Il termine vandalismo è ben assodato nella nostra cultura linguistica e lo usiamo per indicare “la Tendenza a rovinare, distruggere, guastare senza necessità e senza ragione, per gusto perverso o per sciocca e malintesa ostentazione di forza, o anche per incapacità a comprendere la bellezza e l’utilità delle cose che si distruggono”, citando il Dizionario Treccani. Il sostantivo deriva dalla popolazione barbarica che, nel corso del V secolo, occupò e fondò un regno nel Nord Africa del V secolo d. C.. Ma come è nato questo termine?

Coniato da Henri Grégoire vescovo di Blois, venne da lui utilizzato per la prima volta nel 1774 per descrivere l’odio di alcuni rivoluzionari, scagliato contro gli archivi e le stesse opere d’arte, realizzate nel corso del Medioevo. Henri Grégoire infatti, redasse i “Rapporti sulla distruzione realizzata dal vandalismo” per quantificare gli incalcolabili danni storici ed artistici perpetrati ai danni del patrimonio culturale francese, rivoluzionari che lui stesso paragonò, appunto, alla popolazione dei Vandali.

Ad esempio Notre-Dame, che durante il periodo rivoluzionario era abbandonata a se stessa, tanto che, nei decenni successivi, all’interno di alcuni circoli culturali si paventò addirittura l’idea di abbatterla, cosa che poi non accadde. La cattedrale si salvò e venne addirittura restaurata e i lavori vennero affidati, guarda caso, a Eugène Viollet-Le-Duc, architetto autodidatta il quale ridiede lustro a numerosi monumenti, medievalizzandoli, cioè dandogli un tocco medievale ma immaginato, questo perché Le-Duc credeva che: “Restaurare un edificio non è affatto mantenerlo, ripararlo o rifarlo, è il ristabilirlo in uno stato completo che può non essere mai esistito in nessun momento”.

Questo moto di fanatismo ideologico misto a una – per la nostra cultura di riferimento, anche se stiamo vivendo una fase di cosiddetta “cancel culture, argomento peraltro trattato in due interviste, svolte al Prof. Antonio Musarra e al Prof. Tommaso di Carpegna Falconieri– riprovevole speculazione edilizia, iniziò a scemare negli anni trenta del XIX secolo, quando personalità romantiche del calibro di Victor Hugo, che da poco aveva pubblicato il suo celebre romanzo Notre-Dame de Paris, iniziarono a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla perdita che tutta la nazione francese stava andando incontro, abbattendo queste opere.

Sorte peggiore toccò alla celeberrima abbazia di Cluny. Dopo essere diventata bene nazionale la struttura fu venduta nel 1798 e poi smantellata. I materiali da costruzione furono utilizzati per ricavare della calce. L’operazione richiese tempo e si fermò solamente nel 1823, quando rimasero in piedi solo una parte del transetto ed un campanile. Gli esempi di questo processo quindi, sono numerosi.

E’ arrivato il momento di sapere per quale motivo Grégorie di Blois attinse dalla popolazione dei vandali per indicare quanto detto finora. Per trovare una risposta dobbiamo fare un piccolo passo indietro. Ci troviamo nel V secolo e l’Impero romano sta, inesorabilmente, svanendo dal proscenio. Le popolazioni “barbariche” erano riuscite a convivere con le istituzioni ecclesiastiche. I Vandali no, erano ariani e non volevano convertirsi. Si procurarono così una pessima nomea per il sacco di Roma del 455, che durò ben tre settimane.

Inoltre in Africa, regione romana nella quale si stanziarono, scalzarono l’istituzione ecclesiastica cattolica locale, decimandone i quadri dirigenti e agendo secondo una logica precisa: la creazione di una propria identità religiosa. Incredibile ma vero, si può anche fare la storia di un sostantivo, nato nel XVIII secolo, ma che affonda le radici in un passato lontano, quello della cultura religiosa vandala del V secolo.

Andrea Feliziani

Per approfondire:

CANTARELLA MARIA GLAUCO, I monaci di Cluny, Einaudi, 2005.

FIORAVANTI FEDERICO, Eugène Viollet-le-Duc, l’uomo che reinventò il Medioevo, in Festival del Medioevo, 2017 (http://www.festivaldelmedioevo.it/portal/eugene-viollet-le-duc-luomo-che-reinvento-il-medioevo/)

HENRI GREGOIRE, in Enciclopedia Britannica on-line, (https://www.britannica.com/biography/Henri-Gregoire)

ROBERTO UMBERTO, Roma capta. Il sacco della città dai Galli ai Lanzichenecchi, Laterza Editore, Bari 2019.

VANDALISMO, in Dizionario Treccani on-line, ad vocem (https://www.treccani.it/vocabolario/vandalismo/#:~:text=%5Btendenza%20a%20rovinare%2C%20distruggere%20senza,vandalismo%5D%20%E2%89%88%20barbarie%2C%20teppismo.)

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Written by : Redazione

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