Dopo la caduta della più importante fortezza catara, Montségur, e la morte di Raimondo VII ci furono le condizioni per avviare una nuova politica di repressione dell’eresia ancora più violenta e i catari non godettero più, come prima, della protezione dei nobili linguadociani. 

Il clero, oramai, poteva esaminare tranquillamente tutto il laicato grazie agli strumenti forniti loro dall’Inquisizione. Inquisitori e clero si avvalsero delle deportazioni di massa di testimoni che dovevano rispondere a domande prestabilite, rendendo così possibile operare controlli incrociati. I catari, che avevano ricevuto il consolamentum, e i semplici credenti si trovarono in difficoltà di fronte a questo modo di interrogare visto che non potevano giurare senza tradire la loro fede, perciò le soluzioni che si prospettavano erano: rendere piena confessione e pagarne le conseguenze, cercare di occultare le prove rendendo una parziale confessione, fuggire, oppure confessare e offrire i propri servigi agli inquisitori, evitando pene severe.  

L’aumentata pressione e il crescente numero delle defezioni modificò lo stile di vita dei pochi sopravvissuti. I perfetti non erano più in grado di provvedere regolarmente alle esigenze spirituali dei credenti, poiché erano stati costretti ad abbandonare le loro case ed a ritirarsi nei boschi o in montagna, alcuni si unirono alle bande di fuorilegge per ottenere protezione, visto che gli era proibito versare sangue. Molti emigrarono in Italia, dove la repressione dell’Inquisizione era meno dirompente; qui si ricostruì una Chiesa catara occitana, che non fece nuovi adepti e i suoi appartenenti non tornarono mai più nella loro patria. 

La monarchia francese mantenne una linea moderata nei confronti dell’eresia ; le devastazioni della guerra non avevano arrestato lo sviluppo demografico ed economico delle regioni del sud e la conquista aveva portato nuove prospettive di guadagno, facilitando l’abbandono del catarismo nei soggetti meno osservanti. 

Il catarismo aveva subito gravi sconfitte, e se anche l’ortodossia cattolica si era imposta ovunque, si stava per risvegliare la fede eretica, agli inizi del XIV secolo, grazie alla predicazione di un uomo e della sua famiglia. 

Pierre Autier era un notaio di Aix-les-Thermes che insieme al fratello si recò in Italia, intorno al 1295-96, per ricevere il consolamentum, che poi amministrarono agli altri membri della famiglia. Ritornati in Francia iniziarono una nuova evangelizzazione della Linguadoca. 

Caratteristica della sua predicazione era la tendenza a rendere facile e chiara la fede catara, usando e arricchendo i racconti che facevano già parte del dualismo radicale, in modo da renderli accessibili a tutti. Oramai si trattava di persuadere persone semi alfabetizzate, se non del tutto analfabete ad abbracciare o riabbracciare la fede eretica.  Autier e i suoi adepti viaggiarono in tutta la Linguadoca facendosi passare per mercanti di coltelli, in modo da evitare di far ricadere dei sospetti su di loro e vissero grazie alla fedeltà dei credenti. Nel 1309 Pierre venne tradito e consegnato all’inquisitore Bernard Gui, fu dichiarato colpevole di eresia e gli fu proposta o l’abiura o il rogo, scelse quest’ultimo. 

Nonostante fosse riuscito a far rivivere il catarismo questo morì con lui. Secondo lo storico Raoul Manselli la debolezza dell’Autier fu quella di non aver ricreato una gerarchia che facesse fronte alle esigenze dei credenti e che si proponesse alternativa al clero cattolico e soprattutto ai monaci dell’Inquisizione, così alla sua morte e a quella dei suoi più fedeli e preparati seguaci, coloro che erano rimasti braccati dall’inquisizione cedettero. 

Con l’avvento degli Autier, l’endura, cioè il lasciarsi morire di fame, divenne una prassi comune per mantenere intatto il beneficio del consolamentum. Questo perché, vivendo in clandestinità, i perfetti non potevano sempre ritornare per amministrarlo di nuovo nel caso fosse avvenuta una mancanza, così il moribondo veniva nutrito di sola acqua fino alla sua morte.

Così si conclude la storia di una delle eresie più forti e pericolose del cristianesimo medievale, ma il suo mito, rimasto sopito per diversi secoli salvo rari revival, tornò in auge alla fine dell’Ottocento ma questa è un’altra storia.

 

Giulia Panzanelli

 

Per approfondire: 

GAROFANI BARBARA, Le eresie medievali, Carocci, Roma 2009

LAMBERT MALCOLM, I Catari, Piemme, Casale Monferrato 2001

MANSELLI RAOUL, L’eresia del male, FuoriLinea edizioni, Monterotondo 2020

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Written by : Redazione

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