Tutti noi quando pensiamo al papa automaticamente lo intendiamo come capo della cristianità, della cattolicità, ma, come ci è stato raccontato più volte, nel Medioevo e non solo, diversi pontefici cercarono di guidare il potere temporale. Alcuni successori di Pietro più di altri decisero di affermare il proprio potere politico non solo nei domini sottoposti direttamente a loro, ma anche oltre i propri confini manovrando il resto dei governanti d’Europa. Il papa che più di tutti agì in tal senso fu il noto Bonifacio VIII, al secolo Benedetto Caetani (1235 circa-1303).
Celebre per essere stato il successore di Celestino V, il papa del gran rifiuto, e per aver subito l’umiliazione nota come lo schiaffo di Anagni, finché gli fu consentito operò da un punto di vista dogmatico, simbolico e politico nell’affermare la supremazia del papato sul potere temporale. Le intromissioni del papato nella gestione politica si sono sempre verificate e le lotte tra papa e imperatore erano all’ordine del giorno nel secolo XI, ma con Bonifacio VIII si raggiunse un nuovo livello. Se prima l’imperatore era colui che più di tutti poteva rappresentare un rivale per l’autorità del pontefice poiché era unto dal Signore e difensore della cristianità, a causa della sempre minore importanza dell’Impero papa Caetani individuò una nuova forza concorrente nei monarchi europei. L’assunto da cui partiva era molto semplice: dato che i re erano uomini battezzati dovevano necessariamente sottomettere il proprio potere a quello del papa in quanto vicario di Cristo e pastore dell’intera cristianità. In altre parole se il papa è il capo della comunità dei cristiani, tenendo anche conto della concezione rigidamente gerarchica delle autorità nel Medioevo, ne deriva che nei rapporti di potere quello spirituale doveva guidare il temporale. Questa forte presa di posizione non poteva lasciare indifferenti né i monarchi né la nobiltà.

Un’iniziativa che fece precipitare i rapporti con le maggiori case regnanti europee fu l’emanazione dell’enciclica Clerici laicos, il 24 febbraio 1296. In quegli anni la situazione tra Francia e Inghilterra stava giungendo a un punto di non ritorno: l’inglese Edoardo I (1239-1307) e il francese Filippo IV (1268-1314), detto il Bello, erano protagonisti di un’aspra contesa sempre per via del rapporto feudale che intercorreva fra i due e in previsione dello scoppio di un’imminente guerra iniziarono a imporre tasse sempre più pesanti non solo ai laici ma anche al clero. A questo punto Bonifacio non poté che intervenire ed è proprio per mettere al riparo gli ecclesiastici che emana la suddetta enciclica. Vi si legge che i sovrani, imponendo una tassazione al clero, desiderano renderlo loro schiavo perciò gli ecclesiastici non devono pagare alcun tributo poiché nessuna autorità civile era autorizzata a tassare, confiscare, detenere beni della Chiesa senza l’autorizzazione del pontefice. Nei due Paesi sopracitati l’enciclica destò molto scalpore e Filippo IV rispose prontamente, vietando l’esportazione di determinate merci e imponendo il divieto per gli stranieri di vivere e commerciare in Francia: quest’azione paralizzò il sistema di esazioni e trasferimenti di denaro che i banchieri toscani eseguivano per il papato. Bonifacio VIII reagì, ma la sua replica fu meno forte di quanto ci si potesse aspettare da lui poiché non voleva deteriorare ulteriormente i rapporti con il re francese, ed infine il contenzioso si risolse con un nulla di fatto: Filippo continuò a tassare il clero francese e il papa continuò a ricevere le sue merci.
Sempre da un punto di vista teologico-giuridico papa Caetani emanò la famosa bolla Unam Sanctam, un testo che ci fornisce una chiara visione del pensiero del pontefice, e di cui abbiamo già parlato nell’articolo https://medievaleggiando.it/i-tre-manifesti-teocratici/.
L’ultimo papa del Duecento racchiude in sé tutte le evoluzione del pensiero teocratico dell’epoca, è un pontefice del suo tempo e considerando la sua personalità non poté non agire in questo modo. Ma su di lui c’è molto altro da dire, e lo faremo presto.
Giulia Panzanelli
Per approfondire:
AA. VV., Bonifacio VIII. Ideologia e azione politica, Atti del Convegno organizzato nell’ambito delle Celebrazioni per il VII Centenario della morte (Città del Vaticano-Roma, 26-28 aprile 2004), Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, Roma 2006.
PARAVICINI BAGLIANI AGOSTINO, Bonifacio VIII, Einaudi Editore, Torino 2003.