Tra i precursori della cosiddetta Riforma Protestante che Martin Lutero riconosce, oltre al boemo Jan Hus, vi è sicuramente l’inglese John Wyclif, vissuto in pieno XIV secolo. Venite con me a scoprire la sua storia. 

La data di nascita non è stata accertata in alcun modo, mentre la prima informazione certa è del 1356, quando riceve la laurea in arti all’università di Oxford. Probabilmente si è “immatricolato” intorno al 1350 e quindi potrebbe essere nato nel 1335; anche se la Peste Nera, arrivata ad Oxford nel 1349, potrebbe aver ritardato la sua immatricolazione e quindi la sua nascita potrebbe essere anticipata al 1331. 

Altra data sconosciuta è quella della sua ordinazione a sacerdote, ma si suppone non possa essere avvenuta oltre il 1361, successivamente lo si trova professore in diversi college. Non è chiaro come ma dal 1374 John Wyclif è al servizio della Corona inglese ed è inviato a Bruges per incontrare una delegazione papale, con la quale discutere delle tasse da devolvere alla Chiesa, incontro che però fallì. 

Negli anni ’70 del Trecento entra in rapporti con Giovanni di Gand (1340-1399), duca di Lancaster e figlio del re Edoardo III (1312-1377). Wyclif inizia a predicare contro la ricchezza del clero e proprio per questo nel 1377 è chiamato a comparire davanti al capitolo della cattedrale di San Paolo a Londra. 

I testimoni di questo confronto sostengono però che le argomentazioni fossero più di carattere politico: sembrerebbe fosse stato convocato per rispondere di ciò che aveva predicato a Londra con l’intento di accusarlo di eresia, in modo da screditare anche il suo principale sostenitore. 

Il confronto si risolse con un nulla di fatto per via di tumulti che si erano scatenati a Londra. Comunque, fra il 1377 e il 1378 papa Gregorio XI (1330-1378) emanò diversi provvedimenti contro Wyclif, che divennero noti solo diversi mesi dopo. 

Nel frattempo era morto re Edoardo III e il suo successore, Riccardo II, era ancora minorenne. Wyclif godette ancora per poco della protezione di Giovanni di Gand. Nel 1378 ci furono diversi tentativi di incriminarlo, falliti soprattutto perché all’università di Oxford l’autorità del papa non era forte quanto quella regia; la pressione, inoltre, si attenuò con la morte di Gregorio XI.

Durante il terzo tentativo di processo a Wyclif, prima del marzo 1378, il predicatore modera le sue posizioni e i vescovi non le giudicano eretiche ma diseducative. Il perché di questo giudizio così moderato non è chiaro, forse si trattò di una mossa politica. 

Nel 1381 il cancelliere di Oxford, Barton, formò una commissione per esaminare le posizioni di Wyclif riguardo l’eucarestia: ne furono censurate due – senza però menzionare il loro ideatore, proibendone la discussione sotto pena di reclusione o di scomunica. 

Wyclif rispose con uno scritto dove difendeva le sue posizioni e che provocò diverse risposte. Nell’estate di quell’anno, a giugno, vi fu la rivolta dei contadini della cui sobillazione venne imputato Wyclif, anche senza prove evidenti. Studi recenti sostengono che forse, indirettamente, alcuni insegnamenti di Wyclif abbiano influenzato gli eventi. 

Una volta domata la sommossa, fu fatto primate d’Inghilterra il vescovo Courtenay, acerrimo nemico di Wyclif. Il suo primo atto fu quello di convocare un concilio, nel maggio 1382, per esaminare nuovamente le tesi Wyclif – anche se il nome di quest’ultimo non fu mai fatto esplicitamente, probabilmente per evitare l’intervento del potere regio e di Giovanni di Gand. 

La vittoria del concilio fu solo parziale, poiché il Parlamento decise di inviare sceriffi e ufficiali regi con il compito di arrestare tutti i predicatori non autorizzati o che predicassero pensieri non conformi, ma per Wyclif non vi fu alcuna condanna. 

Negli ultimi anni della sua vita Wyclif si dedicò alla revisione dei suoi lavori. Nel tardo 1383 viene invitato ad apparire a Roma da papa Urbano VI: le motivazioni non sono chiare e Wyclif, d’altra parte, non si presentò poiché era malato e infatti morì il 31 dicembre del 1384. Non fu mai condannato in vita, i suoi scritti furono considerati eretici solo durante il Concilio di Costanza (1415) . 

Ma cosa pensava e diceva John Wyclif di così sconveniente?

Innanzitutto, il teologo non si fa scrupolo nell’attaccare il papato come istituzione, presentando spesso delle indicazioni, implicite, di possibili alternative. Contesta il primato papale sulla base delle Scritture: dato che queste sono l’autorità ultima in materia di fede e pratica, il potere temporale del papa non ha fondamento in esse.

Inoltre, così come i valdesi, sostiene che il degrado dell’istituzione Chiesa è iniziato con l’accettazione della famigerata donazione di Costantino. Arrivò a dichiarare che il papa era l’Anticristo – non un papa specifico ma la carica in sé – cioè il pontefice è l’incarnazione dell’Anticristo poiché si è allontanato dalla vera fede e dalla pratica di Cristo. 

John Wyclif, poi, non crede nell’infallibilità del papa e sostiene che Dio riconosce i suoi credenti: l’immediatezza di questo rapporto fa sì che non ci sia bisogno della mediazione delle istituzioni ecclesiastiche

Usa parole dure anche contro i membri degli ordini mendicanti (domenicani e francescani) poiché hanno tradito il voto di povertà, e alcuni di loro sarebbero pericolosi per le parrocchie giacché approfittano  della confessione come mezzo per estorcere denaro. Non manca anche la polemica contro le indulgenze, poiché solo Dio può rimettere i peccati.

Per quanto riguarda l’eucarestia, Wyclif contesta il concetto di transustanziazione che è causa di idolatria poiché, pur ammettendo la presenza reale di Cristo nel pane e nel vino, essa è solo spirituale, coesiste con la sostanza del pane e del vino.

Insomma, John Wyclif propone una serie di accuse gravi alla Chiesa cattolica che però rimangono impunite grazie ai suoi agganci politici. Le sue tesi, prima di essere condannate definitivamente, gireranno per tutta Europa arrivando anche in Boemia dove un giovane Jan Hus che è pronto a farle sue. 

 

Giulia Panzanelli

 

Per approfondire:

A companion to John Wyclif: late medieval theologian, a cura di Ian Cristopher Levy,Brill, Leiden 2006

John Wyclif, logica, politica, teologia. Atti del Convegno internazionale, Milano, 12-13 febbraio 1999, a cura di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri e Stefano Simonetta, SISMEL Edizioni del Galluzzo, Impruneta 2003.

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Written by : Redazione

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