Sbabbari, uomini di inaudita viulenza di inaudita ferocia, figli del Dio Odino”.
Molti di voi avranno sicuramente ascoltato questo monolgo di Diego Abadantuono che interpreta Attila nel film Attila flagello di Dio, uscito nelle sale cinematografiche italiane nel 1982. Senza entrare nel merito dell’immaginario collettivo legato alle popolazioni barbariche che il film ha contribuito a plasmare, la domanda sorge spontanea: chi erano veramente gli Unni e da dove provenivano?
Sugli Unni considero significativo quanto sosteneva Ambrogio vescovo di Milano alla fine del IV secolo, commetando gli sconvolgimenti che interessavano il limes danubiano: “Gli Unni si sono gettati sugli Alani, gli Alani sui Goti; i Goti sui Taifali e i Sarmati. Espulsi dalla loro patria, i Goti hanno a loro volta espulso noi dall’Illirico, e non è ancora finita […] Siamo alla fine del mondo”.

Cosa stava accandendo? È chiaro ciò che si evince dalle parole del primate milanese: gli Unni hanno iniziato un effetto domino, i cui contraccolpi si sono fatti sentire entro i confini dell’Impero.
Per capire quanto stava accadendo nell’estremo est europeo, è necessario fare alcune premesse: fra il 374 ed il 375 d.C. una nuova popolazione comparve sul proscenio della storia europea, gli Unni. Si trattava di una popolazione che, abbandonate le steppe euroasiatiche, migrò, in maniera irruenta e violenta, verso l’Europa centrale. La loro pressione sulle regioni del Mar Nero generò a sua volta un’ondata migratoria di due gruppi goti verso il limes romano: i Tervingi ed i Greutungi.
Il primo di questi due gruppi nel 376 varcò i confini dell’Impero romano attraversando il Danubio: la situazione si deteriorò nei mesi seguenti e culminò nella battaglia di Adrianopoli, combattuta fra Goti e Romani l’8 agosto del 378, durante la quale perse la vita l’imperatore Valente in persona. L’impero romano d’Oriente visse mesi di caos prima dell’acclamazione di Teodosio, avvenuta nel 379 d.C.
Purtoppo non ci è dato sapere la causa della migrazione degli Unni stessi. La storiografia ha passato al vaglio due ipotesi: la migrazione può essere stata causata da un sovrappopolamento dell’area di stanziamento unna oppure da ragioni prettamente politiche. Ultimamente alcuni storici hanno supposto una terza ipotesi, che ha iniziato ad acquisire un certo valore, ovvero che la ragione della migrazione unna potesse essere di natura climatica.
Dopo aver delineato, seppur solo generalmente, la comparsa di questo nuovo gruppo nomadico, in seguito all’ultima delle ipotesi formulate sorge una seconda domanda: quale era l’evoluzione della storia climatica negli ultimi secoli dell’Impero Romano?
Possiamo innanzi tutto dire che la storia climatica che intercorre tra il periodo romano e quello altomedievale, è periodizzabile in tre fasi: l’optimum climatico romano – 200 a.C. 150-d.C – la transizione tardo-romana 150-450 e la piccola era glaciale tardoantica 450-750, che ingloba il sottoperiodo chiamato pessimum altomedievale. A noi interessa principalmente la terza ed ultima fase, 450 d.C. – 750 d.C.
Non tutti gli studiosi sono concordi circa la sua periodizzazione. Secondo Helmut Jager gli inverni iniziarono a farsi più freddi già dal 250 d.C.: il clima divenne più umido e tale rimase sino al 750 d.C. ca. Diversamente sostiene Cristian Schonwiese, che colloca il pessimum altomedievale tra il 450 d.C. ed il 750 d.C. Si suppone essere dato certo l’irrigidimento graduale del clima in questo secondo periodo, durante il quale la temperatura globale è scesa di circa 1-1,5°C, con una conseguente ripercussione sulle attività agricole di tutta Europa.
Questo piccola introduzione ci permetterà di affrontare meglio il quadro generale della migrazione unna: il clima influì nel loro atipico spostamento? Per accertarlo o meno, dobbiamo rivolgere tutta la nostra attenzione alle fonti scritte, sia di parte cinese, che di parte romana, ed è quello che faremo, pertanto non perdetevi la prossima puntata!
Andrea Feliziani 
Per approfondire: 
BEHRINGER WOLFGANG, Storia culturale del clima. Dall’Era glaciale al Riscaldamento globale, Bollati Boringhieri, Bologna 2013.
HARPER KYLE, Il destino di Roma. Clima, epidemie e la fine di un impero, Einaudi, Torino 2019.
HEATHER PETER, L’Impero e I Barbari. Le grandi migrazioni e la nascita dell’Europa, Garzanti, Milano 2010.
HEATHER PETER, La caduta dell’impero romano. Una nuova storia, Garzanti, Milano 2008.