Il trovatore torna ad essere protagonista del nostro palcoscenico: dopo una prima introduzione e un focus sulle figure medievaleggianti di La pulce d’acqua, è arrivato il momento, in questa settimana francescana, di approfondire l’album che Angelo Branduardi ha dedicato per intero a San Francesco: L’infinitamente piccolo del 2000, pubblicato con l’etichetta W.Edizioni s.r.l..
Composto di 11 tracce, l’album tratta alcuni degli episodi più evocativi della vita del santo d’Assisi e attinge a piene mani alle Fonti Francescane. Ad aprire il viaggio musicale non può che essere Il cantico delle creature, una rielaborazione del testo in volgare umbro scritto dallo stesso Francesco che va sotto il titolo di Cantico di Frate Sole (Laudes Creaturarum), datato 1224.
Dalla regione che diede i natali a Francesco ci mettiamo subito in cammino per Babilonia, dove la voce di Franco Battiato si accompagna a quella di Branduardi per cantare Il sultano di Babilonia e la prostituta, dedicata all’opera di conversione del santo. L’ispirazione per questo componimento viene dal capitolo XXIV dei Fioretti di San Francesco, diffusi in volgare verso la fine del ‘300 da autore ignoto, il quale li trasse dagli Actus beati Francisci et sociorum eius (1327/1340), attribuiti in genere a Ugolino da Montegiorgio. Da questi Fioretti viene anche il tema della canzone successiva, dove si torna in Umbria con Il lupo di Gubbio (preso dal capitolo XXI), episodio in cui il santo riconduce la feroce creatura che terrorizza gli eugubini all’obbedienza con la promessa di venire rifocillato dalla gente della cittadina qualora mutasse il suo comportamento (lupo da alcuni ritenuto una metafora per un terribile bandito).
Dopo Francesco pacere, Branduardi affronta il suo rapporto con le donne con Audite Poverelle, preghiera del santo che incoraggia le sorelle che hanno scelto la via del monachesimo (qui abbiamo parlato di Santa Chiara d’Assisi in maniera più approfondita).
Il testo della quinta canzone porta la firma del più grande tra i poeti italiani: il brano è infatti una versione musicata del Canto XI del Paradiso di Dante, che descrive per bocca di San Tommaso D’Aquino la conversione del poverello d’Assisi, in maniera sublime. Il trattato dei miracoli che segue viene dal Tractatus de miraculis (125054) di Tommaso da Celano (1190 ca – 1260 ca), primo biografo di San Francesco. La voce ultraterrena di Teresa Salgueiro, cantante del gruppo portoghese Madredeus, descrive la scena assieme ad Angelo in Nelle paludi di Venezia Francesco si fermò per pregare a tutto tacque, tratta dalla Legenda Maior, la biografia del poverello d’Assisi ad opera di San Bonaventura da Bagnoregio (1217/1221 ca – 1274).
La regola, creata dai testi Regola non bollata e la Regola bollata scritte da Francesco, annuncia i dettami che guidano la vita dei francescani, con un ritmo frenetico che evoca il fervore religioso, la chiamata della potenza divina. La predica della perfetta letizia, tematicamente connessa nel descrivere le rinunce ai beni terreni in favore dell’elevazione spirituale (tratto più noto della figura francescana), viene sua volta dai sopracitati Fioretti di San Francesco, capitolo VIII.
Il rapporto col male, con le donne, con la povertà e infine con la morte nella penultima canzone dell’album, La morte di Francesco, che di nuovo si ispira a Tommaso da Celano. Branduardi descrive una scena priva di dolore o timore, un’ascensione luminosa a cui la natura tutta fa eco.
A chiudere il disco è il Salmo, diretto dal compianto maestro Ennio Morricone, dove l’umanità di Francesco nel confronto col dolore si ammanta di dolcezza, invocando l’Altissimo nei momenti di massimo bisogno. Ad essere spunto per questa canzone sono le Laudi e le Preghiere di San Francesco stesso.
Il risultato finale è un album che rivela l’uomo dietro al santo, che espone un ventaglio di emozioni e dipinge una figura luminosa, dalle tante sfumature, ben diversa dall’immagine che istintivamente, spesso, accompagna la parola “santo” per chi non fa delle loro vite oggetto di studio, sebbene Francesco sia anche per i profani un’eccezione, simbolo di una religiosità più vicina al volgo.
La tematica religiosa non rende il percorso musicale appetibile solo per chi già possiede una fede salda: la bellezza della musica e la poesia dei testi catturano l’attenzione e affascinano anche chi di norma non dedica particolare attenzione a questa tematica e anzi, forse lo avvicinano ad essa come molti altri non hanno saputo fare.
Valérie Morisi
Per approfondire:
Enciclopedia Treccani, Tommaso da Celano (https://www.treccani.it/enciclopedia/tommaso-da-celano/).
Frati Minori Umbria, I fioretti di San Francesco (https://www.assisiofm.it/i-fioretti-di-san-francesco-3592-1.html).
MANSELLI RAOUL, Bonaventura da Bagnoregio, santo in Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 11 (1969), ad vocem (https://www.treccani.it/enciclopedia/bonaventura-da-bagnoregio-santo_%28Dizionario-Biografico%29/).