Una delle prime immagini che anche solo un accenno alla letteratura fantasy evoca è quella di un guerriero in scintillante armatura pronto a sguainare la spada (assieme a quella del drago, ma su questo scottante argomento ritorneremo poi) e lanciarsi eroicamente in battaglia. Ma su tanto fulgido splendore incombe l’ombra di uno dei grandi mali dell’umanità: la guerra.
Tale elemento è più che ricorrente in questo genere, in molte forme: cambia la centralità degli scontri rispetto alla trama, i valori ad esso connessi, la quantità (e la qualità) di dettagli forniti in merito, la luce sotto la quale viene rappresentato.
Quando non è coinvolta la figura del pirata, la maggior parte degli scontri si svolge a terra, e facilmente si trova la magia a fianco delle armi bianche e da lancio sul campo di battaglia, assimilata all’artiglieria degli armamenti reali.
In merito è molto interessante soffermarsi sul libro The Heroes del britannico Joe Abercrombie, che offre prospettive particolari e spesso verosimili. Si tratta di un volume autoconclusivo (anche se la storia si svolge in un mondo in cui l’autore ambienta vari romanzi) di uno degli autori di spicco del panorama fantasy contemporaneo: vanta più di 700 pagine e una settantina di personaggi in scena per descrivere una battaglia di tre giorni. Le famose parole di Churchill “sangue, fatica, lacrime e sudore” sono troppo gentili ed eroiche per descrivere la situazione presentata (a dispetto del titolo o, se si preferisce, in perfetto satirico accordo): non che questi quattro elementi manchino, ma bisogna aggiungere fango, bugie, terrore, stupidità e il capriccio della fortuna.

Spesso gli aspetti più pratici e logistici della guerra passano in secondo piano nelle trame di tanti romanzi e racconti fantasy, sebbene si possano trovare già nell’opera Un americano alla corte di re Artù di Mark Twain del 1889. Ma quella che Abercrombie fa è un’osservazione minuziosa delle macchine belliche che sono i due eserciti in conflitto, ciascuno contraddistinto da un aspetto del Medioevo reimmaginato: quello barbarico e quello imperiale. Non si tratta di una mera contrapposizione tra luce e ombra oppure ordine e caos, anzi: il profilo tracciato è quello di un’umanità universalmente disperata, che di umano può avere ben poco.
I soldati sono spesso estranei a qualsivoglia codice d’onore e vengono ritratti a volte come poco più che ladri, individui che maltrattano sia civili sia i loro sottoposti quando si trovano in una minima situazione di vantaggio (come il Caporale Tunny mostra fin troppo bene). In maniera alquanto significativa lo studio sulla guerra medievale di Aldo A. Settia si apre con un paragrafo intitolato proprio Il soldato, un gioioso predone.
Il soldato può diventare predone, ma è innanzitutto un uomo, pieno di ogni sorta di paura e che si tenta di gestire con le briglie della disciplina. Nel sanguinoso affare della guerra, può trovare sì l’elevazione, ma soprattutto la distruzione, sociale, fisica e anche psicologica. Persino i gesti più eroici possono non esserlo affatto, anche quando sono visti dagli occhi di chi li compie, come il Colonnello Bremer dan Gorst, guidato da un tormento interiore che nessuna vittoria può sanare.
Se la guerra è spesso vista come un percorso di crescita, una maestra di vita, in The Heroes è un’educatrice talmente severa e arcigna da incutere terrore anche nei veterani che hanno speso l’intera vita tentando di apprendere le sue lezioni, tanto da non poter immaginare una vita diversa come mostra Curden lo Strozzato, che tenta inutilmente di appendere la spada al chiodo.
Spada arma in realtà non così diffusa sui campi di battaglia come l’immaginario fantasy vorrebbe, e Abercrombie lo sa.
Valérie Morisi
Per approfondire:
ABERCROMBIE JOE, The Heroes, Gargoyle, Roma 2012.
KAVENEY ROZ, Military Fantasy, in The Encyclopedia of Fantasy, edited by John Clute and John Grant, Orbit Books, London 1997, pp. 645-646.
RIALTI EDOARDO, Minas Tirith Confidential: J.R.R. Tolkien, G.R.R. Martin e Joe Abercrombie, in I Quaderni di Arda. Tolkien e la letteratura della Quarta Era a cura di Roberto Arduini e Wu Ming 4, Eterea Edizioni, Roma 2020, pp. 273-314.
SETTIA ALDO A., Rapine, assedi, battaglie. La guerra nel Medioevo, Editori Laterza, Bari 2009.
STABLEFORD BRIAN, Military Fantasy, in The A to Z of Fantasy Literature, The Scarecrow Press, Lanham 2009 p. 279.