Per tutti gli appassionati di videogiochi, siamo qui oggi per parlare di For Honor.

Gioco improntato prettamente su sessioni multiplayer, prodotto dalla Ubisoft per Windows, Playstation 4 e Xbox One. Uscito nel 2017 e, a cui, nel 2018 è stata aggiunta un’espansione: For Honor: Marching Fire

Chi sono i protagonisti? Protagoniste sono 3 fazioni: cavalieri, vichinghi e samurai (accostamento “interessante”).

In che epoca ci troviamo più o meno? Intorno al 1000/1100 D.C  quando il mondo viene completamente stravolto in seguito al “Cataclisma” il più grande evento catastrofico nella storia degli uomini, che comprese tornadi, eruzioni, terremoti e tsunami. 

Ma andiamo al sodo, di cosa parla? Qual è la trama?

Questa serie di eventi plasmarono un nuovo mondo ed una nuova storia, e così con un paesaggio riorganizzato, la terra di vichinghi, samurai e cavalieri si fuse assieme. Ma i più grandi imperi di sempre si trovarono costretti ad emigrare per permettere la sopravvivenza del proprio popolo. Così l’impero dei cavalieri iniziò a insediarsi nelle terre collinari di un territorio che rivendicarono come Ashfield. Il popolo vichingo, invece, a causa della devastazione, causata soprattutto dalle polveri dei vulcani, venne spinto ad emigrare verso nord.

Una volta che i cavalieri ricostruirono e recuperarono un po’ dell’ antica potenza si spinsero verso le terre abbandonate dai vichinghi, per espandersi e prosperare. Tuttavia il popolo vichingo, dopo aver recuperato un po’ dell’antico potere, tornò per recuperare le loro vecchie terre… e questo portò alla prima era di guerre delle due fazioni.

Nel frattempo il Cataclisma non fu gentile neanche con il popolo dei samurai. Le loro terre furono infatti inghiottite dagli tsunami, e per disperazione, la maggior parte della loro civiltà, cercò via mare un nuovo territorio per salvare la propria patria. Dopo anni di ricerche approdarono su un terreno paludoso, nei pressi delle terre dei vichinghi e cavalieri.

Rendendosi conto che le fazioni limitrofe volevano reclamare più terreno, anche i samurai entrarono in guerra a difesa del loro territorio. Così nacque il millennio di conflitti che non portò nessun vincitore.

Ma quando misteriosamente cessarono gli assalti; parte del popolo vichingo e dei cavalieri riuscirono a respingere i samurai dalle loro terre. Tuttavia i cavalieri non inseguirono i loro nemici per il colpo di grazia, ma decisero di difendere i propri territori, e quando anche i vichinghi e i cavalieri cessarono gli assalti, i samurai anche rimasero nelle proprie terre. Ci fu una prima pace non scritta, ma soprattutto non duratura.

A questo punto inizia effettivamente il gioco con l’entrata di Apollyon, signora della guerra, al comando della legione dell’Ossidiana. Lei, vedendo nella pace una debolezza per i guerrieri, tentò di rinnovare la grande guerra iniziando a raccogliere comandanti della fazione più grande dei cavalieri, ossia la legione di ferro, ormai indebolita e decadente dalle guerre interne. Ed ecco che cominciano, nuovamente, le guerre all’interno delle diverse fazioni. Una lotta alla sopravvivenza, in cui il giocatore può scegliere a quale fazione appartenere e cercare di conquistarsi la vittoria. 

Il giocatore oltre che scegliere la fazione con cui giocare può anche scegliere la classe. Ogni fazione, infatti, si divide a sua volta in 4:

  • L’Avanguardia, i guerrieri più completi;
  • Gli Assassini, veloci e letali;
  • I Tank, i più resistenti;
  • Gli Ibridi, che combinano le caratteristiche delle altre classi.

 

Ma perché si parla di medievalismo?

In questo videogioco troviamo esattamente tutti gli stereotipi sul Medioevo. Innanzitutto il primo stereotipo rispettato è l’estrema violenza, infatti For Honor è un gioco principalmente di guerra, di combattimento crudo, in cui la violenza fa da sovrana. Legato a questo aspetto, c’è anche l’uso delle armi bianche usate nel Medioevo, come ad esempio le spade e le armi in asta. Un dettaglio curioso sui duelli, è che la maggior parte, nel gioco, sono 1 vs 1. Però c’è da sottolineare la non veridicità storica di questo aspetto, perché solitamente durante il Medioevo si parla di combattimenti. Un’eccezione, confermata da fonti, è stato un duello tra un cavaliere francese ed uno inglese durante la guerra di Poitiers (1356) che avrebbe interrotto la battaglia principale. Vengono rispettate anche le ambientazioni tipicamente medievali, con la presenza di castelli, fortezze e chiese gotiche. Anche i personaggi, a prescindere dalla fazione, indossano armature riconducibili dal grande pubblico a quelle medievali (ricordano molto i templari). Sempre per quel che riguarda i personaggi c’è da fare una precisazione: i vichinghi non erano un popolo, ma un gruppo di uomini scandinavi (e neanche tutti) legati da giuramenti di fratellanza e dediti a scorrerie armate per mare. Anche quando si parla del Cataclisma dell’anno 1000 c’è un riferimento alla concezione che quell’anno avrebbe segnato la fine del mondo e che, di fatto, ha dato il via ad una nuova era. Se vogliamo, anche la gerarchia bellica adottata nel gioco ricorda lo schema piramidale della società del Medioevo. 

Sebbene questo gioco sia dalla immaginaria e tipica ambientazione medievaleggiante ha attirato e continua ad attirare tantissimi utenti. Chi l’ha detto, quindi, che il Medioevo “rivisitato” non può attrarre ancora anche nel 2024?

 

Elena Sola Orlando

 

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Written by : Redazione

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