I mille anni del Medioevo sono solcati da popoli che ne hanno fatto la storia, da quelli germanici che pian piano sono entrati nell’Impero Romano ( non lo invasero) a quelli che misero in scacco l’Europa come i Mongoli o gli Ottomani. Ma se c’è una popolazione che ha contribuito a plasmare il Medioevo nei suoi secoli centrali, questi sono i Normanni!

“I Normanni” di Hubert Houben, già pubblicato in Italia nel 2013 sempre dalla casa editrice Il Mulino, ci porta a scoprire questo affascinante popolo fin dalle sue origini. Essendo questo testo un’introduzione all’argomento, non possiamo pensarlo del tutto esaustivo ma sicuramente offre un’ottima base di partenza per chi poi vorrà esplorare ulteriormente l’argomento.

La parte introduttiva è quella fondamentale per chi è alle prime armi perché va proprio a fornire un quadro chiaro della terminologia da usare: Normanni e vichinghi non sono la stessa cosa. Successivamente valichiamo le porte della storia e conosciamo il conte Rollone, ad alcuni suonerà noto come nome infatti questo personaggio storico ha fornito lo spunto per il personaggio di Rollo nella serie “Vikings”. Una volta stabilitisi nell’odierna Normandia (chissà come mai si chiama così questa regione francese) questo popolo inizia a costruire la propria identità cambiando la propria lingua, cultura e avvicinandosi al cattolicesimo. Infatti, è grazie all’abate Guglielmo da Volpiano che il cristianesimo penetra a fondo nella regione grazie alla riforma e fondazione di monasteri. 

Ovviamente, in un volume dedicato ai Normanni non può mancare una sezione dedicata alla loro impresa più famosa: la conquista dell’Inghilterra nel 1066. Houben fa un’ampia premessa presentandoci la situazione inglese alla morte del re Edoardo il Confessore, una situazione intricata che si risolverà a favore di Guglielmo detto il Conquistatore dopo la famosa battaglia di Hastings (narrata in maniera gloriosa nel famoso arazzo di Bayeux). Per i Normanni non fu facile il consolidamento del nuovo regno e la fusione con i Sassoni fu un processo lento (come viene anche mirabilmente descritto da Walter Scott nel suo “Ivanhoe”) ma alla fine l’Inghilterra fu abitata da un unico popolo e governata da una dinastia che non era più originaria della Normandia ma della regione francese dell’Angiò, i Plantageneti, alla quale appartenevano i famosi: Riccardo I Cuor di Leone e Giovanni Senzaterra.

Altra grande impresa del popolo dei Normanni è la conquista del Sud Italia. Inizialmente, i Normanni approdano nel Mediterraneo come mercanti, mercenari, pellegrini sulla via per Gerusalemme, pian piano però si stabilirono in luoghi strategici fino a quando Guglielmo d’Altavilla non li radunò per iniziare a conquistare quei territori che li avevano accolti. Quei luoghi vivevano in una situazione ancora più complessa rispetto a quella dell’Inghilterra: dominati da musulmani, bizantini, stretti tra le pretese del Sacro Romano Impero e il papato furono “unificati” con la massiccia conquista normanna. Il libro racconta bene, seppur in breve, le tappe di questa conquista, il rapporto altalenante col papato e con l’Impero bizantino, la conquista della Sicilia araba, il coinvolgimento nelle crociate e le relazioni col mondo d’Oriente oltre che col resto d’Europa.

Concludendo, il libro fornisce una breve cronologia con le date più importanti e una serie di mappe che aiutano il lettore a orientarsi negli spostamenti geografici normanni. Insomma, Houben fornisce a tutti coloro che si approcciano per la prima volta a questo argomento una guida e un punto di partenza.

 

Giulia Panzanelli

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