Copertina del libro

Abbiamo un’idea ben precisa della guerra medievale, idea che ci è stata tramandata soprattutto dai film ma spesso questa è assolutamente fallace o parzialmente veritiera. (Una volta ne parlammo con Aldo Settia, uno dei massimi esperti dell’arte militare medievale). Soprattutto quando viene rappresentato un assedio, al di là dei giusto momenti spettacolarizzati, è sempre uguale e non tiene conto dell’evoluzione delle tecniche.

E proprio con una breve disamina delle tecniche di assedio che inizia il libro di Paolo Grillo, “L’assedio di Milano. 1162, il trionfo del Barbarossa” (Carocci 2026), disamina che serve a introdurre l’argomento trattato.

L’autore, Paolo Grillo, docente di Storia dell’Italia medievale presso l’Università degli Studi di Milano, è uno dei maggiori studiosi della storia comunale e dei rapporti tra le città italiane e l’Impero e quindi chi meglio di lui ci può raccontare questa vicenda.

L’assedio e la distruzione di Milano compiuti dall’imperatore Federico I detto il Barbarossa nel 1162 rappresentano uno degli eventi più traumatici (e oserei dire anche fondativi/formativi) della storia della città. Tuttavia, quell’episodio non fu un fatto isolato, ma il culmine di un lungo e complesso confronto tra l’Impero e i Comuni dell’Italia settentrionale, uno scontro destinato a incidere profondamente sugli equilibri politici della penisola.

Le abbiamo abbiamo studiate tutti quanti le famose discese del Barbarossa in Italia per recuperare la propria autorità (tecnicamente il Sacro Romano imperatore aveva potere anche su una parte d’Italia), le sue strenue lotte contro i comuni medievali hanno anche alimentato la politica odierna (vedi Lega e il Carroccio) e il mito di Alberto da Giussano e della Lega Lombarda. 

Il volume ricostruisce le diverse fasi del conflitto tra Impero e Comuni a partire dagli anni 1152-53, delineando il quadro dei rapporti tra Milano, le altre città lombarde e il potere imperiale. Vengono analizzate, ovviamente, le discese in Italia del Barbarossa, l’assedio del 1158, la dieta di Roncaglia e la progressiva rottura con Milano, fino alla strategia di isolamento che colpì anche altri centri come Crema. Attraverso una lettura attenta delle fonti, il libro segue l’evoluzione militare e politica dello scontro: l’assalto fallito del 1160, la guerra di logoramento, la battaglia di Carcano, il blocco del 1161 e l’uso sistematico della fame come arma decisiva.

Particolare attenzione è riservata al dramma umano dell’assedio: la resa del 1162, la distruzione materiale e sistemica della città, la vita sotto il dominio imperiale e la marginalizzazione di una comunità sconfitta. L’ultima parte del volume si concentra sulla rinascita di Milano dopo la crisi del potere imperiale e sulla costruzione della memoria dell’evento, mostrando come, dal Medioevo al Risorgimento fino ai giorni nostri, il ricordo della distruzione sia stato reinterpretato e talvolta utilizzato in chiave politica e identitaria.

Concludendo “L’assedio di Milano. 1162, il trionfo del Barbarossa” di Paolo Grillo, scritto con un linguaggio chiaro e accessibile, è un saggio che mette dei punti fermi sulla storia della città di Milano e dell’Italia comunale al di là di falsificazioni e mistificazioni (o proprio in ragione di queste).

 

Giulia Panzanelli

SHARE THIS STORY ANYWHERE

Join the community

Iscriviti alla nostra community ed entra a far parte dei medievaleggianti.

social media

Seguici sui social per rimanere aggiornato su storia, curiosità ed eventi!