
Se ci sono degli aspetti universalmente noti del Medioevo questi sono: l’amor cortese e il feudalesimo. Spesso collegati tra di loro, questi due fenomeni medievali non smettono di affascinare addetti ai lavori e non, anzi storici, filologi continuano a interrogarsi, a elaborare teorie spesso antitetiche che collegano o meno amor cortese e feudalesimo.
L’amor cortese è una forma di amore assoluto, capace di innalzare l’anima degli amanti. Il cavaliere si comporta come un vassallo ponendosi in una condizione di totale sottomissione nei confronti della propria dama. Egli è pronto a fare qualsiasi cosa per lei ricevendo in cambio soltanto uno sguardo o un saluto. Tra il cavaliere e la propria amante si instaura un rapporto di tipo platonico, basato sulla spiritualità e su di sistema di comportamento e di regole da seguire nel corteggiamento della dama.
Insomma, tra l’amante e la donna amata s’instaura un vincolo “feudale”: come il vassallo serve il suo signore, così il poeta rende il servizio d’amore alla sua donna.
La bibliografia dedicata a questi temi è sconfinata, centinaia di titoli in varie lingue che analizzano amor cortese, feudalesimo e le loro analogie, e il libro che ho letto per voi e recensisco tratta proprio questi argomenti.
Metafora feudale. Per una storia dei trovatori di Mario Mancini (Luni Editrice 2024) è una raccolta di saggi dell’autore presentati in una nuova pubblicazione. Il volume ripercorre gli aspetti essenziali dell’esperienza trobadorica, dai suoi rituali ai ritratti di alcuni poeti: Marcabru, Bernart de Ventadorn, ecc.
Il libro ci permette di avere una visione completa del fenomeno trobadorico, anche perché l’autore è un esperto del tema. Mario Mancini, già professore di Filologia romanza dell’università Alma Mater Studiorum di Bologna, ha dedicato molta della sua vita di studioso nell’esaminare il mondo dei trovatori attraverso i loro testi anche prestando attenzione alla ricezione di questi negli autori più vicini a noi cronologicamente.
I saggi che compongono Metafora feudale. Per una storia dei trovatori non sono molti, otto in totale, ma tutti come già detto vanno a esplorare aspetti di questo mondo. Di doverosa lettura è il saggio “«Tan volh sa senhoria». Sulla metafora feudale” che va a dimostrare come la comparazione tra vassallaggio d’amore e feudale non sia solo un esercizio di stile senza appigli certi ma un modo di leggere il mondo medievale, soprattutto occitano, collegando letteratura e società.
Metafora feudale. Per una storia dei trovatori non è un testo di facile lettura se non si ha non solo una buona conoscenza della letteratura trobadorica ma anche del francese e del tedesco viste le numerose citazioni in lingua di studiosi proposte dall’autore all’interno dei saggi. Sicuramente non è una lettura adatta a tutti ma consigliata a chi è esperto del tema.
Concludendo attraverso la lettura di questo libro si scopre come l’ideologia dell’amor cortese usa e rielabora il sistema vassallatico feudale trasportandolo nel mondo dei rapporti tra amanti.
Giulia Panzanelli
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