
Il Medioevo è un periodo storico complesso, ricco di sfaccettature, tanto che gli storici tendono a parlare/scrivere di “Medioevi”. Nel continente europeo esistono molteplici Medioevi, uniti ma anche disgiunti, che hanno seguito percorsi diversi seppur dialogando tra loro.
E il libro che ho letto per voi scrive di uno di questi Medioevi: quello nordico, quello della Scandinavia. Il Medioevo nordico, tra vichinghi, shieldmaiden e funerali spettacolari è stato molto maltrattato e frainteso dai vari tipi di media che ci hanno giocato, nonostante numerose pubblicazioni storiografiche abbiano cercato di restituire una corretta visione di questo periodo. Fraintendimenti e ignoranza sono ancora molto presenti e ci si potrebbe chiedere perché la divulgazione non attecchisce; ma rimandiamo il quesito a un’altra sede.
Francesco D’Angelo, ricercatore in Storia medievale alla Sapienza-Università di Roma del quale abbiamo già recensito “Il primo re crociato. La spedizione di Sigurd in Terrasanta”, è uno dei pochi storici a occuparsi di Medioevo nordico in Italia. Le ragioni di questa mancanza di spazio per il Medioevo del Nord Europa nella storiografia italiana ce le racconta ampiamente l’autore nell’introduzione al volume.
Cosa potete apprendere leggendo “Medioevo nordico. La Scandinavia dall’età delle migrazioni alla Riforma protestante” (Carocci 2025)?
Innanzitutto, il volume non ha la pretesa di fornire la storia dettagliata di queste regioni nel Medioevo (per questo spero che D’Angelo abbia in programma una serie di libri più specifici) ma un quadro generale e accurato storicamente, una valida guida per comprendere questa parte di storia troppo spesso alterata. Ad avvalorare il ruolo di bussola di questo saggio vi è l’arco temporale esaminato, dal V al XVI secolo, più di mille anni di storia nordica che s’intrecciano con il resto del mondo.
Individuare degli aspetti più interessanti di altri presenti nel volume non è possibile, d’altra parte il paragrafo che mi ha più colpita è stato quello dedicato al popolo Sami che, nella mia profonda ignoranza, credevo avesse la “stessa storia” del resto del mondo scandinavo. E invece non è così, perché le fonti scritte che parlano di questo popolo sono scarse, quindi bisogna affidarsi alle rare prove archeologiche rinvenute. Difficile ricostruire la loro storia medievale, ma tutto sommato non impossibile. I Sami si distinguono dagli scandinavi per etnia, lingua, religione, costumi ma vi fu sempre contatto tra i due gruppi anche se spesso poco pacifico!
In questo saggio non manca una trattazione approfondita dei noti vichinghi (che danno anche il nome a una delle fasi del Medioevo nordico) la spiegazione della loro origine e l’uso corretto di questo termine.
Anche la condizione della donna ha un suo paragrafo che va a sfatare quelle che sono le credenze su queste donne del Nord oggetto troppe volte di falsificazioni e mistificazioni.
In generale, prima di leggere questo libro preparatevi a vedere demolite molte delle nostre “credenze” sulla Scandinavia medievale!
Concludendo, non posso che consigliarvi la lettura di “Medioevo nordico. La Scandinavia dall’età delle migrazioni alla Riforma protestante” di Francesco D’Angelo, un testo chiaro e alla portata di tutti soprattutto per chi è interessato all’argomento ma non sa da dove partire. Ma vorrei anche consigliarlo a chi ha già una solida cultura medievale in ambiti più “classici” e vuole ampliare i propri orizzonti!
Giulia Panzanelli
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