvel, con le varie formazioni del gruppo di supereroi nel corso degli anni