Cari amici medievaleggianti, oggi recensiamo per voi il cartone La spada magica – Alla ricerca di Camelot della Warner Bros, uscito nelle sale cinematografiche nel lontano 1998.

Come si evince dal titolo, la pellicola ci trasporta in un mondo che tutti noi conosciamo bene: quello di Re Artù e della sua Tavola Rotonda. Abbiamo già avuto la possibilità di recensire un lungometraggio d’animazione a tema, La spada nella roccia, da cui però La spada magica si discosta per diversi motivi.

Primo fra tutti, la trama. Ne La spada magica – Alla ricerca di Camelot ci troviamo appunto nella contea di Camelot, dove facciamo la conoscenza di Sir Lionel, cavaliere della Tavola Rotonda, sua moglie Juliana e sua figlia Kayley, che sogna un giorno di diventare cavaliere come suo padre. Artù è diventato re dieci anni prima, estraendo Excalibur dalla roccia, e governando con benevolenza, pace e lealtà. Questa pace viene interrotta però da Ruber, un cavaliere avido e assetato di potere e distruzione.

La sua follia porta il povero Sir Lionel a perdere la vita e a procurare un grande dolore alla sua famiglia. Dieci anni dopo, però, Ruber comparirà di nuovo alla porta del regno di Camelot e metterà in atto il suo piano malvagio: impossessarsi di Excalibur e di conseguenza di tutto il regno. Juliana sarà presa in ostaggio, e toccherà a Kayley ritrovare la spada e riconsegnarla al vero re. In questo viaggio dell’eroe, la bella giovane incontra nella foresta proibita dei nuovi amici: il cieco Garrett – che ha perso la vista da ragazzo a causa di un incidente – e un drago a due teste, che supereranno insieme a lei diverse peripezie per ritrovare la magica Excalibur. 

Il regno deve essere salvato a ogni costo ma non sarà facile, perché le insidie di Ruber e del suo esercito stregato sono sempre dietro l’angolo. Un percorso difficile quello dei nostri eroi che però alla fine riusciranno nel loro intento, grazie al coraggio di mettersi alla prova e di non lasciarsi fermare dalle avversità.

La spada magica – Alla ricerca di Camelot è un cartone che si discosta parecchio dagli adattamenti del tema, innanzitutto per la scelta del protagonista, che in questo caso è una donna, e anche dei comprimari, non troviamo infatti i soliti coniglietti e uccellini cinguettanti ma esseri più complessi come draghi, grifoni e falchi. Del ciclo arturiano vero e proprio sono presenti solo Re Artù e Merlino, mentre il resto dei cavalieri è di invenzione e anche Camelot viene resa quasi più come un luogo ideale che reale, cosa che contribuisce a rinsaldare l’associazione del regno con i valori promossi da Artù e i suoi prodi cavalieri.

Alla ricerca di Camelot, come è giusto che sia, trasuda Medioevo da tutti i pori, ovviamente quello da noi immaginato e amato. Forti sono i valori di coraggio, virtù e lealtà che permeano l’intera pellicola, per non parlare della scelta, come dicevo prima, di comprimari che fanno parte a gran diritto dell’immaginario medievale, qui ovviamente addolcito. Una chicca che dobbiamo riconoscere è la presenza del bosco che gioca un ruolo importante e partecipa alle vicende dei protagonisti, come nel caso di Biancaneve e La Bella Addormentata. Il bosco è sia avversità che luogo di crescita, è la foresta proibita che li unisce e permette a tutti di svelare a se stessi e ai compagni le proprie qualità interiori.

Un Medioevo sognante ma al contempo crudo è quello che vediamo trasposto, con disegni anche duri, angoscianti e grotteschi, una scelta molto particolare ma che rientra perfettamente nell’immaginario medievale che abbiamo imparato a riconoscere. Perciò, per chi ha voglia di immergersi nei propri ricordi d’infanzia e in un cartone non convenzionale, La spada magica – Alla ricerca di Camelot è tutto vostro! Per chi invece ha voglia di godersi un film sul tema con attori in carne e ossa vi consiglio Excalibur, forse il miglior film di tutti i tempi sul ciclo arturiano.

Per oggi noi qui abbiamo finito, ci vediamo alla prossima pellicola!

 

Martina Corona

 

Per approfondire:

 

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Written by : Redazione

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